Antibiotici: un prezioso alleato

Antibiotici: un prezioso alleato

L'antibiotico è spesso presentato come un farmaco da usare con parsimonia nei casi in cui strettamente necessario: il suo uso è indicato nei momenti in cui una infezione da virus o da batteri ci colpisce, per una influenza, un contagio, una contaminazione

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    Antibiotici

    Parliamo oggi degli antibiotici, un medicinale che accoglie fortuna alterna, a volte promosso come la soluzione a ogni infezione a volte indicato ma con uso parsimonioso, cerchiamo di capire in realtà che cosa significa avere bisogno di un antibiotico e perché questo medicinale così importante cura il nostro organismo nella maggior parte delle volte con grande successo.

    Antibiotico, lo dice il nome, è un medicinale che serve per uccidere qualcosa, nella fattispecie si tratta di una sostanza che impedisce ai microrganismi infetti di proliferare e moltiplicarsi nel nostro organismo, portandoci dunque alla guarigione dall’infezione.

    Quando siamo vittima di microrganismi accade che il nostro corpo si ammali, capita così quando si presenta una tonsillite, una cistite, una malattia polmonare, una malattia influenzale con complicazioni, una operazione chirurgica importante, etc .. tornando storicamente alle origini dell’antibiotico non possiamo non ricordare che per questi usi il primo ad essere scoperto e impiegato fu la famosa penicillina.

    Ora l’antibiotico che si usa in medicina non è più frutto di una naturale formazione, viene messo in coltura e trasformato secondo le esigenze del caso, in modo da avere a disposizione diversi prodotti ciascuno a uso specifico.

    L’antibiotico si divide in molte categorie: elencandone le famiglie si parla di penicilline, cefalosporine, aminoglicosidi, tetracicline, macrolidi, chinoloni, glicopeptidi. Se alcuni antibiotici servono per curare parecchie malattie, altri invece sono altamente specifici e servono solo per la cura di certi batteri e microrganismi.

    L’antibiotico non è da demonizzare come anche non è da eleggere come unico farmaco efficace: serve quando e qualora prescritto per curare le infezioni batteriche e il ciclo di cura va sempre concluso, pena il rinvigorimento dell’ospite che torna a colpire con maggiore virulenza che non prima, il tipico caso delle ricadute causate da una interruzione anticipata della cura. La guarigione, insomma, non arriva esattamente quando ci si sente meglio, bensì quando l’ospite non è più attivo, e non significa necessariamente che il batterio sia del tutto scomparso solo perché si sta apparentemente bene.

    L’antibiotico si sa potrebbe portare a delle reazioni avverse, che non sono sempre legate a una condizione individuale e particolare della persona, più spesso si tratta invece di un insieme di motivi, in genere legati allo stato patologico, che possono portare alla non tolleranza verso un eccipiente o una componente del medicinale.

    Se si presentano stati di diarrea, difficoltà respiratoria, esantema, macchie e gonfiori, prurito, nausea, mal di testa, è bene recarsi dal medico che ha prescritto il medicinale spiegando i sintomi e facendo in modo di cambiare la cura senza interrompere il ciclo, arrivando a guarigione.

    Nel caso invece di allergia alla medicina e di shock anafilattico, va immediatamente sospesa ogni somministrazione recandosi immediatamente al pronto soccorso per verificare l’eventuale necessità di una lavanda gastrica e di una iniezione anti-allergica. L’antibiotico in genere, se non porta a reazioni allergiche, viene smaltito facilmente con eventuale pesantezza a carico del fegato solo verso la fine della terapia (al 7-10 giorno).

    Immagini tratte da Plivazdravlje.hr

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