Antistaminici: tipologie ed effetti collaterali

Gli antistaminici sono farmaci che si dividono in due tipologie

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    Gli antistaminici sono dei farmaci che hanno il compito di contrastare l’azione dell’istamina. Quest’ultima è il messaggero chimico dell’infiammazione ed è proprio in base ad essa che avvengono determinate risposte cellulari, in primo luogo nelle reazioni di carattere allergico. Gli antistaminici possono essere divisi in due tipologie: gli anti H1 e gli anti H2. Nella prima categoria rientrano i principi attivi contro le allergie. Nel secondo gruppo rientrano i farmaci antiacido. Bisogna stare attenti nel rispettare la dose raccomandata ed evitare l’assunzione con farmaci in grado di interferire con il metabolismo epatico, se non vogliamo incorrere in vari effetti collaterali.

    Le tipologie

    Le tipologie di antistaminici sono anti H1 e anti H2. La prima comprende soprattutto principi attivi antiallergici. Si tratta di farmaci di prima generazione, come la difenidramina, la clorfeniramina. Ci sono comunque anche farmaci di seconda generazione, come la loratidina e la cetirizina, che comportano una maggiore selettività del principio attivo usato. Questi farmaci non bloccano la liberazione di istamina, ma riescono a contrastare i suoi effetti.

    Gli anti H2 comprendono soprattutto farmaci antiacido e si suddividono in tre principali filoni: ranitidina, cimetidina, famotidina. Si utilizzano soprattutto per curare l’ulcera gastrica e il reflusso gastroesofageo.

    Gli effetti collaterali

    Gli effetti collaterali degli antistaminici variano a seconda dei casi. Gli anti H1 di prima generazione determinano una considerevole sonnolenza, inducendo la sedazione. Nel passaggio a quelli di ultima generazione, queste conseguenze risultano limitate. Il gruppo degli anti H2 può avere azione antiandrogenica, provocando la riduzione degli spermatozoi. Inoltre può provocare ginecomastia e galattorrea.

    In genere i farmaci appartenenti al secondo gruppo non attraversano la barriera emato-encefalica e questo determina la loro capacità di non produrre sedazione. Tuttavia, anche se il loro uso non determina nemmeno comparsa di tosse, nausea, vomito e stipsi, possono avere degli effetti avversi a livello cardiaco.

    La ricerca scientifica, infatti, a questo proposito ha notato che, se si accumulano dosi elevate di queste sostanze nell’organismo, si potrebbe andare incontro ad una forma di aritmia, che è rara, ma può avere anche conseguenze gravi. Da ricordare, inoltre, che gli antistaminici sono controindicati nei casi di insufficienza epatica o contemporaneamente all’assunzione di altri farmaci che impegnano il metabolismo del fegato.