Anoressia: si può contrastare con gli alimenti

Per contrastare l’anoressia il Maudsley Approach propone una terapia a base di cibi con un alto contenuto calorico e un controllo della famiglia sul peso delle pazienti

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    peso-forma

    L’anoressia è una patologia grave, le cui cause sono da rintracciare prima di tutto in una matrice psicologica. Chi soffre di questa malattia deve essere sottoposto ad un adeguato trattamento, per evitare che l’anoressia possa determinare conseguenze irreparabili. In base al Behavioral Family Therapy, il Maudsley Approach, i pazienti affetti da anoressia possono essere curate con un trattamento che punta soprattutto sui cibi ad alto contenuto calorico, come milkshake al cioccolato e pasta.

    Il Maudsley Approach si differenza dalle terapie tradizionali, perché in queste ultime di solito non vengono prese in considerazione tematiche legate al cibo, ma prevedono una discussione riguardo alle dinamiche familiari. Il Maudsley Approach si basa invece su una psicoterapia che vede coinvolte anche le famiglie delle spesso giovani pazienti, che dovranno svolgere una funzione molto importante nel controllo del consumo calorico.

    Quest’approccio terapeutico quindi dà importanza all’alimentazione e all’analisi del peso di chi è affetto da anoressia. Quello che viene proposto è una terapia ad urto fondata sulla necessità di riacquistare il peso-forma, nell’ambito della quale il ruolo di primaria importanza viene svolto proprio dal cibo, che può rivelarsi come una vera e propria medicina per combattere le forme meno acute di anoressia, che non necessitano di un ricovero ospedaliero delle pazienti.

    Fondamentale è anche il controllo diretto da parte della famiglia, per mettere fine ad un processo in cui cervello e corpo si condizionano a vicenda nel loro non funzionare in maniera corretta. In questo modo si spera che di salvare molte delle possibili vittime di una malattia che assume dimensioni sempre più grandi.

    Immagine tratta da: www.buttalapasta.it