Antibiotici: istruzioni per l’uso, maneggiare con cura, pericolo!

Antibiotici: istruzioni per l’uso, maneggiare con cura, pericolo!

Curioso però è il fatto che su cento italiani intervistati almeno 83 dichiarano di sapere che gli antibiotici curano le infezioni senza però al contempo conoscere quali, mentre 49 nostri connazionali del campione preso ad esame ammette che gli antibiotici agiscono su tutte le infezioni

da in Antibiotici, Farmaci, In Evidenza, Malattie, Raffreddore, Sanità, Resistenza
Ultimo aggiornamento:

    Antibiotici

    Ecco una domanda facile, facile…. Sapete a cosa servono gli antibiotici? Probabilmente avrete risposto di “ SI “ in maniera corale, ciò significa che appartenete a quella percentuale ( 50% ) di italiani che è esattamente a conoscenza del ruolo svolto da questi farmaci considerato che l’altra metà dei nostri connazionali sconosce quasi del tutto gli antibiotici, si, non sa distinguerli da altri farmaci e ciò nonostante di queste molecole se ne parla ad ogni ricorrenza stagionale, ad esempio, con l’influenza.

    Serviranno a curare le infezioni?

    Curioso però è il fatto che su cento italiani intervistati almeno 83 dichiarano di sapere che gli antibiotici curano le infezioni senza però al contempo conoscere quali, mentre 49 nostri connazionali del campione preso ad esame ammette che gli antibiotici agiscono su tutte le infezioni, ahimè, anche virali, al punto che ai primi sintomi molte persone hanno generalmente la pastiglietta a portata di mano anche contro un banale raffreddore. C’è poi una risicata fetta di intervistati che ha l’ardire di credere che gli antibiotici prevengano le infezioni e, questo, è davvero disastroso;mentre otto italiani su cento ammette di non conoscere neanche lontanamente il campo di utilizzo.

    Resistenza degli antibiotici… questa sconosciuta!

    Adesso passiamo alle domande un po’ più complicate, ad esempio…. parliamo di resistenza agli antibiotici e qui siamo davvero nel buio più tenebroso visto che 50 italiani su cento “ cade dalle nuvole” , ma 30 italiani dello stesso campione dice di non sapere che gli antibiotici si acquistano sempre dietro presentazione di ricetta medica al punto che in maniera disarmante risponde che si affida solamente al parere del farmacista ( SIGH! )

    Ecco a cosa è approdato il lungo lavoro commissionato dall’Istituto Superiore della Sanità in Italia sulla base della sconoscenza da parte di tantissimi italiani di questi farmaci, appunto gli antibiotici che nonostante restino tanto sconosciuti ai più,vengono dalle stesse persone assunti molte volte e senza criterio o ragione.

    Eppure la totale ignoranza dell’uso e dell’indicazioni circa gli antibiotici non è soltanto un problema del singolo individuo che ne faccia un uso incongruo ma dell’intera collettività.“ l’ampio utilizzo degli antibiotici, in modo non sempre appropriato, ci sta riportando alle stesse condizioni di impossibilità di cura presenti nell’era preantibiotica “ ha detto Guido Rasi direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco in occasione della campagna di Comunicazione ” Antibiotici si, ma con cautela “.

    Un problema questo certamente non da poco se è riuscito a spostare il numero di morti per infezioni cui eravamo giunti recentemente da livelli sempre più bassi degli ultimi decenni a livelli cresciuti per via del fatto che un numero sempre maggiore di batteri sta diventando o addirittura è divenuto resistente ad ogni terapia antibiotica.

    Un quadro molto allarmante

    Secondo il professore Rasi la situazione sta divenendo sempre più drammatica se si pensa che almeno cento batteri, fra i quali alcuni ceppi della tubercolosi sono divenuti resistenti agli antibiotici e se l’andamento dovesse proseguire così, ci ritroveremo privi di armi per fronteggiare alcune grosse infezioni e non si potrà neanche immaginare che possa esistere la possibilità infinita di scoprire sempre nuove molecole da utilizzare contro i germi, via, via che diventano sempre più resistenti. Diventa fondamentale, dunque, “ l’uso appropriato per controllare la resistenza “ e questo è lo scopo della summenzionata campagna.


    L’uso appropriato

    È fondamentale intanto che a consigliare l’antibiotico sia sempre il medico, non è ammessa per nessuna ragione il “ fai da te” così come è sicuramente da evitarsi l’interruzione della terapia prima dei tempi che il medico avrà indicato e il caso di dubbio il medico andrà interpellato e ogni decisione intrapresa su indicazione del curante.

    Non è un fatto raro infatti che molti decidano in proprio la durata di una terapia antibiotica , lo dimostrerebbe una recente indagine che avrebbe indicato una popolazione di 40 pazienti su cento intervistati che ammettono di non concludere la cura con antibiotici secondo le regole standard o loro prescritte e, guarda caso, la percentuale era sempre più alta fra coloro che facevano automedicazione.

    La responsabilità del medico

    Nel complesso, dalla Campagna informativa sugli antibiotici è emerso che il medico ha quasi sempre un comportamento corretto nei confronti degli antibiotici, però dall’indagine è anche emerso che almeno in 14 casi su 100 si è verificato un comportamento non del tutto coerente da parte del medico che somministra sempre lo stesso antibiotico così come, nel 6% dei casi il curante si lascia tentare dai consigli del paziente che pretende il “ suo “ antibiotico.
    Fonte: Avvenire Medico

    846

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AntibioticiFarmaciIn EvidenzaMalattieRaffreddoreSanitàResistenza
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI