Anziani: cerotti alla nicotina, alleati della memoria

Anziani: cerotti alla nicotina, alleati della memoria

La nicotina, contenuta nei cerotti per smettere di fumare, potrebbe essere un valido alleato per la memoria delle persone anziane

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    I cerotti alla nicotina aiutano la memoria degli anziani

    La nicotina, tra gli ingredienti “demonizzati” del vizio più pericoloso e più diffuso, quello del fumo, potrebbe rivelare anche qualche aspetto positivo imprevisto. In particolare, secondo i risultati di una recente sperimentazione, piccole dosi di nicotina, se somministrate nel modo giusto e senza eccessi, potrebbero risultare vere alleate della memoria, carburante per fissare nella mente degli anziani informazioni e ricordi.

    Nicotina, alleata della memoria degli anziani? Sì, almeno stando alle evidenze dello studio pubblicato sulla rivista scientifica Neurology, la pubblicazione dell’American Academy of Neurology. Attenzione, però, questo non significa un automatico, quanto potenzialmente dannoso, via libera alle sigarette per le persone anziane, in nome della memoria e dei ricordi, anzi.

    Le piccole dosi di nicotina, utili al cervello e, in particolare, alla sua capacità di immagazzinare informazioni e di imprimerle nella memoria, potrebbero avere come “veicolo” privilegiato i cerotti utilizzati dai fan delle bionde per dire addio al fumo, per abbandonare il vizio gradualmente e contrastare l’astinenza.

    Per giungere a questa conclusione, gli esperti hanno coinvolto un gruppo di settantenni (74 persone con l’età media di 76 anni) non fumatori.

    A metà dei partecipanti è stato dato un cerotto a base di nicotina al giorno per sei mesi, mentre all’altra metà è stato somministrato un placebo.

    Sottoposti ai test per la memoria e la capacità di attenzione, gli anziani che hanno assunto la nicotina attraverso il cerotto hanno ottenuto risultati migliori. Se quelli del primo gruppo hanno recuperato “il 46% delle capacità normali per quell’età; nel secondo gruppo, invece, è stato riscontrato un peggioramento del 26%” hanno osservato gli autori dello studio.

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