Antibiotici: negli obesi va rimodulata la posologia

Eppure, denunciano i ricercatori, non tutti i medici valutano tale situazione col risultato che somministrano le cure più in funzione dell’età del paziente che della stazza, col risultato che una terapia per due soggetti di peso diametralmente opposto può avere effetti ben diversi

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    A pensarci bene anche questa notizia è facilmente intuibile, ovvero, una qualsiasi persona obesa, sia essa uomo o donna, di fronte ad una infezione necessità di una quantità di antibiotici, ovvero di un dosaggio del farmaco maggiore rispetto ad un altro individuo della stessa età, con la stessa malattia, ma in perfetta forma fisica.

    Lo dicono ricercatori dall’Alfa Institute of Biomedical Sciences di Atene (Grecia) che hanno pubblicato il loro lavoro sulla rivista medica Lancet. La motivazione dipenderebbe dal fatto che un farmaco per agire deve concentrarsi nella massa corporea dell’individuo e tanto maggiore è questa tanto maggiore dovrà essere, con le opportune proporzioni, la quantità di antibiotico. Estremizzando il concetto, è come se volessimo curare un cavallo e un cane Yorkshire per la stessa patologia con lo stesso farmaco; ovviamente il dosaggio dovrà essere ben diverso nei due animali.

    Eppure, denunciano i ricercatori, non tutti i medici valutano tale situazione col risultato che somministrano le cure più in funzione dell’età del paziente che della stazza, col risultato che una terapia per due soggetti di peso diametralmente opposto può avere effetti ben diversi.

    “Riteniamo che il calcolo della dose appropriata alla massa corporea sia necessaria per una lotta efficace contro le infezioni. Questo calcolo – hanno concluso – e’ gia’ stato effettuato per i bambini: non dovrebbe essere troppo difficoltoso applicarlo anche agli adulti”.

    Bisogna però considerare un altro aspetto, un obeso non è detto che, a dispetto della sue rotondità, stia bene di salute, anzi, potrebbe essere stato compromesso il suo assetto metabolico proprio in dipendenza della condizione di obesità e, dunque, lo stesso farmaco che di primo acchito potrebbe essere insufficiente potrebbe detenere un’emivita più lunga proprio per le difficoltà che incontra un obeso nello smaltire o utilizzare la molecola farmacologica. Ecco che diventa centrale la figura del medico di famiglia che sa sempre o quasi, non solo la sostanza farmacologica da utilizzarsi in caso di infezioni, ma anche il giusto dosaggio personalizzandolo alle esigenze del suo paziente.