Aterosclerosi: inutili, se non dannosi, gli integratori

Aterosclerosi: inutili, se non dannosi, gli integratori

Contro l'aterosclerosi, non servono gli integratori alimentari

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    L'aterosclerosi è quella affezione patologica che causa indurimento e ispessimento delle arterie

    Uno studio pubblicato su American Journal of Clinical Nutrition lo scorso mese di ottobre, ha abbattuto le ultime deboli difese che ancora resistevano a favore degli integratori alimentari prodotti dall’industria farmaceutica e parafarmaceutica che si proclamavano efficaci contro l’aterosclerosi.

    Intanto c’è da dire che l’aterosclerosi è una condizione patologica dei vasi sanguigni che si manifesta con perdita di elasticità degli stessi, ispessimento delle pareti e formazione di placche che aderiscono tenacemente ai vasi e che causano esse stesse o l’insieme dei fattori che concorrono all’aterosclerosi, malattie, a volte dagli esiti gravissimi o infausti, come ictus o infarti.

    Il motivo per cui si giunge a conseguenze tanto estreme, a causa dell’aterosclerosi, è dovuto al fatto che il ridotto lume dei vasi o la totale ostruzione degli stessi, costringe il sangue a percorsi di fortuna alternativi con minore irrorazione di quei distretti importanti come cuore e cervello che soffrono per il minore apporto ematico. Per non contare anche che, laddove la spinta del sangue è tale da rimuovere parte di queste placche aterosclerotiche, che sono formazioni indurite di colesterolo e altri sali disciolti, queste spostandosi, possono giungere a ostruire rami arteriosi al punto da impedire, in toto, o parzialmente, l’afflusso ematico in quei distretti ove si è provocata l’ostruzione.

    Ebbene, sulla base dell’evidenza di quanto grave possa essere questa condizione patologica sempre più diffusa nei Paesi sviluppati, laddove dieta e stili di vita non del tutto corretti non possono che favorire la grave patologia, l’industria farmaceutica, da anni, ci propina rimedi costituiti da integratori a base di vitamine e minerali con la pretesa di contrapporsi così all’aterosclerosi. Ciò, nonostante non sia mai esistita l’evidenza dell’efficacia di questi trattamenti contro la grave affezione, se non limitati studi di laboratorio che, fino adesso, avrebbero dimostrato soltanto il ruolo antiossidante della vitamina E e C, oltre al Betacarotene e al Selenio, un minerale, che avrebbe la capacità di ridurre i danni dei radicali liberi.

    Ma può bastare l’assunzione di queste sostanze, comprese le vitamine del Gruppo B, la cui carenza parrebbe associata ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, per ridurre il rischio di aterosclerosi? Secondo lo studio statunitense, che ha trovato spazio sulla rivista scientifica citata, no! gli effetti di quelle sostanze che entrano a far parte degli integratori previsti per fronteggiare l’aterosclerosi, non sono tali da poterli annoverare efficaci contro la malattia, visto che, il gruppo di pazienti che ha assunto questi integratori e che hanno fatto parte del gruppo di studio tenuto sotto controllo dagli scienziati, non solo non hanno dimostrato alcun beneficio clinico significativo dimostrabile tramite ultrasonografia per immagini, nei diversi distretti, angiografia ed esami di laboratorio, ma addirittura, sempre secondo gli studiosi, eccessi di vitamina E e betacarotene, nell’organismo, potrebbero avere persino effetti aggravanti il problema che si intenderebbe risolvere.

    Fonte: American Journal of Clinical Nutrition

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