Anziani: la terapia si modifica con il cambiare del corpo

Anziani: la terapia si modifica con il cambiare del corpo

Secondo le statistiche gli anziani sono tra i pazienti che assumono più farmaci; e proprio per questo le terapie devono essere modificate con l'avanzare dell'età

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    Le terapie, negli anziani, dovrebbero essere modificate con i cambiamenti che l’organismo subisce con l’età. La necessità di questi accorgimenti è data dal numero di farmaci che gli anziani devono assumere durante il giorno. Infatti, raggiunta una certa età le terapie sono caratterizzate da un numero di medicinali sempre più alto. Secondo le statistiche un anziano assume circa sei farmaci al giorno se si trova nella propria abitazione; circa sette se è ricoverato in una casa di cura.

    Assumono medicinali, da banco e non, per le patologie croniche, per malesseri più o meno gravi, essendo vittime, nella maggior parte dei casi di molteplici effetti collaterali. I medici confermano che la maggior parte delle ricette vengono fatte per prescrivere farmaci ai pazienti dai settant’anni in su.

    Man mano che si va avanti con l’età, gli effetti collaterali causati dai medicinali sono sempre più gravi e pericolosi.

    Questo perché come modifica il corpo, sia all’esterno che all’interno, allo stesso tempo cambia la reazione che l’organismo ha nei confronti del farmaco: la vita della sostanza. Le reazioni metaboliche interne, in un anziano, sono diverse da quelle di un giovane/adulto; questo per caratteristiche fisiche diverse: come un contenuto maggiore di grassi e di acqua, minore quantità di proteine plasmatiche, e una gittata cardiaca ridotta del 35%. I cambiamenti si hanno anche a livello renale. Ecco perché bisognerebbe modificare le terapie con l’avanzare dell’età.

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