Astrocitoma: sintomi, prognosi e cura

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    Cervello

    L’astrocitoma è un tumore cerebrale che provoca vari sintomi e la cui prognosi dipende da diversi fattori: certamente, è di fondamentale importanza intraprendere una cura il prima possibile per sperare nei migliori risultati. Il nome di questa malattia deriva dalle cellule della glia – “astrociti” – dalle quali il tumore al cervello nasce: è bene specificare, comunque, che gli astrocitomi possono essere sia benigni che maligni e possono avere un decorso differente da paziente a paziente. Ma qual è la sintomatologia esatta di questa patologia? Quali le sue cause e il trattamento da seguire per poter sperare nella guarigione? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è

    L’astrocitoma è – come anticipato prima – un tumore cerebrale che ha origine da cellule della glia conosciute come “astrociti”: la glia con le sue cellule fornisce supporto e nutrimento alla rete di neuroni all’interno del corpo umano e ha il compito di trasmettere i segnali nervosi. Un astrocitoma può essere sia di natura benigna che maligna e può essere sia focale che diffuso: i primi sono una massa di cellule distinta dal tessuto cerebrale sano circostante; i secondi sono, invece, diffusi e “amalgamati” con il resto. È bene specificare, inoltre, la differenza tra tumore benigno e tumore maligno: il primo è una massa di cellule anomale che cresce lentamente e ha scarso potere infiltrativo e metastatizzante; il secondo è una massa cellulare anomala che cresce velocemente con un elevato potere infiltrativo e metastatizzante.

    I sintomi

    I sintomi di un astrocitoma comprendono un’ampia gamma di disturbi: generalmente, compaiono mal di testa, nausea, vomito, problemi di vista e crisi epilettiche, oltre a problemi sempre più specifici che dipendono molto dalla sede di nascita del tumore. Ad ogni modo, i sintomi possono fare la loro comparsa lentamente o velocemente, a seconda della crescita della massa tumorale e della sua tipologia. Come detto prima, la sede del tumore incide sulla sintomatologia, ma come? Se, ad esempio, l’astrocitoma si trova a livello del lobo frontale del cervello, si manifesteranno cambiamenti improvvisi dell’umore, debolezza o intorpidimento del corpo; se l’astrocitoma si colloca a livello del lobo temporale del cervello, i sintomi potranno comprendere problemi di coordinazione, di linguaggio e di memoria; infine, se l’astrocitoma risiede a livello del lobo parietale del cervello, si avranno problemi con la scrittura, nonché debolezza o intorpidimento del corpo. Insomma, i possibili sintomi di un tumore sono diversi.

    Le cause

    Diverse sono le tossine pericolose per il cervello, ma spesso le cause precise dei tumori restano sconosciute e questo discorso vale anche per gli astrocitomi: questi tumori cerebrali insorgono, infatti, per motivi che ancora non si conoscono.

    Le tipologie

    I tumori cerebrali sono distinti in quattro gradi, in base al potere di accrescimento: le neoplasie al cervello di I e II grado crescono lentamente, sono generalmente benigne e interessano una ristretta zona cerebrale ristretta; mentre le neoplasie al cervello di III e IV grado crescono velocemente, sono generalmente maligne e invadono i tessuti circostanti. È bene specificare che un tumore cerebrale di I e II grado può, con il tempo, trasformarsi in uno di III e IV grado. In base al loro grado, poi, gli astrocitomi si suddivisono in: astrocitomi pilocitici – di I grado – astrocitomi diffusi di basso grado – di II grado – astrocitomi anaplastici – di III grado – e glioblastomi multiformi, di IV grado.

    La diagnosi

    Alla comparsa dei sintomi, è opportuno recarsi dal medico che – tramite una serie di esami e analisi – riuscirà a stabilire una corretta diagnosi e, di conseguenza, la terapia più adatta. Di fondamentale importanza è la repentinità di intervento per poter sperare nella guarigione ed evitare gravi complicazioni e conseguenze, che consistono nell’espansione della massa tumorale maligna – che invade i tessuti e gli organi del corpo sani – o il cambiamento dei tumori benigni in maligni. Tra gli esami che potrebbero essere effettuati, ci sono la risonanza magnetica nucleare, la TAC, la biopsia del tumore, esame obiettivo e dei riflessi tendinei, test oculari e valutazione mentale-cognitiva: tutto ciò per valutare il tipo di tumore, eventualmente, in atto, la sua gravità e l’area del sistema nervoso compromessa.

    La cura

    La terapia più indicata in caso di astrocitoma dipende, ad ogni modo, da diversi fattori: la grandezza dello stesso, la posizione, il grado e la velocità della sua crescita. Generalmente, il trattamento maggiormente indicato in questi casi è l’intervento di asportazione chirurgica: a prescindere se si tratti di tumori benigni o maligni al cervello, questi vanno quasi sempre rimossi e/o trattati con chemioterapia e/o radioterapia, in quanto possono causare problemi neurologici importanti. L’obiettivo dell’operazione chirurgica è quello di rimuovere tutto l’astrocitoma o gran parte di esso: la riuscita dipende, soprattutto, dalla sua posizione e si tratta, in ogni caso, di un intervento chirurgico altamente delicato, per cui il medico informerà il paziente dei rischi della procedura. Quando l’astrocitoma provoca edemi attorno a sé, sarà necessaria una terapia a base di farmaci corticosteroidi – antinfiammatori, in grado di ridurre l’infiammazione – mentre, in seguito all’intervento chirurgico, potrebbe essere necessaria una riabilitazione fisioterapica per cercare di recuperare le facoltà neurologiche.

    La prognosi

    La prognosi dipenderà, inoltre, da alcuni fattori. Quali? Dal grado dell’astrocitoma, dalla sua posizione e dalla tempestività della diagnosi: se si tratta di un astrocitoma di I grado – dopo la sua rimozione – ci saranno buone probabilità di rimettersi completamente, altrimenti la speranza si abbasserà notevolmente; la posizione della massa tumorale rappresenta, ovviamente, un punto importante, perché potrebbe essere impossibile o difficile da rimuovere con una conseguente drastica riduzione del tasso di sopravvivenza – radioterapia e chemioterapia non sono altrettanto efficaci – infine, più tardi avviene la scoperta del tumore e minori saranno le probabilità di guarigione.