Atresia esofagea: cause, diagnosi e prognosi

Atresia esofagea: cause, diagnosi e prognosi
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    Esofago

    L’atresia esofagea è una malattia dalle cause sconosciute, che necessita di una tempestiva diagnosi per poter ottenere una buona prognosi: per la precisione, si tratta di una malformazione congenita a carico dell’esofago, che colpisce 1 bambino su 3500 nati vivi. Com’è facile immaginare, i sintomi di questa patologia sono abbastanza importanti. Qual è la sintomatologia esatta legata all’atresia esofagea? Quale il trattamento da seguire? È possibile giungere alla guarigione? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è l’atresia esofagea? Come anticipato prima, si tratta di una rara malattia a carico dell’esofago. Questa malformazione congenita colpisce 1 bambino ogni 3500 nati vivi e riguarda, per l’esattezza, il condotto che collega la bocca allo stomaco e che permette il transito del cibo, ovvero l’esofago: questa patologia è caratterizzata dall’interruzione della continuità dell’esofago e da una sua incompleta formazione. Esistono diverse tipologie di atresia esofagea.

    I sintomi più comuni dell’atresia esofagea sono dispnea – di cui esistono diverse tipologie - cianosi, tosse, tachipnea, disfagia, gonfiore addominale, salivazione intensa, raucedine – che ha anche altre cause - e respiro sibilante. I neonati affetti da atresia esofagea non sono in grado di deglutire. Inoltre, nella maggior parte dei casi, è possibile che siano presenti delle anomalie correlate a carico di altri organi del corpo: problemi vertebrali, ano-rettali, cardiaci, tracheo-esofagei, renali e difetti degli arti.

    Ad oggi, le cause di questa malattia sono sconosciute, ma è possibile che nella sua insorgenza possano influire fattori genetici e fattori ambientali.

    Data la gravità della malattia, una diagnosi tempestiva è essenziale: questa può essere effettuata – tramite una serie di analisi ed esami – già durante la gravidanza. Inoltre, alla nascita, per confermare o meno la diagnosi di atresia esofagea, sarà necessario inserire un tubo naso-gastrico: tale pratica va effettuata in tutti i neonati venuti alla luce in seguito a gravidanze complicate da polidramnios – aumento del liquido amniotico – e nei bambini che, subito dopo il parto, presentano un eccesso di muco. Possono, inoltre, essere richiesti – oltre all’ecografia prenatale in gravidanza – esami radiologici del torace e dell’addome.

    Quali sono i rimedi contro l’atresia esofagea? Non esiste una terapia in grado di permettere la guarigione da questa rara patologia: la cura consiste, infatti, nell’effettuare un intervento chirurgico che permetta l’escissione della fistola tracheo-esofagea, la chiusura del difetto tracheale e l’anastomosi primaria dell’esofago. In casi rari, potrebbe essere necessario intervenire con la sostituzione dell’esofago. Alla nascita, ad ogni modo, il bambino andrà aiutato con un adeguato apporto di liquidi per via endovenosa.

    Le complicazioni derivate dall’atresia esofagea sono, generalmente, legate alla difficoltà di alimentazione, per cui potrebbero essere necessari ulteriori interventi chirurgici.

    Infine, la prognosi dell’atresia esofagea dipende dal peso neonatale e dalla concomitanza con eventuali complicanze, come una grave cardiopatia: in genere, i neonati che pesano più di 1,5 kg e non hanno problemi al cuore hanno un elevato tasso di sopravvivenza; tasso che, ovviamente, diminuisce se vi sono altri fattori di rischio.

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