Antidolorifici: è stato scoperto come funziona il paracetamolo

Uno studio inglese e svedese ha scoperto il meccanismo che rende il paracetamolo un buon antidolorifico; scopo della ricerca è quello di creare sostanze con la stessa attività ma senza gli effetti collaterali che lo caratterizzano

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    Il paracetamolo, è conosciutissimo per la sua funzione antipiretica (contro la febbre) ma anche antidolorifica, ma qual è il suo meccanismo d’azione? Questo è stato scoperto da uno importante studio inglese e svedese. Di solito questo principio era sempre associato alla febbre, o comunque ai sintomi generali delle sindromi influenzali, compresi i dolori articolari.

    Infatti, sempre più spesso il paracetamolo viene usato, soprattutto, per la sua efficacia come antidolorifico. Il meccanismo che sta alla base di ciò è stato scoperto dagli studiosi del King’s College di Londra (Regno Unito) e da quelli dell’Universita’ di Lund (Svezia). Conoscendo questo meccanismo si potranno creare, in un futuro, dei farmaci simili al paracetamolo, ma riducendo gli effetti collaterali e quindi la tossicità, che, invece, è propria di questa sostanza. I risultati della ricerca, pubblicata su Nature Communications, hanno evidenziato l’importanza di due molecole.

    Il paracetamolo, dopo essere stato assunto, viene convertito in una molecola, la cui sigla è NAPQI (che rende il principio attivo tossico); quest’ultima attiva una proteina, la TRPA1, che si trova sulla superficie dei neuroni, e inibisce la trasmissione dell’impulso nervoso che parte dai recettori del dolore per giungere al cervello ed essere elaborato. La creazione o la scoperta di nuove sostanze con lo stesso meccanismo di riduzione del dolore, ma con la mancanza degli effetti collaterali, rappresenta un grande passo avanti della ricerca.