Artrite: una cura nel veleno delle api

Artrite: una cura nel veleno delle api

Dopo miele, propoli e pappa reale anche un altro prodotto delle api, il loro veleno, sembra rappresentare una risorsa per la salute dell'uomo, in particolare contro l'artrite: a dirlo è la medicina ufficiale, finora scettica al riguardo

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    Curarsi con l’aiuto delle api

    Miele, propoli, pappa reale: i principali prodotti delle api sono una vera e propria risorsa per il benessere umano, tanto che si parla di “apiterapia”. La pappa reale, per esempio, è un ottimo ricostituente, la propoli è molto utile contro le malattie da raffreddamento, e il miele è un’ottima alternativa dolcificante, anche meno calorica, rispetto allo zucchero. Ma anche il veleno delle api può essere curativo.

    Per la medicina ufficiale l’uso del veleno delle api per curare disturbi e malattie è stato a lungo niente più che una credenza popolare, anche se, soprattutto nella Medicina Tradizionale Cinese, si ricorre da centinaia di anni alle punture di api per trattare, per esempio, le malattie reumatiche.

    Oggi, però, uno studio condotto dall’Università di San Paolo del Brasile sembra confermarne l’efficacia del veleno di questi insetti proprio nel contrastare i sintomi infiammatori e il dolore che accompagnano l’artrite. Gli studiosi hanno testato la sostanza che le api producono per difendersi dagli aggressori su alcuni conigli suscettibili di artrite, rilevando come, in seguito al trattamento, la malattia reumatica non facesse la sua comparsa. Non sarebbe, quindi, un placebo, come a lungo considerato.

    “Il veleno delle api è un mix di diverse sostanze che inducono risposte immunitarie e allergiche negli uomini.

    Noi abbiamo dimostrato che a proteggere dall’artrite è una sostanza che stimola i glucocorticoidi, che nell’uomo prevengono le infiammazioni” ha spiegato Suzana Beatriz Verissimo de Mello, coordinatrice della ricerca, in un’intervista rilasciata al quotidiano inglese Daily Telegraph. “I nostri risultati potrebbero servire a sviluppare nuove terapie” ha concluso la ricercatrice, ventilando una speranza per quanti soffrono di artrite.

    Immagine tratta da: corriere.it

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