Annessite: sintomi, cause e cure

Parliamo di annessite, un'infiammazione della tuba o dell'ovaio che può determinare una serie di problematiche connesse anche alla sterilità della donna, che rappresenta circa il 10-15% di tutte le malattie ginecologiche

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    Annessite: sintomi, cause e cure

    Con il termine annessite viene indicato un processo infettivo, che coinvolge le tube e, più raramente, le ovaie. Abbiamo rivolto alcune domande al Dr. Angelo Oldrini, specialista in Genetica, per capire meglio qual è l’origine dell’infezione e come curarla.

    Cosa si intende con annessite?

    L’annessite è una infezione delle tube; l’agente patogeno responsabile del disturbo agisce a livello anatomico, modificando la struttura o la funzione del delicato rivestimento interno di cellule ciliate delle tube.

    Frequentemente il processo infettivo, anche se in diversa misura, interessa entrambe le tube. Nei casi più gravi, si verifica la loro chiusura con una conseguente sterilità, dovuta all’impossibilità di raggiungimento della cellula uovo da parte dello spermatozoo.

    In casi meno aggressivi, un danno modesto della struttura e del rivestimento interno tubarico possono essere responsabili del rallentamento della progressione verso l’utero della cellula uovo fecondata, con il conseguente impianto tubarico della gravidanza (gravidanza extrauterina).

    Quali sono i sintomi dell’annessite?

    I sintomi di una annessite acuta sono generalmente conclamati, caratterizzati da:

    • forte dolore localizzato ai quadranti addominali inferiori;
    • febbre superiore ai 38° gradi;
    • abbondanti secrezioni vaginali;
    • dolore alla palpazione che può impedire l’esplorazione ginecologica;
    • anomalie del flusso mestruale.

    Tutti questi sintomi possono però presentarsi con caratteri sfumati, soprattutto nelle forme croniche di annessite e in relazione alla causa microbiologica dell’infezione.

    Quando invece il processo infiammatorio interessa anche il peritoneo e gli altri organi pelvici, il quadro clinico di annessite sarà quello di una peritonite.

    Quali sono le cause dell’annessite?

    Le cause di annessite sono di natura microbiologica.

    L’ambiente vaginale non è certamente sterile, ma i numerosi germi presenti sono normalmente in equilibrio tra loro e non causano patologie. La perdita di equilibrio tra i diversi microbi o l’arrivo di elementi particolarmente aggressivi determinano l’insorgenza di processi infettivi, che possono essere limitati all’ambiente vaginale o risalire il tratto genitale e generare metriti (infezione dell’utero) o salpingiti (infezione delle tube).

    Frequentemente l’infezione viene contratta con rapporti sessuali non protetti.

    Le più frequenti cause microbiche di annessite sono la Clamydia trachomatis, la Neisseria gonorreae e gli Actinomices.

    Qualora si sospetti la presenza di uno di questi agenti infettivi a livello della cervice uterina, sarà opportuno istituire immediatamente una terapia antibiotica a dosi piene, per ridurre la possibilità della risalita dei batteri fino alle tube.

    A fronte di una ricerca microbiologica positiva per uno di questi germi, occorrerà indagare e curare anche il/i partner per ridurre il rischio di reinfezioni.

    Altri agenti infettivi (Streptococchi e Stafilococchi) sono invece più frequentemente responsabili di infezioni uterine e tubariche, a seguito di manovre improprie ed eseguite in condizioni di non adeguata sterilità per l’assistenza durante il parto o per pratiche abortive.

    Anche in questo caso solo il riconoscimento tempestivo dell’infezione e una terapia antibiotica a dosi piene potranno limitare i danni.

    Tra le possibili cause d’infezione vanno annoverati l’uso improprio di assorbenti interni (cambiati troppo raramente o dimenticati), corpi estranei introdotti e non rimossi dall’ambiente vaginale (condom, sex toy) e, quali agenti facilitatori, la presenza di dispositivi intrauterini.

    Infine un’annessite può essere un evento secondario ad altri processi infettivi, come la contaminazione a partire da una appendicite o, più raramente, per l’arrivo di agenti infettivi attraverso il circolo ematico, come il virus della parotite che può andare a coinvolgere l’ovaio.

    Come si cura?

    Gli antibiotici rappresentano un valido e imprescindibile strumento di cura per le annessiti. A volte, però, risultano non sufficienti a risolvere da soli il quadro acuto e occorre far ricorso all’approccio chirurgico.

    Oggi la via chirurgica più comunemente utilizzata in questi casi è micro invasiva, avvalendosi dell’accesso laparoscopico. Frequentemente però le annessiti presentano un decorso cronico con disturbi lievi e subdoli.

    Occasionalmente un esame ecografico della pelvi potrà evidenziare la presenza della dilatazione di una o entrambe le tube.

    Altre volte, l’alterazione della struttura tubarica può essere evidenziata attraverso esami specifici (isterosalpingografia, sono-isterosalpingografia) effettuati per problemi di difficoltà riproduttiva.

    Le ormai consolidate ed efficaci metodologie per la gravidanza medicalmente assistita (PMA) hanno fatto abbandonare tutti gli approcci chirurgici (spesso poco efficaci) finalizzati al ripristino della pervietà tubarica. Tra questi:

    • Intervento in laparoscopia: l’accesso chirurgico viene effettuato mediante un sistema di telecamera a fibre ottiche e micromanipolatori, che consentono la piena visualizzazione e operatività chirurgica.
    • Isterosalpingografia: visualizzazione radiografica della cavità uterina e delle tube dopo instillazione di mezzo radiopaco attraverso la cervice uterina.
    • Sonoisterosalpingografia: visualizzazione della cavità uterina e delle tube con modalità dinamica attraverso un esame ecografico transvaginale, dopo che dalla cervice uterina è stato instillato un liquido ecograficamente evidenziabile.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Dr. Angelo Oldrini

    Specialista in Genetica