Antibiotici: in Italia se ne consumano troppi

In Italia si consumano quantità eccessive di antibiotici come in nessun altro Paese d'Europa, è quanto emerge da uno studio effettuato dall'Aifa che mette in guardia dai rischi cui si corre con un utilizzo non consapevole di questi farmaci

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    Antibiotici

    Troppi antibiotici nella borsa della spesa degli italiani, preoccupati a curare ogni malattia vera o presunta che sia, possibilmente di testa loro e senza neanche interpellare un medico, con cefalosporine, penicilline e chinoloni, alcune classi di antibiotici, se è vero come è vero che secondo l’Agenzia del Farmaco in Italia, ( Aifa), il consumo di queste molecole è aumentato dal 100 fino al 400% solo nell’ultimo periodo.Il rischio cui si va incontro con un utilizzo incongruo di questi farmaci è l’esposizione dell’organismo verso germi resistenti con l’eventualità sempre più frequente di non potersi più curare efficacemente la volta che ci sarebbe la necessità di ricorrere a questi importanti farmaci.

    Questo è il motivo per il quale l’Aifa, di concerto con l’Istituto Superiore di Sanità ha lanciato la campagna per un uso consapevole degli antibiotici al grido: “Antibiotici sì, ma con cautela”.

    “I nostri dati – ha spiegato Guido Rasi, Direttore Generale dell’Aifa, ci dicono che ogni giorno un milione e mezzo di persone prende un antibiotico e che nel 60% dei casi tali farmaci sono assunti per curare malattie dell’apparato respiratorio causate spesso da virus”. Il Direttore Generale dell’Aifa ha ricordato che un uso inappropriato degli antibiotici causa un doppio danno: “il primo alla propria salute perché gli antibiotici non sono efficaci nei confronti dei virus; il secondo anche nei confronti della collettività perché si favorisce lo sviluppo di germi non sensibili che impediranno anche in futuro agli antibiotici di svolgere la loro funzione nella cura delle infezioni”.

    Ancora oggi, ha allarmato Rasi, “vi sono molti ceppi di batteri, tra cui quello responsabile della tubercolosi, divenuti resistenti a tutti gli antibiotici a disposizione e solo due nuove molecole prossime ad entrare in commercio. Si rischia veramente di tornare alla stessa situazione esistente prima della scoperta degli antibiotici, quando anche un’infezione banale, non essendoci armi utili a curarla, poneva a rischio la vita”.

    Anche nel consumo di antibiotici l’Italia si mostra un Paese il cui utilizzo di questi farmaci è a macchia di leopardo, si consumano in special modo al Sud Italia, ma ci sono aree de Paese come il Lazio, l’Abruzzo, l’Umbria, il Molise, la Calabria, la Campania, la Sicilia, la Puglia, la Basilicata caratterizzate da un consumo al di sopra della media nazionale. Così come emerge dall’inchiesta che a qualsiasi età si consumano antibiotici fuori norma, al punto che il nostro Paese è quello d’Europa dove si fa un abuso di queste sostanze farmaceutiche. Nel 2007 la spesa farmaceutica relativa agli antibiotici è risultata per il 90% a carico del Servizio Sanitario Nazionale e per il 9% del cittadino”.