Artrite reumatoide: arriva il primo anticorpo sottocute, il Veltzumab

Artrite reumatoide: arriva il primo anticorpo sottocute, il Veltzumab

Si profila una terapia rivoluzionaria, che va ad aggiungersi agli attuali farmaci biologici per la cura dell'Artrite Reumatoide, una malattia autoimmune inguaribile; il nuovo farmaco è un anticorpo monoclonato

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    Effetti artrite reumatoide

    L’artrite reumatoide, una delle più impegnative patologie autoimmuni le cui cure per anni sono state basate sull’impiego di quei farmaci atti a “spegnere” l’infiammazione nel decorso acuto della malattia trasformandola in cronica, tuttavia con periodi di acuzie veramente penosi per il paziente che ne soffriva. Così si è passati alle cure a base di cortisonici, con gli effetti devastanti di questi farmaci, quando si era costretti ad assumerli per lunghissimi periodi, atteso che l’artrite reumatoide è una malattia inguaribile. Nel tempo ai primi farmaci si sono associati e quando possibile sostituiti con i Fans ad alto, spesso altissimo, dosaggio, soprattutto per spegnere i dolori nelle fasi ingravescenti della patologia, fino agli antalgici maggiori per contrastare le sofferenze più insopportabili.

    Non mancano come farmaci di utilizzo contro la malattia, alcuni antitumorali, ricordiamo il metotrexate a dosaggio medio-basso, fino in passato ai Sali d’oro, non più praticati per via degli effetti devastanti a livello renale, gli antimalarici, ancora oggi praticati fino ai recenti farmaci biologici che pare finalmente possedere un’efficace azione terapeutica, soprattutto se impiegati immediatamente al verificarsi della patologia.

    Ma oggi c’è di più, a fare la comparsa è arrivato Veltzumab, un farmaco efficace contro l’artrite reumatoide ma somministrabile per via sottocutanea. Una vera rivoluzione che segue il percorso intrapreso già con i “biologici” al loro apparire una decina di anni fa che seguivano la stessa via di somministrazione ma in questo caso a far la differenza con il passato è il fatto che parliamo del primo anticorpo monoclonato somministrabile per tale via.


    Il farmaco va ad agire contro le cellule B che poi sono le responsabili della produzione di autoanticorpi che stanno all’origine della temuta artrite reumatoide, una malattia che, occorre anche ricordare, coinvolge ben 6 milioni di persone in tutto il mondo ma che si prevede crescerà in maniera sensibile nel prossimo ventennio per effetto dell’invecchiamento della popolazione e che privilegia, per via di oscuri motivi non ancora del tutto chiariti, la popolazione femminile.

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