Ascesso dentario: come riconoscerlo, come curarlo

Ascesso dentario: come riconoscerlo, come curarlo

Ascesso dentario

Chi nella vita abbia sofferto di carie e conseguenti mal di denti, difficilmente non sa cosa sia un ascesso dentario, non foss’altro per il dolore che ha dovuto patire prima e durante la formazione di questa raccolta purulenta. Dunque, l’ascesso dentario, inteso come raccolta purulenta di pus, interpretando per pus il coacervo di cellule del sistema immunitario che abbiano fagocitato batteri ed eventuali altri agenti patogeni e che si raccoglie in una cavità spesso formatasi nell’immediatezza di un’infezione.

E difatti, ogni qualvolta si parla di ascesso, proprio ad un’infezione ci si riferisce, generalmente lo si associa ai denti perché essendo molto plateale la condizione che si viene a creare, gonfiore delle guance, impossibilità di masticare etc., tale condizione assume i tratti più suggestivi di una qualsiasi altra situazione analoga che si dovesse riscontrare altrove. Ciò non toglie che tutti gli organi possono diventare sede di ascesso se ” ospitano “, loro malgrado, un cospicuo attacco batterico.

Tornando all’ascesso dentario, come detto, lo si riconosce molto bene per via del fatto che durante la presenza della raccolta purulenta deforma, generalmente col gonfiore che si è determinato, la guancia e la mucosa laddove vi sia l’infezione a carico del tessuto su cui poggia il dente. A volte, quando il dente è posteriore, il gonfiore si estende anche al collo.

Sintomatologia

I sintomi di un ascesso dentario sono, in primis il dolore, anche se in taluni casi all’aumentare del gonfiore il dolore potrebbe lasciare il posto ad un senso di indolenzimento che può tuttavia irradiarsi per tutta la metà del viso fino al collo, altra situazione che ben caratterizza un ascesso dentario è l’impossibilità del paziente a masticare per il dolore vivo e intenso avvertito, compresa una sensazione tattile davvero suggestiva che è quella di avere come l’impressione che il dente si fosse allungato; fatto questo puramente immaginario, s’intenda.

Sviluppo dell’ascesso

Quando la raccolta si sia fatta sempre più grande occupando una cavità che nel tentativo di contenerla si dilata all’inverosimile, per effetto della pressione esercitata dal pus all’interno dello spazio, le mucose che lo rivestono, impossibilitate a contenere altro pus, tendono a formare un improvvisato canale definito fistola che cerca in qualche modo di drenare il contenuto accumulato riversando al di fuori il tutto. Generalmente tale drenaggio, nel caso di un ascesso dentario, trova sbocco a livello gengivale o nei tessuti circostanti; raramente la fistola si va ad insinuare al di fuori della gengiva di fatto bucando il tessuto anche esterno della guancia, con evidenti problemi estetici ed eventuali nuove infezioni sovrapposte.

Altre volte, a causa della pressione esercitata anche involontariamente dalla lingua, la cavità può rompersi riversando l’intero contenuto di pus all’interno della cavità orale, fatto questo sgradevole, visto il disgustoso sapore del pus, ma a volte risolutivo per il paziente. L’insorgenza della febbre e di una condizione di spossatezza generale è conseguente all’infezione che si è determinata.

Le temibili conseguenze sulla salute di un ascesso dentario

Un ascesso dentario è sempre una condizione secondaria ad una status patologico venutosi a determinare a carico dei denti sede di infezione causata da batteri e tossine che, per’altro, possono rappresentare un pericolo per l’intero organismo allorquando dal circolo migrano in organi lontani dalla sede primaria dell’infezione diffondendosi, raramente, almeno quando il corpo è nel complesso sano e non defedato, in larga larga parte dell’organismo dando luogo a pericolosissime setticemie, oppure bersagliando organi specifici, come il cuore, con danneggiamento delle valvole, i reni, con la possibilità di nefriti, o ancora a livello osteoarticolare, innescando artriti su base infettive o dando luogo a poliartriti, più raramente vi può anche essere coinvolgimento dell’occhio con conseguenti congiuntiviti e retiniti.

Ne consegue che l’idea che un’infezione della bocca debba considerarsi banale e destinata a risolversi da sola, è quanto mai fallace, essendo spesso proprio il cavo orale anticamera ” eccellente ” per serissimi ed a volte persino fatali infezioni generalizzate.

Terapia dell’ascesso dentario

Inutile dire che un ascesso dentario non andrà mai affrontato e tentato di risolvere col sistema del ” fai da te”. Solo il medico ed eventualmente l’odontoiatra potranno affrontare al meglio la situazione somministrando in tutta fretta gli antibiotici in grado di fronteggiare l’infezione in breve tempo, associati a farmaci antidolorifici, di norma vanno bene anche i fans, eventualmente,aggiunti, a stretto controllo medico agli antiedemigeni, compreso il cortisone, al fine di ridurre il gonfiore e nel tentativo di assorbire l’edema. Solo successivamente, il medico dentista o l’odontoiatra potranno valutare col paziente l’eventualità di agire, in sito, eliminando il problema, ovvero correggendo un eventuale patologia o difetto della dentizione.

Prevenzione

L’igiene orale, la visita periodica dallo specialista, una sana alimentazione, sono gli elementi fondamentali atti alla prevenzione di altri eventuali ascessi dentari futuri.

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Ven 24/04/2009 da

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Marisa Loreti
Marisa Loreti 5 giugno 2012 09:37

provare x credere…..

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Auroraa Retro
Auroraa Retro 8 luglio 2012 11:13

ma io lo ho ma grosso e bianco , ma se vado dal dentista me lo dovranno tagliare ?

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