Asma: diagnosi precoce ed un nuovo approccio terapeutico alla base dei successi ottenuti

Asma: diagnosi precoce ed un nuovo approccio terapeutico alla base dei successi ottenuti
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    Asmatico

    Sono ben 3 milioni di persone nella sola Italia a soffrire di asma e, per di più, questi sono i dati relativi all’ultimo decennio, perché, almeno se ci si rifà alle ultime proiezioni, la situazione di quest’affezione, in fatto di morbilità e mortalità è persino maggiore e spaventosamente alto è il numero degli ammalati in tutto il mondo e in Europa, stante il fatto che nel primo caso a soffrire di asma sono ben 300 milioni di persone, gli abitanti di quasi 6 Italia messe insieme ed in Europa 30 milioni, anche in questo caso, i numeri sono destinati a crescere nel breve periodo.

    V’è poi una sorta di ubiquitarietà dell’asma regione per regione e questo fatto rischia di confondere le attuali convinzioni circa il ruolo dell’inquinamento come componente importante per il manifestarsi della sintomatologia; insomma, vivere in Sicilia, in Sardegna o nell’industrializzata Lombardia ai fini dell’esposizione all’affezione è più o meno, la stessa cosa, differenze vi sarebbero invece in ordine all’asma allergica, in questo caso sarebbe la Sicilia, fra tutte le regioni d’italia a detenere il triste primato di maggiore consistenza del numero degli asmatici per questa causa, almeno stante le dichiarazioni rilasciate dal dott. Salvatore Privitera, direttore del Centro Pneumologico dell’Ospedale di Giarre.

    C’è anche da segnalare come, anche da un punto di vista economico, l’asma incida pesantemente sulla collettività, si pensi che il costo sociale relativo alle cure e alle giornate di lavoro perse per questa causa, nella sola Europa ascende i 17 miliardi di euro all’anno, una cifra enorme, senza considerare che tali esborsi sono calcolati solo per difetto, atteso che sfugge al controllo ogni forma asmatica non riconosciuta, perché non ancora diagnosticata, peggio ancora, non curata.

    Il ruolo centrale del medico di famiglia

    E’ ormai opinione diffusa che l’asma sia una manifestazione di pertinenza, almeno in prima battuta, del medico di famiglia cui bisognerà rivolgersi senza aspettare che la condizione clinica si esacerbi con vere e proprie crisi di asma, a tal fine i medici di base sono stati sempre più costantemente aggiornati sulla materia, atteso che solo una diagnosi tempestiva riesce ad indirizzare verso la terapia più efficace possibile.

    Proprio il medico di base sarà colui che meglio di chiunque altro, in una prima fase, sarà in grado, sulla scorta anche dei dati anamnestici del paziente, di escludere l’asma da ogni altra patologia respiratoria, soprattutto in ordine ad infiammazioni acute o croniche come possono essere, ad esempio, le bronchiti e, chiaramente non solo quelle. Fatto ciò si passerà alla cura vera e propria dell’asma che se curata adeguatamente riesce a far vivere all’ammalato una qualità della vita il più possibile normale e per farlo una delle strade più battute e quella di eliminare, nel possibile, tutte quelle che siano le cause scatenanti della sintomatologia, da una parte e i sintomi che più di altri hanno ricadute spesso penose sul paziente stesso.

    Il ruolo dello Smart

    Proprio in vista del controllo del sintomo, da una parte e, soprattutto, della riduzione drastica delle riacutizzazioni della sintomatologia, dall’altra, si sta attuando, da qualche tempo in qua un inedito approccio terapeutico chiamato Smart, ovvero Symbicort Mainrenence and Reliever Therapy, un sistema che preveda la terapia combinata di due principi attivi che più di altri hanno un ruolo importante per contrastare l’asma, il budesonide ed il formoterolo.

    L’attuale approccio che pare stia dando i migliori risultati al momento, è anche l’occasione per sottolineare il fatto di come l’asma debba essere annoverata fra le infiammazioni croniche, un passaggio questo importante perché come tale andrà approcciata, da un punto di vista della terapia, con farmaci di mantenimento e di questo andranno informati i pazienti affinché non seguano le terapie solo quando i sintomi rendono loro la vita più penosa per poi sospenderle alla remissione della sintomatologia acuta; il rischio è quello di far sfuggire da ogni controllo l’asma che finirà per ripresentarsi in forme spesso molto gravi. L’evidenza invece di come l’affezione da parte di chi ne soffra è trattata come un passeggero fastidio da sedare con il farmaco al bisogno ce lo da il dato secondo il quale, fatta 100 l’intera popolazione di asmatici accertati nel nostro Paese, solo 28 di questi segue alla lettera i dettami dei medici e le prescrizioni loro indirizzate, i restanti ha seguito cure, esami e terapie in maniera incostante col risultato che oltre l’ottanta per cento dei malati è stato vittima di peggioramento dei sintomi e di questi, poco meno del 30% ha rischiato persino di morire.

    L’asma malattia cronica inguaribile ma curabile

    Le conclusioni cui è giunta oggi la moderna medicina nell’avvicinarsi all’asma è quella di considerarla una patologia cronica che non è possibile sconfiggere e addivenire ad una guarigione, ma che è oggi sicuramente curabile grazie anche ai moderni ritrovati terapeutici di cui si dispone.

    Ecco dunque che torna in auge l’approccio terapeutico Smart appena citato cui accentra la propria attenzione anche il dott. Bellofiore, responsabile del Servizio di Fisiopatologia Respiratoria dell’Ospedale Vittorio Emanuele, S.Bambino e Ferrarotto di Catania, specificando che, “ un approccio terapeutico che ci permetta di associare i due principi attivi, steroide e broncodilatatore e di variare il dosaggio assunto giornaliero attraverso inalazioni aggiuntive “al bisogno” della stessa associazione, in rapporto alla gravità della situazione del momento, rappresenta l’approccio terapeutico ideale”.

    A suffragio della strategia Smart, l’evidenza di uno studio condotto su 12.000 pazienti che si erano volontariamente sottoposti a questo programma terapeutico constatando in essi, che pure erano afflitti da asma persistente, che tutti erano stati in grado di minimizzare i sintomi dell’affezione limitando al massimo gli attacchi d’asma, anche quelli considerati a rischio per la vita. Stesso risultato si è ottenuto in ordine alle riacutizzazioni della malattia.

    Conclusioni

    Nei numeri,ciò significa una percentuale di oltre il 60% in meno di riacutizzazioni rispetto all’approccio terapeutico classico, accompagnato da un risparmio del 25% della quantità complessiva di corticosteoide assunto. Ma va da se che per giungere a questi progressi il paziente debba essere seguito, passo, passo, dal medico curante che opererà di concerto con lo specialista nelle forme, soprattutto, di più difficoltoso impiego.

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