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Anziani: attenzione a sostituire i farmaci originali o brand con farmaci generici

Anziani: attenzione a sostituire i farmaci originali o brand con farmaci generici

Bisognerebbe fare attenzione nel sostituire i farmaci originali o brand con quelli generici, soprattutto quando ad utilizzarli sono gli anziani

da in Farmaci
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    Anche se in teoria farmaci brand e farmaci generici dovrebbero essere interscambiabili, in realtà esistono alcune differenze tra prodotti “di marca” ed equivalenti che bisogna valutare con attenzione, soprattutto quando i pazienti che li utilizzano sono anziani. E’ vero che i due tipi di medicinali contengono lo stesso principio attivo, ma occorre tenere conto dei cambiamenti che avvengono nel nostro organismo con l’età. Con il passare del tempo, cambiano le nostre funzioni, non soltanto a livello respiratorio e cardiovascolare, ma soprattutto dal punto di vista renale ed epatico. Di conseguenza, con l’età, cambia anche la capacità di assimilare e “smaltire” le sostanze contenute nei farmaci.

    La funzione renale e quella epatica

    Negli anziani aumenta progressivamente la percentuale di insufficienza renale, tanto da arrivare ad essere il doppio rispetto a quella dei giovani. Un paziente anziano ha quindi meno possibilità di eliminare, attraverso i reni, le sostanze contenute nei farmaci che assume. Lo stesso fenomeno di deterioramento accade per il fegato, riducendo così le possibilità che un farmaco venga metabolizzato nel modo giusto, aumentando così il rischio che si manifestino effetti collaterali. Un esempio è quello dei sonniferi: se un paziente anziano assume una dose di sonniferi pari a quella consumata dai giovani, potrebbe arrivare anche al delirio.

    I farmaci generici, per legge, possono differire fino al 20% per quanto riguarda il principio attivo contenuto nel medicinale rispetto al farmaco originale. Una differenza che potrebbe avere effetti anche molto pericolosi, in particolar modo in un paziente anziano. Come afferma il Prof.

    Stefano Fumagalli, S.O.D. di Cardiologia e Medicina Geriatrica: “In virtù del processo di invecchiamento e del più o meno 20% su cui si fonda il principio di bioequivalenza potremmo trovarci ad avere pericolosi accumuli di principio attivo oppure paradossalmente anche ad avere poca concentrazione di farmaco. Lo sviluppo di effetti collaterali nei pazienti incrementa con l’aumentare del numero delle prescrizioni, il paziente anziano ha sicuramente più patologie. Altri punti importanti sono l’aderenza e la persistenza al trattamento, dal momento che spesso i farmaci non vengono assunti nel modo giusto, nella posologia prevista e nei tempi idonei. Un non appropriato utilizzo dei farmaci può essere responsabile dello sviluppo di effetti collaterali anche gravi, e mortali, come spesso accade di constatare nel pronto soccorso.”

    Gli eccipienti

    Si pensa generalmente che gli eccipienti non abbiano alcun effetto a livello terapeutico. In realtà, però, non possiamo ignorare un fatto molto importante: gli eccipienti svolgono una funzione fondamentale per quanto riguarda il trasporto, la distribuzione e l’assorbimento di una sostanza all’interno dell’organismo. E come già detto per quanto riguarda il principio attivo, nelle persone di età avanzata l’assorbimento delle sostanze utilizzate come eccipienti potrebbe essere più difficoltoso e comportare degli effetti collaterali.

    Gli eccipienti, infatti, possono differire tra farmaco originale e farmaco generico, e riservare brutte sorprese al paziente che voglia sostituire il primo con il secondo: basta pensare ad esempio che come eccipienti possono essere utilizzati l’amido di frumento, potenzialmente pericoloso per chi soffre di celiachia, o il glucosio, da evitare nei pazienti diabetici. Meglio quindi sempre chiedere il parere del medico curante prima di passare all’equivalente.

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