Antitrust: le difese dell’Oreal dopo la sanzione

Antitrust: le difese dell’Oreal dopo la sanzione

Si difende l'Oreal dopo essere stata pesantemente sanzionata dall'Antitrust per pubblicità ingannevole; la ricerca alla base della cura e dell'attenzione riversata ai prodotti di bellezza da parte dell'importante Società di cosmesi

da in Associazioni Consumatori, Benessere, Cosmetici, Estetica e Trattamenti, Ricerca scientifica
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    crema-antirughe

    Si difende l’Oreal dopo essere stata multata dall’Antitrust a causa della pubblicità ingannevole che avrebbe riguardato tre prodotti antirughe e anticellulite vendute col nome di crema contro le rughe LiftActiv Retinol HA, a marchio Vichy, l’anticellulite Cellumetric a marchio Vichy e l’antirughe denominato Ultralift a marchio Garnier; la multa inflitta alla Società ammonta a 270 mila euro.

    Questo il testo della sentenza che avrebbe comportato la sanzione: “Il ricorrente utilizzo di vocaboli evocativi di un facile rassodamento e snellimento di alcune parti del corpo – si legge nel bollettino dell’Antitrust – così come quello di rapidi ed incisivi effetti di ringiovanimento della pelle – associato alla presenza di figure femminili e dalla silhouette esile nonché di testimonial dal volto disteso e privo di rughe – hanno un elevato valore persuasivo nei confronti del consumatore medio, inducendolo nell’erroneo convincimento di poter eliminare, con il semplice uso dei prodotti in oggetto, qualsiasi problematica estetica legata agli inestetismi della cellulite, ovvero alla comparsa delle rughe sul volto o all’invecchiamento della pelle e conseguentemente ad assumere decisioni di carattere commerciale che altrimenti non avrebbe assunto”.

    Non ci sta l’Oreal a subire una così pesante sanzione per la propria attività, lo dimostra la reazione che per bocca del Dr Raniero De Stasio biologo con dottorato in microbiologia dall’università dell’Indiana, che da più di vent’anni si occupa di affari scientifici, sicurezza e regolamentazione nell’industria cosmetica e Direttore Scientifico Europa di L’Oréal, esprime il proprio disappunto direttamente ad Help Consumatori che l’ha intervistato.

    Secondo l’esponente della Società le dichiarazioni facenti oggetto della sanzione non dovranno intendersi ingannevoli, semmai il contrario, visto che prima di rilasciare dichiarazioni circa l’efficacia dei propri prodotti gli stessi sono stati fatti oggetto di studi e rigorosi protocolli atti a testare l’efficacia e la qualità delle sostanze commercializzate. A maggior suffragio di tutto ciò, la Società ha infatti cominciato ad intraprendere la via dell’ ”apertura della casa “organizzando visite ai laboratori con le principali associazioni di consumatori. Ci fa veramente piacere mostrare responsabilmente quello che siamo e come operiamo.

    Spesso la comunicazione e la pubblicità dei prodotti estetici usano immagini e suggestioni che possono sfiorare l’ingannevolezza. L’Autorità ha più volte condannato in questi anni tali forme di comunicazione. Cosa fa L’Oréal per evitare questo modo di pubblicizzare i prodotti?

    Pensiamo che l’aumento delle vendite dei prodotti grazie a dichiarazioni esasperate o esagerate sia disonesto e crei sfiducia nei consumatori. Se un prodotto non elimina le rughe, non si può affermare il contrario. Il nostro impegno mira ad inserire nella nostra pubblicità solo le caratteristiche intrinseche e l’efficacia effettiva dei prodotti.

    Ed è la ricerca scientifica il fondamento di tutta l’attività della Società, secondo il dottor De Stasio, si pensi ai 18 centri di ricerca, ai 3.000 addetti impiegati, ai 600 brevetti presentati ogni anno e ai 609 milioni di euro in ricerca cosmetica e dermatologica.

    Molti di questi investimenti sono nella ricerca pura, per migliorare la conoscenza sulla pelle e sui capelli sani.

    Quali sono i confini tra ricerca medico-scientifica e produzione a fini estetici? I vostri brevetti hanno anche utilizzazioni mediche?

    I nostri laboratori lavorano in modo esclusivo sulla pelle e sul capello in condizione non patologica. Questo ci permette di creare cosmetici che sono destinati ad essere usati su una pelle sana , per migliorarne l’aspetto e le condizioni. Certo, alcune delle nostre ricerche possono avere ricadute anche in termini medici. Ad esempio alcuni nostri studi sono stati utili per aiutare a combattere una malattia, lo xeroderma pigmentosum, che affligge bambini che non possono in alcun modo essere esposti alla luce. Un altro frutto della nostra ricerca è la messa a punto di test su pelle ricostruita in laboratorio, che consentono la sostituzione di parte dei test sugli animali per valutare l’innocuità di prodotti e ingredienti. I protocolli frutto della nostra ricerca sui metodi alternativi sono liberamente disponibili per tutti gli operatori, anche nostri competitors.
    Alla luce di tutto ciò, sembrerebbe legittimo, da parte dell’Oreal, il ricorso al TAR a riprova che la Società crede nel suo impegno profuso e nel suo lavoro.

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