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Artrite reumatoide: oggi si cura, ma non tutti lo sanno

    artrite reumatoide

    Fino a qualche decennio fa ai malati di artrite reumatoide non restava molto da fare se non sottoporsi alle cure dell’epoca rappresentate, per lo più da cortisone, antinfiammatori non steroidei per controllare il dolore e alcuni farmaci, fra cui gli antimalarici ed il Metrotrexate per controllare le acuzie delle infiammazioni in atto.

    Ma il destino di questi pazienti era segnato, entro dieci anni dalla prima diagnosi, a causa delle continue infiammazioni cui andavano incontro, l’invalidità permanente era in agguato.Oggi le cose non starebbero più così, ma occorre purtroppo usare ancora il condizionale, visto che l’artrite reumatoide ancora oggi non viene diagnosticata in tempo e spesso lo si fa quando le lesioni sono già evidenti ma soprattutto viene sottovalutata dal paziente e da certi medici. Il risultato è che in Italia ammontano a quasi 300 mila i pazienti affetti da questa malattia, ma molti sfuggono persino a questo censimento, così come sono almeno 5.000 i nuovi casi all’anno che contribuiscono ad allargare la schiera dei malati di questa grave malattia autoimmune.

    E non parliamo soltanto di una malattia invalidante, quanto anche di una malattia caratterizzata da periodi di remissione della sintomatologia intervallate a periodi di acuzie dove la vita del paziente si fa penosa a causa dell’evidente difficoltà a muoversi e per via dei dolori intensi che, sovente, richiedono persino il ricorso ad antalgici maggiori; per non parlare del rischio di fratture, rischio questo ancora più alto se il paziente è una persona anziana pure affetta da osteoporosi. Ma non è tutto, visto che, a differenza di quanto si pensava un tempo, l’artrite reumatoide ha effetti non solo sulla qualità della vita abbastanza scadente di questi pazienti, ma anche sull’aspettativa di vita degli stessi, sicuramente ridotta a seguito di danni sistemici a carico del sistema vascolare e cardiovascolare.

    Eppure oggi l’artrite reumatoide è curabile, sicuramente non si guarisce, ma si blocca l’andamento della malattia e dunque le speranze di queste centinaia di migliaia di pazienti è sempre più concentrata sugli effetti positivi indotti dai nuovi farmaci biologici in uso. Lo conferma l’efficacia dimostrata dall’azione combinata di un farmaco biologico quale l’Etanercept con il metrotrexate dove, come si è dimostrato al Congresso internazionale a Madrid sulle malattie infiammatorie promosso da Pfizer e Wyeth, la remissione della malattia si è attestata intorno al 90% con una contestuale riduzione del dolore pari al 57% associata ad una remissione funzionale del 62%, il che significa per questi ammalati riprendere la quasi totale attività giornaliera, compreso il rientro al lavoro, il tutto, indicano gli esperti, “soprattutto se la diagnosi e’ precoce, consentendo cosi’ di frenare in tempo gli effetti devastanti della malatti

    a. Etanercept e’ un recettore solubile del TNF (Tumor Necrosis Factor), che ha un ruolo centrale nella regolazione delle cellule del sistema immunitario.

    Etanercept e’ un recettore solubile del TNF – non un anticorpo – che si lega al TNF rendendolo biologicamente inattivo e determinando una significativa riduzione dell’infiammazione. In Italia e’ approvato per diverse malattie infiammatorie: oltre alla artrite reumatoide la psoriasi, l’artrite psoriasica, la spondilite anchilosante, l’artrite giovanile poliarticolare e la psoriasi pediatrica a placche”.

    SCRITTO DA Giuliano PUBBLICATO IN Artrite reumatoideFarmaciMalattiePrimo PianoEtanercept Sabato 06/02/2010