Aspirina non per tutti: in arrivo un rapidissimo test per scoprirlo

Aspirina non per tutti: in arrivo un rapidissimo test per scoprirlo
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    Aspirina

    Note da tempo memorabile le proprietà dell’acido acetilsalicilico, la comune aspirina, ci si rifà ai greci e a Ippocrate quali primi conoscitori della sostanza e non ci riferiamo a quelle proprietà antinfiammatorie di questo preparato che ha aperto la strada ai moderni fans, farmaci antinfiammatori non steroidei, né a quelle doti antipiretiche della sostanza, ovvero nella capacità dell’aspirina di abbassare la febbre, quanto invece alla capacità antiaggregante del farmaco.

    Una caratteristica questa dell’aspirina che gli è valsa una collocazione privilegiata nella cura di patologie cardiovascolari dove sia richiesta la funzione antiaggregante e fluidificante del sangue da parte di un farmaco; pensiamo ad esempio agli esiti di un infarto cardiaco e non solo.

    Tuttavia, non tutti possono utilizzare l’aspirina con le caratteristiche positive contro le malattie cardiovascolari, dove la dose di preparato è comunque bassa, intorno ai 100 mg., tranne i fatti acuti dove ci si orienta su diversi grammi del farmaco per lo più somministrato in vena; nella fase cronica si utilizzano preparati farmaceutici col nome di cardioaspirina cui, però, come detto, non tutti possono beneficiare.

    Non parliamo di casi di mancato utilizzo per allergia al preparato manifestata da un paziente, pure possibile sicuramente in misura non del tutto insignificante, quanto invece di mancate risposte all’azione terapeutica dell’aspirina. Fino adesso, non era possibile conoscere in anticipo la possibilità per un paziente di rispondere o meno all’azione dell’acido acetilsalicilico se non con la somministrazione del farmaco aspettando l’andamento clinico della malattia che si intende curare, fatto che a volte ha avuto anche risvolti drammatici poiché si traduce nei fatti in una non cura del paziente per il quale l’aspirina non da alcun beneficio terapeutico.


    Ma oggi le cose potrebbero cambiare radicalmente, grazie ad un’apparecchiatura realizzata all’Università di Campobasso insieme a ricercatori di Lovamio, in Belgio. Gli scienziati hanno costruito un piccolo strumento in grado di leggere, sulla scorta di qualche goccia di sangue prelevata al paziente, se questi beneficerà o meno dell’azione della sostanza farmacologica. Nei casi in cui l’ammalato non risponda alla terapia è possibile saperlo entro pochi minuti, in luogo dei giorni occorrenti fin’ora ed in questo caso, i medici provvederanno ad istituire altra e più opportuna terapia.

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