Attacchi di panico: patologia tutt’altro che semplice

Attacchi di panico: patologia tutt’altro che semplice

Ma vediamo di conoscere meglio questo disturbo, che in genere si presenta nell’individuo fra i 15 e i 35 anni ma un’altra possibilità di esordio è possibile fra i 44 ed i 55 anni d’età; si parlava di prevalenza degli attacchi di panico nelle donne

da in Ansia, Attacchi di panico, Malattie, Primo Piano, Psicologia
Ultimo aggiornamento:

    attacchi di panico

    Vogliamo smetterla con la supponenza che a volte ci contraddistingue nel considerare una vittima di attacchi di panico come una persona che non vuole assumersi gli impegni e le responsabilità della vita? Non foss’altro perché il numero di questi malati, perché di tali si tratta, cresce a dismisura; per un italiano su sette il dramma si consuma nel più assoluto silenzio, visto che la vittima è spesso mal tollerata persino da amici e parenti, additato com’è di essere viziata, visto che spesso di donne si tratta.

    L’essere investiti improvvisamente come da un ciclone di sensazioni sgradevoli con un turbinio di ansia che ti avvolge smorzandoti il respiro, cui fa seguito una parossistica tachicardia che ti mina l’esistenza, la voglia di intraprendere cose nuove e che alla lunga ti porta ad uno stato di prostrazione, fino a rasentare la depressione ed a volte senza neanche scongiurarla, è quanto accade a qualcosa come otto milioni di italiani, dunque un problema quasi sociale, che con il dramma devono farci i conti e che vedono ogni crisi come definitiva con quell’angoscia di morire che si ripresenta ad ogni occasione.

    Ma vediamo di conoscere meglio questo disturbo, che in genere si presenta nell’individuo fra i 15 e i 35 anni ma un’altra possibilità di esordio è possibile fra i 44 ed i 55 anni d’età; si parlava di prevalenza degli attacchi di panico nelle donne, vero, ma anche il sesso maschile diventa sempre di più bersaglio del disturbo soprattutto ravvisabile fra professionisti e manager e a rendere più preoccupante il quadro è l’ipotesi portata avanti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità quando dice che fra venti anni gli attacchi di panico assurgeranno a seconda patologia più diffusa al mondo.

    E pensare che a causa dei pregiudizi di cui sopra ancora oggi, stante la scarsa attenzione anche da parte dei medici, solo un malato su quattro riceve adeguate cure e dove troppo spesso viene scarsamente considerata l’ansia che sta alla base del fenomeno e che oggi è divenuta, anche nei giovani, una costane importante.

    “Avere in casa una persona sofferente di attacchi di panico – spiega la psicologa Paola Vinciguerra, presidente dell’EURODAP (Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico) e direttore del Centro U.I.A.P. (Unita’ italiana attacchi di panico) Vinciguerra – puo’ voler dire non potersi recare mai al cinema insieme, o al ristorante, talvolta non si possono fare vacanze, o prendere l’aereo, a volte neanche imboccare un’autostrada. E vicino a queste persone, talvolta proprio piu’ amate perche’ piu’ fragili, fondamentale dovra’ essere l’apporto discreto ma costante dei familiari. Spingere ad affrontare, ma mai costringere; e poi lavorare insieme, perche’ il DAP ( disturbo da attacco di panico ) e’ una malattia che va curata con la collaborazione di piu’ attori”. A introdurre il libro, la testimonianza diretta del cantante Max Pezzali, la cui moglie Martina ha sofferto per anni di questo disturbo.

    Liberarsi del panico, scrive Pezzali, “e’ un percorso lungo e complesso. Ora pero’ Martina ha ricominciato ad andare al supermercato, ad accompagnare la figlia a scuola. E’ ritornata alla guida. Alla guida della sua vita”.

    566

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AnsiaAttacchi di panicoMalattiePrimo PianoPsicologia
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI