Aneurisma cerebrale: una grave patologia subdolamente silenziosa

Aneurisma cerebrale: una grave patologia subdolamente silenziosa
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Aneurisma Cerebrale

Per fortuna tali fatti non sono all’ordine del giorno, ma quando capitano potrebbero essere guai a volte anche molto seri; parliamo degli aneurismi cerebrali, un pericolo quasi sempre inavvertito perché, haimè, asintomatico ma che si conclama a volte in un attimo soltanto. Il guaio è che questi accidenti vascolari, a detta dei medici, stanno divenendo sempre più frequenti, anche se, leggendo bene le dichiarazioni degli studiosi del fenomeno, parrebbe che l’aumento dell’incidenza di aneurismi cerebrali sia solo un fatto di maggiori possibilità diagnostiche cui oggi si dispone rispetto al passato che consentono di monitorare, mediante TAC e Risonanza Magnetica ed a volte di diagnosticare la grave patologia ancor prima che essa si presenti. Vero è che però, in assenza di sintomi, nessuno si sognerebbe mai di sottoporsi a questi esami.

Cos’è un anerurima cerebrale

Intanto chiariamo subito che per aneurisma cerebrale si intende una sorta di estroflessione di un’arteria cerebrale che assume le sembianze di un vero e proprio palloncino e che va ad interessare un’area a minore resistenza del vaso. Ciò può avvenire per cause congenite che sono poi la maggior parte delle situazioni, ma anche acquisite nell’arco della propria vita, ad esempio, infiammazioni importanti cerebrali o traumi impegnativi cranici, tutte cause che possono dar luogo ad aneurismi di diversa grandezza, forma e sede con dimensioni che possono raggiungere anche un diametro, riferito alle forme a “sacco”, persino di 5 centimetri, anche se, generalmente, l’evidenza mostra sovente dimensioni minori dell’aneurisma.

L’età in cui maggiormente si assiste alla formazione di questa condizione patologica è nella fascia che va dai 35 ai 60 anni, mentre i bambini difficilmente ne vanno soggetti. Chi sviluppa un primo aneurisma cerebrale difficilmente non è portatore di altri più piccoli aneurismi disseminati che in sede di diagnosi il medico cerca di localizzare, tutti.

Percentuale d’insorgenza

Circa il 2% della popolazione europea è a rischio aneurisma cerebrale, così come, molti individui pur avendo in se uno o più aneurismi non se ne accorgerà per tutta la vita, convivendoci, così come molti individui pur avendo in se uno o più rischi di aneurismi cerebrali non se ne accorgerà per tutta la vita perché restano asintomatici, tuttavia, sulla percentuale di cui sopra, bisogna calcolare che circa un 2, 3% di quei soggetti che ne soffrono corrono il rischio di vedersi scoppiare il proprio aneurisma cerebrale.

Sintomatologia

Quando l’aneurisma cerebrale è molto piccolo non da sintomi, quando è grande a causa della pressione esercitata su organi e strutture vicine potrà dare diversi disturbi, quali cefalee, disturbi visivi, crisi epilettiche, disturbi della deambulazione e del linguaggio.

Diagnosi degli aneurismi cerebrali

Con la TAC ( Tomografia assiale computerizzata ), così come con la RM (Risonanza Magnetica ) è possibile diagnosticare la grave patologia. Quando si vuole giungere ad una diagnosi più approfondita e certa si può ricorrere ad una particolare RM chiamata elicoidale o con un altro esame quale l’angiografia cerebrale. Da tenere presente che il medico può orientarsi verso questi esami laddove ravveda la possibilità anche di una disseminazione estesa di aneurismi.

I casi di sanguinamenti

Non è del tutto chiaro il motivo secondo il quale un aneurisma cerebrale silente improvvisamente cominci a sanguinare; tuttavia si può ipotizzare che causa del sanguinamenti sia, ad esempio, un rialzo improvviso della pressione arteriosa, così come un’altra causa potrebbe essere lo stress, persino le forti emozioni.

Gli effetti della rottura di un aneurisma cerebrale

Quando un aneurisma cerebrale sanguina si assiste ad effetti diversi in funzione della grandezza, della forma assunta dall’aneurisma stesso; se la massa di sangue che si va a riversarsi è limitata i sintomi più evidenti sono rappresentati dalla cefalea, compreso l’eventuale vomito incoercibile di natura encefalica, svenimenti e, nei casi più seri, si può giungere persino al coma.

Quando invece si arriva alla vera e propria emorragia con versamento all’interno del cranio il paziente riferisce un’emicrania con dolore insopportabile ed intensissimo, ancora una volta vomito encefalico ed in certi casi si può giungere al danno cerebrale vero e proprio a causa della compressione determinata dall’ematoma o per eventuali cause correlate.

La morte in questi casi è una delle conseguenze più frequenti nei casi più gravi, fatto che può avvenire nel giro di qualche ora e su dieci pazienti, almeno tre muoiono in breve tempo, tre durante il ricovero nei primi giorni di trattamento e tre invece vivono riportando danni permanenti di diverso grado a seconda del danno cerebrale che si è determinato a seguito dell’emorragia. Infine, tre pazienti su dieci, tuttavia, ha speranza di una guarigione completa.

Il trattamento

Il trattamento dell’aneurisma cerebrale può essere duplice, chirurgico, mediante tecniche diverse che consente allo specialista di raggiungere la sede della lesione una volta aperto il cranio ed evitando che l’aneurisma cerebrale riversi altro sangue oltre ad assorbire quello già presente. Esiste anche una tecnica meno invasiva che prevede l’uso di un catetere di dimensioni ridottissime inserito all’interno della circolazione venosa, in questo modo si riesce, dopo aver assorbito l’ematoma a ridurre l’aneurisma cerebrale.

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Mer 30/04/2008 da in ,

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Serena 25 maggio 2008 22:15

ciao, sono una ragazza di 16anni.da poki giorni ho saputo ke mio zio è in coma a causa di un aneurisma cerebrale. c’è qualche possibilità ke riesca a vivere?c’è qualke modo qualcosa ke si potrebbe fare per salvarlo.
spero in una risposta, aiutatemi a salvare una persona…

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LAURA 15 maggio 2010 16:07

Ciaqo Serena io sono una ragazza che ho avuto 2 aneurismi celebrali , 40 g di coma e, 1 anno di riabilitazione ora, sono passati quasi 6 anni da quel giorno maledetto mio marito mi ha pure lasciato perchè nn ero più come prima …queste cose lasciano dei segni …l’importante nn abbattersi mai …un abbraccio…Laura

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Franco Criscuolo
Franco Criscuolo 1 marzo 2011 12:11

STAI TRANQUILLA IO NEL 94 MI ANNO OPERATO ALLA ANEURISMA CELEBRALE ORA STO AL’85 PER 100 BENE AUGURI

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Simonetta Berti
Simonetta Berti 24 maggio 2011 18:14

ciao Serena,sono anchio una che ha avuto 2 aneurismi cerebrali,quasi 6 anni fa,ti posso solo dire che sino al momento del risveglio non si può sapere i danni che l’aneurisma può aver fatto e se li ha fatti bisogna vedere tutta la situazione clinica parlane con i medici sicuramente loro hanno una visione più completa,e ti possono aiutare ha capire.Ti sono vicina in bocca al lupo.

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Vittorio 13 giugno 2011 23:59

ciao serena anke mio nonno il giorno del suo compleanno ha avuto un aneurisma celebrale per fortuna e stato preso in tempo..qui all ospedale di manfredonia nn sn riusciti a capire sin dall inizio la sua malattia e addirittura volevano dimetterlo dall’ospedale.poi quando mia zia ha insistito x farlo ricoverare mentre gli stavano facvendo la visita ha rimesso e hA perso conoscenzA Ed e stato rianimato..loro poi subito dopo hanno kapito ke si trattare di un emoraggia celebrale e l’hanno trasferito immediatamentre a san giovanni rotondo da li il giorno ha eseguito un angiografia..e quindi nn hanno ritenuto importante operarlo a causa dell’eta (aveva 74 anni)ed e diabetico..l’embolizzaione e durata mezza giornata e dopo e stato in coma farmacologico x 3 giorni…appena svegliato era del tutto assente nn parlava nn conosceva nn camminava e nn riusciva a muovere il lato destro del suo corpo..oggi mio nonno pur prendendo un sacco di medicine è migliorato conosce tutti e ha solamente un piccolo problema ke grazie alla riabilitazione entro natale tutto sara risolto..nn riesce a tenersi in piedi ma cn l’aiuto ci riersce..insomma se la kava..abbi fede..ciao ciao serena!!

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Giuliano 26 maggio 2008 01:01

Ciao Serena,
che dirti, è difficile per i medici del posto formulare una prognosi, figurarsi fare supposizioni da qui; oltretutto uno stato di coma può dire molto e niente se non si capisce il tipo di coma cui è andato incontro un paziente, potrebe persino essere un coma indotto, quello cioè provocato con i farmaci su scelta dei medici in modo da mettere l’organismo in uno stato in cui è meno sottoposto a stress esterni di varia natura. Indipendentemente da questo particolare stato, tuttavia, dal coma ci si può risvegliare, non sarebbe certo il primo caso, dipende da tantissimi fattori, dai danni subiti in questo caso a causa della compressione cerebrale seguita ad un ematoma, ovvero un versamento di sangue che comprime il cervello e da tanti altri fattori che è inutile spiegare. Devi sperare, perchè a volte anche i casi più disperati possono evolvere al meglio, per lo meno, consentendo alla persona che ha subito il grave problema, una vita qualitativamente accettabile. Per il resto, fai sentire il tuo calore anche agli altri tuoi parenti che in questo momento soffrono come te e abbi fiducia nella medicina, sapendo che più di quanto i medici stiano facendo per tuo zio, non si potrebbe fare. Auguri, Serena.

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Denise 6 giugno 2008 11:10

2 giorni fa è morta mia nonna dopo 4 giorni di coma a causa di aneurisma cerebrle.avrebbe compiuto 77 anni tra qualche giorno.dopo aver accusato i primi malori è stata portata la pronto soccorso di zona,i qualihanno detto che si trattava di crisi ansiosa depressiva e le hanno somministrato dell ansiolin x indovena.l’abbiamo riportata a casa,è stata ricontrolata da un altro medico il quale sosteneva che la pressione era alta ma era ormai intontita dai farmaci.il primo malore lo ha accusato alle 11.45 ed è stata portata in ospedale,dopo varie sollecitazioni,alle 5 del pomeriggio.è entrata definitivamente in coma in autoambulanza.in ospedale hanno detto che l’aneurisma era situato in posto difficile da operare anche per via dell eta.l’abbiamo riportata a casa in attesa del miracolo alimentandola a flebo e ossigeno.e farmaci per non nn farle salire la pressione.mia nonna soffriva di pressione alta e non era costante nell assumere i farmaci.i primi giorni accennava qualche gesto cn la mano,cn il passare delle ore ore si spegnevano i suoi gesti e le funzioni dei suoi organi.solo il cuore ha pompato quasi fino alla fine cn battiti da 140 al micnuto,x 12 ore quasi.lamia domanda è:la somministrazione di ansiolin ndovena ha peggiorato la situazione?se fossimo andati subito in ospedale,con medici piu competenti,avremmo potuto salvarle la vita?recentemente era stata visitata da uno dei migliori neurologi della zona,e nn solo,il quale le ha fatto fare una RM.è possibile che nn si sia accorto di nulla?i mal di testa e il senso di confusione che accusava, icapillari delle braccia che scoppiavano erano sintomi?o erano solo normali conseguenze della pressione alta?un esame x controllare la circolazione avrebbe evidenziato qualche sintomo di allarme?cordiali saluti,Denise di palermp

