Artrite Reumatoide: forse presto bagni termali per questa malattia

Artrite Reumatoide: forse presto bagni termali per questa malattia
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    Fangoterapia e cure termali

    Chi pensava che le malattie reumatiche non ricadessero all’interno delle indicazioni dei fanghi e dei bagni termali, comprese le cure inalatorie, dovrà ricredersi, vi sarebbe un significato di queste applicazioni davanti alle patologie di natura reumatica e del resto lo sanno bene gli italiani che, a vario titolo, destinano a queste pratiche qualcosa come 734 milioni di euro all’anno e di questi, qualcosa come poco meno di 200 milioni di euro, vengono spesi proprio per bagni termali e fanghi; questo è ciò che emerge dall’incontro tenutosi a Roma dal titolo: “Le terme alleate della ricerca: il ruolo della Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale.

    Attualmente, secondo il professore Antonio Fraioli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina interna E, terapia medica e medicina termale dell’Università La Sapienza di Roma, presso il Policlinico Umberto I, In caso di osteoporosi possono giovare le cure idroponiche con acque ricche di calcio che però non sono riconosciute dal Ssn. Per quanto riguarda i trattamenti utili i principali sono la fangoterapia, la balneoterapia e l’antroterapia». C’è da ricordare che il Sistema Sanitario Nazionale rimborsa le spese solo inerentemente a due patologie reumatiche: l’artrosi e la fibromialgia.

    Si tratta adesso di capire in che cosa consiste la fangoterapia, in primis; essa si basa dal contatto che si determina col fango caldo o riscaldato, tale sostanza viene miscelata con acqua minerale e ha effetti positivi sulle infiammazioni articolari, mentre con la balneoterapia il paziente si immerge completamente oppure si immergono le parti dolenti in acqua minerale riscaldata secondo l’indicazione fornita dal medico. A queste tecniche si aggiunge l’antroterapia, ovvero il contatto con vapori di acqua minerale ad elevata temperatura da inalare all’interno di grotte naturali o artificiali.

    Tali metodiche vanno bene per i trattamenti quali fibromialgie, da segnalare che a parere dei medici tali tecniche non sono sostitutive della farmacoterapia, semmai servono per integrare trattamenti farmacologici già in atto.



    Quando sottoporsi alle cure termali
    «Le cure termali si possono effettuare in qualunque periodo dell’anno a patto che la malattia non sia in fase acuta, altrimenti si rischia un peggioramento – puntualizza Fraioli -. L’ideale è fare un ciclo di almeno 12 giorni e non necessariamente una sola volta l’anno.

    Particolare cautela è fondamentale in chi soffre di malattie cardiorespiratorie o altre patologie croniche che, però, in genere rappresentano una controindicazione relativa».

    E a proposito di artralgie, mentre si è visto che le cure termali hanno un indicazione certa per artrosi e fibromi algie, pare che anche l’artrite reumatoide possa giovarsi di questi trattamenti, lo dichiara ancora una volta il professore Fraioli: «In passato si è provato ad utilizzare le cure termali nelle fasi di quiescenza dell’artrite reumatoide, ma i risultati non sono stati eclatanti. Tuttavia questo è un fronte che può essere riaperto con le dovute cautele. E proprio con la collaborazione dei reumatologi stiamo mettendo a punto un protocollo sperimentale per valutare gli effetti della balneoterapia in questi malati con l’obiettivo di prevenire la disabilità» conclude l’esperto.

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