Asma bronchiale allergico

Asma bronchiale allergico
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    Inalatore

    Il 2007 e’ l’anno dedicato alla “prevenzione degli infortuni” e delle malattie sul lavoro: gli infortuni e gli stati di malattia causati da condizioni di lavoro insane sono cosi’ tanti e vari che non sarebbe sufficiente un intero sito per parlarne, ma dovendo scegliere da che parte cominciare la scelta e’ ricaduta sull’apparato che piu’ facilmente si danneggia in condizioni non idonee alla salute: l’apparato respiratorio.

    Quando si pensa all’apparato respiratorio associato alle malattie professionali, immediatamente vengono in mente gli stimoli che possono essere dannosi o nocivi che provengono da ambienti malsani o da cattive abitudini di condotta lavorativa all’interno delle aziende. Principalmente quelli che sono i dati rappresentativi della situazione attuale dei lavoratori in Italia, descrivono un panorama piuttosto variegato, in cui spicca tra le malattie da lavoro dell’apparato respiratorio l’asma bronchiale allergico.

    L’asma bronchiale allergico è una patologia che si riconosce a causa della sua ciclicita’ e della sua ripetitivita’ nel manifestarsi attraverso un continuo ripetersi di stati infiammatori delle vie respiratorie, che sfociano nella dispnea. Si puo’ parlare di “Asma Bronchiale Allergico Professionale” qualora gli agenti sensibilizzanti o le cause dell’asma dipendano esclusivamente o per la maggiore dall’inalazione di determinati composti che si trovano concentrati dove il lavoratore e’ costretto a rimanere. Le crisi di asma bronchiale allergico sono soggette a reiterazione, ed assumono una maggiore severita’ qualora aumentino la durata o l’intensita’ dell’esposizione all’agente sensibilizzante. In generale la soluzione ideale per risolvere il problema dei malati di asma bronchiale allergico e’ quella di non sottoporsi o di evitare di sottoporsi direttamente alle inalazioni delle sostanze allergiche, per evitare l’acutizzarsi dell’infiammazione da sensibilita’. L’asma bronchiale allergico si manifesta con crisi di difficolta’ respiratoria, accompagnate da tosse secca o catarrosa.

    In riferimento alle sostanze che possono causare questo tipo di malattia, per rimanere nell’ambito delle sostanze che potenzialmente possono essere presenti sui luoghi di lavoro, e’ stata stilata dall’INAIL una lista di ben 250 sostanze differenti, che sono state divise secondo categoria professionale.

    I piu’ esposti alle malattie allergiche risultano essere i lavoratori del settore agricolo, che sono esposti a pollini e piante, nonche’ fitofarmaci, miceti e acari della polvere; seguono a ruota i lavoratori del settore chimico, esposti a sostanze come i detergenti, le resine, i coloranti, i persolfati e le vernici; segue quindi il settore alimentare, in cui i lavoratori entrano in contatto con agenti sensibilizzanti come le farine, i cereali, le polveri di latte e uova, i semi di soia e i sali; altro settore a rischio e’ quello metalmeccanico, dove le sostanze piu’ pericolose sono quelle dei sali di platino, di cromo, di nichel, di cobalto e le resine; infine conclude la classifica delle professioni a rischio allergie il settore farmaceutico, dove sono le gomme, gli antibiotici, gli enzimi e gli sterilizzanti ad avere il rpimato di agenti sensibilizzanti per le allergie bronchiali.

    Ma quali sono le professioni che mettono maggiormente a rischio la salute del lavoratore? Esiste un elenco di lavori considerati “pericolosi” per chi ha i bronchi sensibili, ed e’ quello che segue: ai primi posti vi sono gli agricoltori, gli allevatori e gli alimentaristi, seguiti dai verniciatori, dai saldatori, dai falegnami e dai lavoratori nel settore chimico, in lista anche il lavoro del parrucchiere, considerato potenzialmente pericoloso per chi soffre di allergie.

    Ma allora, che fare? Per fare prevenzione e’ sufficiente il controllo della concentrazione delle sostanze sensibilizzanti nell’ambiente di lavoro, favorendo cioe’ un’adeguata ventilazione dei locali, anche tramite l’installazione di impianti di aspirazione per eliminare polveri e vapori tossici. Sempre utili rimangono le tute e le mascherine che proteggono il lavoratore creando una barriera fisica tra il corpo e l’agente sensibilizzante.
    Di recente a questa lista si sono aggiunte delle professioni che si stanno via via rivelando anch’esse pericolose dal punto di vista delle allergie, si tratta dei lavori di ufficio, che possono diventare dannosi ai bronchi nel momento in cui non sono rispettate le norme che riguardano la regolamentazione dell’affollamento degli uffici, la presenza e la manutenzione degli impianti di condizionamento e di aerazione, il rispetto del divieto di fumare.

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