Artrite giovanile: approvato il farmaco abatacept

Artrite giovanile: approvato il farmaco abatacept

E' stato approvato anche per il trattamento dell'artrite idiopatica giovanile, una malatta rara ma invalidante che colpisce i più piccoli, e sarà rimborsato dal servizio sanitario nazionale, abatacept il farmaco biologico già usato per le artriti degli adulti

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    Approvato farmaco biologico contro artrite giovanile

    L’artrite idiopatica giovanile è considerata una malattia rara, ma resta pur sempre la più diffusa patologia reumatica dell’infanzia, che colpisce 16-150 bambini ogni centomila prima dei 16 anni, con un’infiammazione persistente delle articolazioni tale da compromettere seriamente la qualità della vita.

    La Commissione Europea ha recentemente espresso parere favorevole al trattamento di questa patologia con un farmaco biologico, l’abatacept, già usato anche in Italia dal 2007 contro le artriti degli adulti. Ora, così, questo farmaco è indicato anche nell’artrite idiopatica giovanile, associato al metotrexate, il principio attivo antireumatico attualmente usato nella terapia. L’obiettivo della cura è quello di limitare il danno articolare, salvaguardando le articolazioni, permettendo la remissione della malattia e promuovendo la crescita normale del bambino.

    Oltre all’approvazione della commissione europea è arrivato anche quella dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, che ha inserito la molecola in fascia H, cioè tra i farmaci usati in ambito ospedaliero, rimborsabili dal servizio sanitario nazionale. Questi positivi sviluppi derivano dai buoni risultati degli ultimi studi condotti su questo farmaco biologico.

    In particolare, è stato peso in considerazione lo studio internazionale AWAKEN, a cui hanno partecipato anche i centri di reumatologia pediatrica italiani. Dopo un primo periodo di studio, due terzi dei 190 pazienti in cura con questo farmaco biologico hanno evidenziato miglioramenti di almeno il 30% della loro sintomatologia. Successivamente, i pazienti trattati con abatacept hanno registrato un tasso di ricadute (20%) significativamente minore rispetto a quelli trattati con il placebo (53%).

    Questa molecola si differenzia da quelle già esistenti perché ha un differente meccanismo di azione: secondo la Commissione Europea, quindi, può rappresentare una valida alternativa non solo a quei pazienti per i quali i farmaci che agiscono contro le malattie reumatiche (come il metotrexate) non funzionano, ma anche per quel 10-20% di pazienti che non risponde nemmeno agli inibitori del TNF, farmaci cosiddetti di seconda linea cioè usati appunto quando gli antireumatici non hanno effetto.

    Immagine tratta da: Biotecnologia.it

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