Anoressia: estrogeni in causa?

Anoressia: estrogeni in causa?

Un fatto quest’ultimo che in un certo senso induce ad una qualche forma di maggiore serenità nell’approcciarsi alla malattia come ci offre uno studio pubblicato dalla rivista inglese “Archivies of General Psychiatry”che annetterebbe molta importanza all’ereditarietà della malattia riconducibile al fatto che nelle donne in stato di gravidanza che abbiano livelli di estrogeni esagerati questi esporrebbero le bambine in grembo, nel tempo, all’anoressia nervosa

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    Sappiamo bene cosa mai sia l’anoressia nervosa, qualcuno l’ha pure sperimentata di persona e sa meglio di tanti altri che significhi, si tratta di capire, alla luce di sempre nuovi acquisizioni su questa patologia, quanto incida l’ambiente, quanto incida la psiche umana e, soprattutto, si cerca di intendere se possa stabilirsi un rapporto fra la genetica e le influenze patologiche dell’assetto ormonale, atteso che la stragrande maggioranza dei malati è rappresentata da donne.

    Difatti le statistiche informano che ad essere colpite siano otto donne e mezzo su dieci casi di anoressia ed infatti proprio il numero elevato di casi al femminile ha sempre fatto ritenere che l’ambiente esterno potesse indurre a far credere che certi modelli deviati potessero avere un’influenza diretta sulla malattia ma si vede oggi che anche per l’anoressia nervosa dovranno valere parametri al pari di altre patologie mentali e dunque una componente atta ad alterare l’assetto fisiologico delle funzioni dell’organismo.

    Un fatto quest’ultimo che in un certo senso induce ad una qualche forma di maggiore serenità nell’approcciarsi alla malattia come ci offre uno studio pubblicato dalla rivista inglese “Archivies of General Psychiatry”che annetterebbe molta importanza all’ereditarietà della malattia riconducibile al fatto che nelle donne in stato di gravidanza che abbiano livelli di estrogeni esagerati questi esporrebbero le bambine in grembo, nel tempo, all’anoressia nervosa.

    Lo studio è recente e dunque merita maggiori approfondimenti e risale al lavoro scientifico condotto da Cynthia Bulik, della University of North Carolina a Chapel Hill, dove è stato osservato un campione di 31.406 gemelli allo scopo di determinare il ruolo dei geni e dell’ambiente sulla eziopatogenesi della malattia.

    Sebbene gli studiosi abbiano concluso che fattori genetici sono responsabili per il 56 per cento dell’anoressia, che per il resto risente di condizionamenti ambientali, hanno individuato come unico fattore predittivo il comportamento nevrotico precoce.

    Il futuro ci riserverà dunque delle sorprese anche in tal senso con la possibilità di un approccio terapeutico anche di tipo farmacologico per combattere la malattia al suo esordio o evitarne la comparsa con indagini di medicina preventiva; in atto risulta ancora valida la tesi che per un buona riuscita della cura questa debba iniziare nelle forme precoci di anoressia.

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