Artrite reumatoide: due anni per la diagnosi e poche terapie

L'artrite reumatoide è una delle malattie a carico dell'apparato osteo-muscolare più dolorose, si pensi che la maggior parte dei soggetti intrattamento, nei periodi di crisi, è costretta a lunghe assenze dal lavoro nonostante le terapie specifiche

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    Patogenesi dell'artrite

    Nei giorni scorsi il convegno che si è tenuto a Roma per parlare ai e con i malati reumatici è statouno degli eventi nazionali più importanti nell’ambito: è necessario ricordare che l’artrite reumatoide è stata riscoperta come malattia negli ultimi anni, grazie specialmente all’impegno dei volontari, che in ANMAR hanno prestato il loro contributo per fare pressione sul Sistema Sanitario, fino a poco tempo fa sordo alle richieste dei malati.

    In Italia secondo le stime i malati di artrite reumatoide sarebbero 300 mila, inutile dire che dal punto di vista medico la maggio parte di loro è in una situazione critica: molti hanno perso il lavoro o hanno dovuto rinunciare a certe mansioni lavorative e sanno di avere davanti un percorso duro e difficile, l’artrite reumatoide, nei momenti di crisi, si colloca tra le malattie più dolorose in assoluto, dopo i calcoli renali e le coliche.

    Per riuscire a entrare nella lista d’attesa servono ben due anni, tra la comparsa dei primi sintomi e la diagnosi conclamata del male, indipendentemente dallo stadio della malattia: in Italia esistono ben 250 centri specialistici per curarsi, ma molti sono privati e richiedono tempo e danaro che non tutti hanno a disposizione.

    Non tutti i malati hanno potuto ricorrere alle cure specialistiche in tempo, questo fatto ha causato nel 70% dei casi dei problemi legati all’invalidità permanente, la tappa finale della malattia, che spesso si accompagna a patologie correlate come dolori alle articolazioni rimanenti per cattiva postura, incidenti domestici e fuori casa, depressione.

    Secondo quanto emerge dai dati del CENSIS e dai dati di ANMAR le maggiori preoccupazioni dei malati sarebbero dovute al dolore, all’invalidità, ai problemi economici correlati, alla difficoltà di trovare le cure e i medicinali adatti.

    Fonte: KataWeb Salute

    Foto: geocities