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Apnea notturna: sintomi, rimedi e conseguenze

Apnea notturna: sintomi, rimedi e conseguenze

Alcuni studi, condotti anche in Italia, hanno scoperto come le apnee ostruttive del sonno, siano la causa di vari problemi, anche a livello del metabolismo

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    Le apnee ostruttive del sonno (Osas, Obstructive Sleep Apnea Syndrome) rappresentano un sotto-tipo della “sindrome delle apnee del sonno” e causano dei problemi anche a livello metabolico. Un regolare riposo ed una buona respirazione sono indispensabili per la salute generale dell’organismo. In passato, come sottolineano gli esperti, questi disturbi non erano considerati in modo adeguato ed enormemente sottovalutati. Il motivo di questi problemi sarebbe dovuto ad un’ostruzione, grave o media, delle vie aeree, ed i fattori che la causano possono essere diversi. Nei bambini, ad esempio tonsille e adenoidi ipertrofiche possono essere la causa di una cattiva respirazione con conseguente alterazione del sonno. Ma anche un struttura anomala della lingua o della mandibola può far scaturire delle problematiche respiratorie. I sintomi dell’Osas, come si può immaginare, sono, in particolar modo le apnee notturne, quindi frequenti episodi di blocco della respirazione e di russamento, sempre riferiti dal partner (anche perché la stessa persona difficilmente può rendersene conto); sonnolenza diurna; cefalea e bocca asciutta al risveglio; memoria e concentrazione ridotte.

    I rimedi possibili

    I rimedi possibiliLa sintomatologia caratteristica, i dati forniti dai partner, e degli esami specifici (ad esempio attraverso la polisonnografia, che è una registrazione simultanea dei parametri fisiologici durante la notte) si può diagnosticare l’Osas e trattarla nel più breve tempo possibile, cercando di risolvere il problema che sta alla base del disturbo. Infatti, in base alla storia medica del paziente, alla gravità del problema, e al motivo dell’ostruzione si può bloccare. Nei casi di tonsille e adenoidi ipertrofiche i rimedi possono essere o di tipo chirurgico (nei casi in cui non si ha una regressione) o di tipo farmacologico, generalmente con steroidi (quando dipendono da patologie, come la mononucleosi. In altri casi è consigliato cambiare il proprio stile di vita: evitare l’alcol, il fumo, perdere peso, e fare attenzione a farmaci, come sedativi e rilassanti muscolari, che agiscono sul sistema nervoso centrale. Alcuni specialisti consigliano anche l’uso di cuscini o congegni che fanno in modo di mantenere il corpo in una posizione non del tutto sdraiata, aiutando le vie aeree ad essere pervie. Oltre a tutti questi rimedi, molte volte gli specialisti consigliano anche una C-PAP , ossia l’uso di una maschera facciale attraverso la quale viene immessa dell’aria pressurizzata grazie alla quale le vie aeree possono rimanere aperte. Insomma vi sono molti metodi per poter risolvere il problema, ma come possiamo notare neanche uno specifico.

    Le conseguenze dell’Osas

    Le conseguenze dell OsasCome accennato sopra le apnee ostruttive del sonno causano diversi problemi all’organismo.

    Secondo un recente studio, oltre a quelli già visti e immaginabili, anche il metabolismo verrebbe alterato da un “cattivo” risposo notturno. Un gruppo di ricercatori italiani della Clinica Orl dell’Università di Siena e del reparto di endocrinologia della Asl di Marino (Roma), hanno scoperto come un sonno non fisiologico causi una riduzione dell’ossigenazione dell’organismo alterando il metabolismo. La Società italiana di rinologia, che ha esposto il problema, sottolinea quanto l’Osas incida sui livelli di insulina: la riduzione di quest’ormone è pari al 27%, 37% e 48% rispettivamente in presenza di apnea ostruttiva leggera, moderata o grave. Oltre a questo studio sono state eseguite altre ricerche a proposito di questa correlazione. In un altro lavoro sono stati coinvolti 150 pazienti nei quali si è visto come il numero di apnee/ipoapnee sia collegato all’insulino resistenza o tolleranza glicidica. Se l’Osas altera il metabolismo possiamo immaginare che tra le conseguenze ci sia anche un aumento del peso corporeo. Secondo gli esperti sembrerebbe che questo sia dovuto anche all’azione di un ormone, la leptina, che controlla l’appetito la cui azione verrebbe alterata durante le apnee notturne.

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