Artrite Reumatoide: sempre più importante la funzione dei farmaci biologici nella grave patologia

Artrite Reumatoide: sempre più importante la funzione dei farmaci biologici nella grave patologia

Centrale il ruolo svolto dai farmaci biologici per la cura dell'artrite reumatoide

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    Artrite reumatoide

    L’artrite reumatoide è una grave patologia autoimmune capace di invalidare una persona che, per la sua complessità, converrà parlarne quanto prima in maniera diffusa alla luce anche del fatto che oggi si avvale di nuove terapie, come emerso, anche, dall’ultimo Congresso dell’European League Against Rheumatism i cui dati sono stai ripresi e pubblicati dal celeberrimo giornale scientifico, The Lancet. Nel corso del congresso si è ricordato il ruolo importante che ha rappresentato per i pazienti un farmaco come l’Infliximab, disponibile anche sul mercato italiano da circa 9 anni e, riferendoci ad esso, ricordiamo che tale farmaco è uno di quelli indicati come farmaci biologici e, specificatamente, un anticorpo monoclonale che interviene nel mediare l’infiammazione e, dunque, opporsi al TNF-Alfa ( Tumor Necrosis Factor Alfa ), che proprio nell’artrite reumatoide aumenta sensibilmente la sua quantità.

    Quello dei farmaci biologici è stata la nuova frontiera della moderna medicina contro la grave patologia che un tempo si curava per gradi, spesso, man mano che si assisteva al coinvolgimento della malattia sul paziente e che iniziava,terapeuticamente quasi sempre coi sintomatici, soprattutto per lenire i dolori che in caso di affezione sono violenti e continui, soprattutto nelle acuzie della malattia cui seguivano tutti quei farmaci atti a spegnere le fasi acute, dai fans, ai cortisonici fino ad approdare al Methotrexate, un particolare farmaco antitumorale. Non mancavano tuttavia cure mirate, generalmente somministrate ad personam sulla base delle caratteristiche del paziente e non come vero e proprio protocollo terapeutico; ricordiamo gli antimalarici ed i sali d’oro, entrambi non scevri da effetti collaterali, soprattutto i secondi, a volte anche molto seri.

    Oggi la moderna farmacologia,di concerto con i reparti più aggiornati di reumatologia, preferiscono avvalersi di quelle molecole in grado di aggredire l’artrite reumatoide nelle sue prime avvisaglie e laddove questa stia determinando palesemente i segni dei danni articolari nel paziente.

    Altri farmaci biologici di recente utilizzo sono, ad esempio, il Rituximab che agisce sui linfociti T che nel corso della malattia attivano tutta una serie di fenomeni che infiammano e distruggono la cartilagine intrarticolare.

    Insomma, una strada aperta quella tracciata dalla moderna medicina per contrastare la grave malattia e che riguarda 300 mila malati, almeno il cui maggior numero rappresentato da donne di età compresa fra i 40 e i 50 anni col grosso limite per questi pazienti che le cure, fin’ora, non sono ubiquitariamente disposti e disponibili allo stesso modo in tutta Italia, consistendo in centri di eccellenza dove è facile reperire le più aggiornate terapie ed in altre dove curarsi diviene più difficile.

    C’è da dire che, comunque, l’attenzione della moderna medicina è quanto mai concentrata sulla grave patologia altamente invalidante se solo si pensa che su 100 malati che svolgono un’attività lavorativa, ben 50 sono costretti ad un pensionamento anticipato entro 10 anni dagli esordi della malattia per gli esiti nefasti che essa determina nell’individuo che ne è affetto.

    Dunque, anche volendosi per un attimo allontanare dall’aspetto etico della patologia, col grande carico di sofferenze che determina e volendo considerarla solo un fatto meramente opportunistico, per via dei danni sociali ed economici che l’artrite reumatoide riverbera nella collettività, tutti gli sforzi fatti fin ora e che si andranno a fare in futuro, giustificano l’impegno profuso che ricercatori di tutto il mondo, Italia compresa, riversano verso la grave patologia, affinché in futuro quanto mai prossimo possa venire del tutto ed efficacemente controllata ancor più di quanto lo sia oggi.

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