Antitetanica: quando farla, quanto dura, effetti collaterali e controindicazioni

Quando fare l’antitetanica? Quanto dura? Cerchiamo di saperne di più su questo vaccino, anche sui suoi effetti collaterali e sulle eventuali controindicazioni

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    Antitetanica: quando farla? Quanto dura? Quali sono gli effetti collaterali e le controindicazioni? Nel nostro Paese la vaccinazione antitetanica è obbligatoria per tutti i nuovi nati. Si inizia già al terzo mese di vita, con tre dosi programmate nel tempo, per poi fare altri richiami. Il vaccino antitetanico è formato da tossine che vengono rese inattive grazie a dei procedimenti chimici. Si tratta di sostanze che sono in grado di stimolare la produzione di anticorpi, ma non risultano patologiche. Vediamo più precisamente quali sono le precauzioni da seguire.

    Perché farla

    La vaccinazione antitetanica va fatta per proteggersi dal tetano, una malattia che colpisce i muscoli e i nervi dell’organismo. E’ una patologia grave, che di solito ha origine quando una ferita della pelle viene contaminata da un batterio che spesso si trova nel terreno, il Clostridium tetani. Quest’ultimo, dopo essere penetrato nel corpo, produce una neurotossina, che si chiama tetanospasmina, in grado di provocare spasmi muscolari. La tossina si può diffondere in tutto l’organismo attraverso il flusso sanguigno e il sistema linfatico e interferisce con l’attività dei nervi, creando degli spasmi muscolari.

    Se non viene curato, il tetano può essere fatale. Infatti in seguito a questa patologia si può morire per collasso cardio-respiratorio, attraverso la contrazione con paralisi della muscolatura e in qualche caso si arriva alla morte per impossibilità di respirare. Il primo sintomo del tetano spesso comprende gli spasmi muscolari della mascella, che possono essere accompagnati da difficoltà di deglutizione.

    Poi seguono gli spasmi che interessano gli altri muscoli del corpo, a partire dalla testa per arrivare al collo, alle spalle, alla schiena e agli arti, fino a quando il soggetto assume una posizione rannicchiata. I sintomi possono verificarsi in un periodo variabile, che va da alcuni giorni ad alcuni mesi, dopo il momento in cui si viene a contatto con il batterio. Il suo periodo di incubazione, infatti, dura da due giorni a due mesi e, nella maggior parte dei casi, la malattia si manifesta entro 14 giorni.

    La profilassi antitetanica prevede di ricorrere al vaccino anche dopo un infortunio, se in seguito a questo si verificano una ferita o una lesione. Sarà il medico a consigliare un richiamo di vaccino antitetanico o un’iniezione di immunoglobulina tetanica, che servono a neutralizzare tutte le tossine prodotte dai batteri.

    Quando farla e quanto dura

    La prima dose della vaccinazione antitetanica viene fatta obbligatoriamente al terzo mese di vita, la seconda dose al quinto mese e la terza al dodicesimo. Una dose di richiamo viene fatta a distanza di 4-5 anni, generalmente prima che inizi la scuola primaria. Si prosegue poi con altri richiami circa ogni 10 anni. La vaccinazione rimane il mezzo più efficace per prevenire il tetano, anche perché il preparato del vaccino offre una protezione del 100%.

    La durata dell’efficacia è molto lunga nel tempo ed è garantita dal fatto che periodicamente vengono fatti gli altri richiami. A partire dagli anni ’60-’70 la vaccinazione antitetanica è obbligatoria per gli sportivi affiliati al Coni e per varie categorie di lavoratori, come gli agricoltori, gli allevatori, i metalmeccanici, gli operai e i manovali edili, che risultano particolarmente esposti al rischio di poter incorrere nel tetano.

    La vaccinazione antitetanica rappresenta un mezzo preventivo efficace da fare anche quando si sta per partire per un viaggio in alcuni Paesi a rischio, visto che il tetano costituisce un problema sanitario in molte zone del mondo, come l’Africa, il Medio Oriente, l’India e la Cina.

    Dopo più di 10 anni da un ciclo eseguito regolarmente è possibile che il livello degli anticorpi contro il tetano sia piuttosto basso e tale da non riuscire a proteggere nei confronti della malattia. Per questo potrebbe essere necessario sottoporsi ad un’unica seduta vaccinale di richiamo.

    Le controindicazioni

    Il vaccino antitetanico è controindicato per le persone che hanno manifestato reazioni allergiche gravi a qualcuna delle sue componenti o a precedenti somministrazioni dello stesso vaccino. Se il soggetto è affetto da una malattia infettiva, specialmente in presenza di febbre, è meglio posticipare il vaccino, fino a quando non ci sia la guarigione. Occorre una particolare cautela nella vaccinazione dei soggetti che hanno la tendenza alle convulsioni, che sono in trattamento con anticoagulanti o che soffrono di malattie autoimmuni.

    Gli effetti collaterali

    L’antitetanica può comportare la comparsa di rossore e dolore nel punto in cui viene eseguita l’iniezione. Eventualmente questi fastidi possono comparire entro 48 ore e possono durare per 2 o 3 giorni. Più raramente si possono manifestare febbre, sintomi simili a quelli dell’influenza e malesseri generali di modesta entità.