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Apnea notturna: chi ne soffre, come si cura, è pericolosa?

    apnea notturna

    Dorme, russa, ha il respiro pesante, poi si ferma per qualche secondo…. non respira più… oddio è morto! Ed invece subito dopo tira un grosso respiro e riprende a sbuffare e poi a russare, russare e russare…. Così tutte le notti; che strazio! Potrebbe essere questo una sorta di “ diario di bordo” della moglie il cui marito soffra di apnea notturna, una condizione che si mette in atto durante il sonno e che comporta la sospensione della respirazione in momenti diversi della notte.

    Attenzione però, se le crisi sono tante bisogna informare il medico.

    L’apnea notturna è pericolosa per la vita di chi ne soffre?

    Sicuramente no, il rischio che sospendendo la respirazione non vi sia più modo di riprenderla non esiste proprio, perché è vero che durante la crisi la persona smette di respirare per un periodo che va dai venti fino ai sessanta secondi, a causa della riduzione del tono muscolare e dell’ostruzione delle vie respiratorie, non a caso tale condizione si presenta con più frequenza nei russatori e/o negli obesi, ma è anche vero che i meccanismi di controllo da parte dell’organismo sono tali che il tutto si ripristina autonomamente senza alcun pericolo!

    Occorre però dire che se di rischio dovrà parlarsi è relativamente al fatto che in tale condizione si può assistere in questi pazienti durante le crisi ad un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca con vere e proprie crisi di tachicardia sia pure limitate in fatto di durata.

    Ma c’è di più, le continue interruzioni di sonno rendono stanco e sonnolente al risveglio chi ne soffre, una persona solitamente di età che va dai 35 ai 55 anni d’età, ma apnee notturne sono anche presenti nei bambini a causa di tonsille e adenoidi ingrossate, dunque un esercito di persone affette dal problema, circa due milioni quelle accertate ma si stima siano almeno sei milioni e per o più uomini.

    Come si diagnosticano le apnee notturne

    Oltre alle lamentele registrate ad opera di mogli o compagne che dormono accanto all’uomo che vada incontro alle apnee notturne è possibile anche giungere alla diagnosi dell’affezione mediante un’apparecchiatura elettromedicale in grado di monitorare il sonno notturno, ovvero mediante la polisonnografia che analizzi al domicilio della persona che accusa il disturbo o in regime di ricovero il sonno della persona.

    Il rimedio

    Il rimedio per chi soffra di apnea notturna è rappresentato, in primis, dalla raccomandazione di dimagrire se si è obesi o in soprappeso, cui si aggiunge eventualmente la ricerca di eventuali ostruzioni a carico delle vie aeree superiori e, quando serva, affidarsi ad una macchina, consigliata dal medico, preferibilmente un neurologo, chiamata CPAP che si applica sul naso la sera collegata ad un piccolo compressore.

    Vi sono anche altri sistemi disponibili per contrastare il problema che consistono in aggeggi da inserire in bocca collocati di norma dall’odontoiatra. Non è però escluso che si debba procedere chirurgicamente a livello del naso, del setto, della gola, per correggere alcuni difetti o procedere ad eventuali ostruzioni delle prime vie aeree.