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Aspirina: ma è vero che non previene l’infarto?

Aspirina: ma è vero che non previene l’infarto?

C'è un certo subuglio nel mondo medico da quando uno studio edimburghese avrebbe destituito di tutta quella scientificità il fatto che l'Aspirina potesse proteggere da eventuali eventi cardiovascolari tutti i pazienti

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    Aspirina

    Per decenni ci hanno convinto dell’importanza dell’Aspirina nella prevenzione di infarti e ischemie, tant’è che a scopo preventivo viene tutt’ora assunta, per tutta la vita, sia pure a basso dosaggio, da anziani e da quei pazienti a rischio, certi di trarre grande beneficio dal farmaco; ma sarà vero che tale trattamento preventivo è del tutto inutile?

    Come sovente capita nel mondo scientifico, adesso viene rimesso tutto in discussione, sembrerebbe infatti che l’Aspirina non riduca nel tempo gli infarti; a dare la brutta notizia, ricercatori dell’Università di Edimburgo che addirittura giungono a sostenere che l’Aspirina in quelle persone che non hanno mai sofferto di nessun evento patologico a carico del cuore, sia pure a rischio, è del tutto inutile, se non addirittura dannosa!

    Lo studio avrebbe infatti dimostrato che su 3.000 pazienti che assumevano il farmaco a scopo preventivo non vi è stata differenza riguardo l’incidenza di infarti e/o ictus rispetto a quelli che assumevano semplici placebo; la vera differenza fra i due gruppi era invece quella di avere , nel gruppo degli assuntori di acido acetilsalicilico, di emorragie gastrointestinali, in qualche caso persino impegnative da trattare.

    Secondo il dottor Giuseppe di Pasquale, direttore dell’Ospedale Maggiore di Bologna e Presidente della Federazione Italiana di Cardiologia, “ il grande problema dell’Aspirina è che si tratta di un farmaco da banco e quindi tutti possono acquistarla ed iniziare il trattamento, questo è ciò che avviene già da parecchi anni negli Stati Uniti ed è quanto sta cominciando ad accadere anche qui da noi “.

    E’ ovvio che a questo punto il dubbio al cittadino resta e allora che fare? Semplice assumere il farmaco solo se l’ha prescritto il proprio medico o, ancor meglio, il cardiologo.

    Le nuove linee guida nella prevenzione cardiovascolare con l’Aspirina

    Secondo le nuove linee guida, l’Aspirina non va assunta dagli uomini sotto i 45 anni e dalle donne sotto i 55 anni; ciò in quanto si sarebbe visto che un qualche beneficio il farmaco lo determina negli uomini nell’età che va dai 45 ai 79 anni e nelle donne dai 55 anni ai 79 anni; ma prima di decidere il da farsi ci si dovrà rivolgere al cardiologo, il quale valuterà, in primis, il reale rischio corso dal paziente di andare incontro ad un evento cardiovascolare, entro un lasso di tempo ipotizzato e, dunque, concordare un programma di prevenzione che possa comprendere o meno l’Aspirina. Questa metodica viene tracciata dalle cosiddette carte di rischio che tengono conto dell’età, dall’eventualità di essere o meno esposti al diabete, se trattasi di pazienti fumatori o non, se siano soggetti a ipercolesterolemie, se siano o meno ipertesi e soprattutto quanto ipertesi. Sulla base di questi elementi il medico traccia la possibilità, nel medio lungo termine, che il paziente possa incorrere in un eventuale evento cardiovascolare.

    Aspirina a stretto controllo medico

    “ Se risulta un rischio elevato, allora l’Aspirina ha una sua logica “ ha detto il dottor Di Pasquale, “ altrimenti non se ne parla, è superiore il rischio di gravi problemi allo stomaco, e’ necessario piuttosto attuare altri tipi di intervento e monitorare la salute del paziente “. Ne deriva che in questo caso bisogna valutare altri interventi che tengano conto dei meccanismi di coagulazione del sangue ed in questo caso in nove casi su dieci diventa superflua la prescrizione del farmaco.

    Smettere di fumare diventa l’imperativo categorico, in primis, se solo si pensa che il modesto fumatore ha il cinquanta per cento di probabilità in più di andare incontro ad un evento cardiovascolare, mentre il “grande “ fumatore vede raddoppiarsi tale rischio, a questo deve aggiungersi la necessità di intervenire sui livelli di colesterolo, sulla pressione alta, sulla glicemia, per scongiurare la possibilità che si istauri un diabete e bisogna anche intervenire sul peso ponderale della persona. Sappiamo bene come l’obesità apra la porta ad eventi cardiovascolari, così come sappiamo anche come recentemente si sia dell’avviso che tale condizione patologica è la causa della liberazione di sostanze proinfiammatorie che causano alle placche aterosclerotiche che si depositano nella arterie, l’instabilità, col rischio che si stacchino entrando in circolo sotto forma di frammenti; evenienza questa gravissima, a volte persino fatale!

    Le regole generali per l’assunzione dell’Asprina

    Vediamo di concludere il problema rappresentato dall’assunzione dell’Aspirina con i consigli del dottore Di Pasquale; “ in generale , afferma il medico, si deve essere più cauti con questo farmaco in chi ha più di 75 anni d’età, perché l’organismo è più delicato “ . Ovvio che grande attenzione vada anche prestata a quei pazienti affetti da ulcera gastroduodenale o che vi abbiano già sofferto in passato, senza dimenticare che occorre la massima cautela nella prescrizione di tale farmaco in quei pazienti affetti da asma e, dunque, quei soggetti allergici, per di più in cura col cortisone. L’assunzione contemporanea di cortisone e aspirina aumenta infatti il rischio di lesioni della mucosa gastrica.

    Detto ciò, ricordiamo che l’assunzione dell’Aspirina va fatta sempre a stomaco pieno, regola che vale per 98 Fans su cento. Per stomaco pieno si intende “ dopo aver mangiato “ e non dopo aver intinto un biscotto in una tazzina di caffè al mattino. A giudizio del medico può anche prevedersi la possibilità per gli assuntori del farmaco di associare eventuali gastroprotettori oppure, il farmaco va sostituito, sempre a giudizio del medico, con altri antiaggreganti delle piastrine.

    Attenzione….

    Chi assume l’Aspirina non dovrà mai sottovalutare eventuali bruciori gastrici, eventuale pesantezza post prandiale soprattutto se riferita nel tempo; queste evenienze vanno comunicate con urgenza al medico.

    I casi in cui non si può rinunciare all’Aspirina

    L’Aspirina o in alternativa un altro eventuale farmaco che combatta l’aggregazione piastrinica, prescritta solo dal medico, è indispensabile dopo un fatto cardiovascolare acuto, ciò in quanto il farmaco garantisce il mantenimento della fluidità del sangue evitando la formazione di trombi; ciò da quando si è certi che proprio l’acido acetilsalicilico riduca sensibilmente l’eventualità di un secondo infarto o ictus, proprio per le evidenze testè accennate.

    Fonte foto: Istituto Mazzini

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