Angioma rubino: cause, come riconoscerlo e cosa fare [FOTO]

Angioma rubino: cause, come riconoscerlo e cosa fare [FOTO]
da in Pelle, Vasi sanguigni

    Angioma rubino: quali sono le cause? Come riconoscerlo e cosa fare? Si tratta di un piccolo rilievo della pelle di colore rosso acceso, che ha al suo interno diversi capillari, vasi sanguigni del diametro di pochi micron che mettono in comunicazione le arterie con le vene. Proprio questi capillari conferiscono al rilievo il colore rosso vivo. Inizialmente compaiono delle piccole macchie, che aumenteranno di dimensione con il passare del tempo. Solo in alcuni casi hanno una tonalità di colore più scura, che deriva da un’emorragia all’interno degli angiomi. Possono comparire in qualsiasi età, ma solitamente sono presenti dopo i 30 anni.

    Sono diverse le cause che possono portare alla comparsa dell’angioma rubino. Possono esserci alla base dei motivi genetici (è stato visto che i livelli della molecola microRNA427 sono più bassi in chi ha degli angiomi rubini) oppure possono essere la conseguenza dell’asssunzione di alcuni farmaci: i bromuri, utilizzati per diverse patologie, come la colite o l’asma, e la ciclosporina, usata per modulare la risposta del sistema immunitario in varie situazioni.

    Alcuni fattori di rischio possono essere alla base della comparsa dei rilievi rossi. Si tratta in particolare dell’invecchiamento cutaneo che deriva da un’eccessiva esposizione al sole, di disordini ormonali o intestinali e di alcune malattie del fegato.

    E’ il medico a riconoscere con un’attenta osservazione la presenza dell’angioma rubino. Il dermatologo esamina la lesione e potrebbe anche, in caso di dubbio, consigliare una biopsia, per analizzare in modo preciso il tessuto.

    Gli angiomi rubini non provocano dei sintomi, visto che non causano dolore nella zona interessata o prurito. L’unico disagio che possono causare è quello estetico, se presenti in parti del corpo in vista. Inizialmente gli angiomi compaiono come dei puntini delle dimensioni della testa di uno spillo. Poi possono raggiungere anche due millimetri di diametro e solo in casi rari raggiungono un centimetro.

    Il colore è all’inizio rosso ciliegia, ma può tendere anche al viola. Solo in alcuni casi sono di colore marrone scuro, una condizione che indica la fuoriuscita di sangue dai capillari. A volte si può verificare la condizione di angioma polipoide, quando più angiomi rubini appaiono raggruppati. Questi angiomi, secondo quanto hanno evidenziato le ricerche scientifiche, non possono trasformarsi in tumori. L’unica conseguenza potrebbe consistere nell’irritazione, se l’area del corpo interessata è soggetta a sfregamento.

    Gli angiomi rubini non dovrebbero essere sottoposti ad una cura specifica, anche perché non c’è il rischio di una degenerazione in un tumore. Quindi, non essendoci altre conseguenze, sarebbe opportuno non intervenire. Naturalmente è necessario trovare un rimedio quando in presenza di un angioma rubino rotto che causa un’emorragia. Alcune persone decidono di intervenire anche quando un rilievo di questo tipo si presenta sul viso o in parti del corpo scoperte.

    Come eliminarlo? Vengono utilizzate diverse tecniche per l’asportazione di queste formazioni cutanee. Si può usare la crioterapia, che congela i tessuti interessati e li distrugge, oppure si può applicare l’escissione chirurgica, in modo da evitare sanguinamenti. Un’altra tecnica usata dagli specialisti è l’ablazione con Dye Laser, che agisce in modo selettivo sull’angioma attraverso un colorante. Anche la termocoagulazione a radiofrequenza è un metodo molto usato: le onde radio agiscono sulle molecole d’acqua contenute nella cute.

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