Antibiotici: sì, ma a stretto controllo medico

Antibiotici: sì, ma a stretto controllo medico

Nessun dubbio che gli antibiotici siano da annoverare fra i farmaci più utili che l'uomo abbia mai scoperto, ciò non toglie che proprio per la loro selettiva azione devono essere assunti a stretto controllo medico

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    Antibiotici

    L’antibiotico ha salvato l’umanità da drammatiche infezioni che oggi con facilità si curano e si superano, ne consegue che tale farmaco che ha visto come capostipite la penicillina, ha svolto e svolge un ruolo basilare nella cura di tantissime malattie la cui causa è ascrivibile a batteri e germi in generale; ciò non toglie che parliamo di presidi medici a volte potentissimi che non devono essere presi indiscriminatamente,men che meno, senza controllo medico.

    Su quest’ultima raccomandazione occorre dedicare una piccola riflessione dovuta al fatto che solo il medico è in grado di conoscere l’intima struttura dell’antibiotico prescritto, i suoi effetti collaterali compatibili con il paziente, le interazioni con altri farmaci, persino con alcuni alimenti e l’eventualità di fenomeni allergici che potrebbero svilupparsi,anche molto gravi.

    Invece, si palesa una situazione preoccupante fra gli italiani che continuano ad ingurgitare pillole, compresse, capsule, a volte persino fiale di antibiotici senza alcun consiglio medico col risultato che le resistenze che si istaurano nei malati sono tali che, quando va bene! La volta che serve davvero un antibiotico questi non svolga alcuna azione terapeutica, quando va male si rischiano situazioni avverse a volte in grado di mettere a rischio la vita stessa del paziente.

    Anche la propensione di molti di assumere antibiotici contro i virus è una metodica censurabile, non perché gli antibiotici non vadano usati in quelle manifestazioni provocate dai virus, sol perchè il virus non risente di alcun effetto terapeutico dell’antibiotico, visto che i germi opportunisti approfittano dell’abbassamento delle difese immunitarie causate dal virus per attaccare l’organismo già malato, ma perché dovrà essere il medico a stabilire la molecola da applicare di fronte ad una faringite, tonsillite, tracheite e quant’altro.

    Occorre dunque anche per questa importante classe di farmaci una campagna di informazione che ne regolamenti l’utilizzo, come fatto dall’Agenzia Italiana del Farmaco, l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali hanno realizzato la Campagna di comunicazione ad hoc “Antibiotici sì, ma con cautela” (http://www.iss.it/anti/) con l’obiettivo di informare i cittadini dell’importanza di ricorrere agli antibiotici ove occorra e a stretto controllo del curante.

    Diventa centrale sempre di più il ruolo del medico che dovrà individuare la molecola più adatta sulla base della diagnosi più accurata possibile e nei tempi richiesti per la terapia. Oltretutto, sempre il medico, rileva la necessità di agire anche con i probiotici, ovvero quei presidi, fra i quali citiamo i fermenti lattici, che ripristinano la flora batterica la cui assenza si palesa con afte, infezioni orali a vario titolo, visto che viene solitamente distrutta proprio dagli antibiotici.

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