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Giuliano 6 giugno 2008 12:55

Rispondo a Denise,

non si crei alcuna colpa riguardo al problema accaduto a sua nonna; se si fosse trattato di aneurisma, ma potrebbe essere stato provocato il tutto anche da un’emorragia cerebrale dovuta ad ictus o qualsiasi altro accidente vascolare, in un soggetto iperteso da molto tempo e di quell’età, le possibilità di risolvere un evento del genere sono davvero quasi nulle.
Il fatto di aver somministrato l’Ansiolin in vena, ovvero un ansiolitico, non ha alcuna rilevanza ai fini di un peggioramento della patologia, evidentemente lo stato di sua nonna era tale che solo il ricorso ad un ansiolitico poteva contribuire a farla stare più tranquilla. Inutile dire che se l’aneurisma era posto in una zona difficilmente raggiungibile le possibilità di intervenire in un soggetto in così precarie condizioni di salute sono quasi nulle e insistere con interventi chirurgici lunghi e complicati sarebbe stato inutile accanimento terapeutico, così come non credo che la tempestività del ricovero, più di quanto era ragionevolmente possibile fare,avrebbe sanato la situazione.
Riguardo alla Risonanza magnetica cui è stata sottoposta sua nonna, ciò fa ritenere che la signora potesse aver sofferto di problemi vascolari o cerebrali che giustificavano tali accertamenti, sicuramente patologie di non certo facile approccio clinico-terapeutico e di una certa gravità ed in quella sede e questo potrà contribuire a farla stare serena, non era possibile accertare un aneurisma se non ricercato ma per farlo bisognava che ci fosse stato almeno un sintomo che facesse propendere per la ricerca della grave patologia, dunque è normale che non si siano accorti di ciò che di fatto era impossibile vedere. Il mal di testa, la confusione mentale che riferisce riguardo a sua nonna, in soggetti anziani, affetti, probabilmente da multipatologie sono frequenti, spesso dovuti ad aterosclerosi con deficit neurologici dovuti ad un’infinità di problemi e non solo ad un eventuale aneurisma, che per’altro ancora non aveva dato i segni di un progressivo, ma in questo caso, improvviso peggioramento. I capillari delle braccia “che scoppiavano”, infine, non hanno alcuna correlazione con l’aneurisma , possono essere stati causati da disturbi circolatori del microcircolo, possibilmente per lo stato aterosclerotico di cui soffriva sua nonna, senza considerare altre eventuali cause, come ad esempio diabete o altre malattie del ricambio, se presenti.
Denise, si metta il cuore in pace, per quanto triste doverlo ammettere, a volte è proprio la morte a mettere fine ad indicibili sofferenze come quelle che sarebbero potute derivare dopo un’aneurisma in soggetti che vi sopravvivano; alla fine, per quel che si intuisce, sua nonna deve aver sofferto molto poco e questo è quello che alla fine dovrà farla star meglio nel ricordo di quello che di grande ha lasciato dentro di lei.

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5 giugno 2009 22:59

Ciao, I’m Nicola mi è molto piaciuto questo tuo commento e ti chiedo gentilmente di darmi una tua opinione riguardo la mia storia. Mia moglie Stella, il 23\39, in pieno benessere sul luogo di lavoro, si è sentita male e, dopo aver accusato un forte mal di testa è svenuta ed è entrata in coma. Arrivati in ospedale e sottoposta a tac le veniva evidenziato un emorragia subaracnoidea con ematoma sottodurale acuto fronte temporale dx da rottura di un’ aneurisma dell’arteria carotide interna di destra. Niente male come diagnosi, non le pare.. Superate miracolosamente le prime ore grazie ad un delicato intervento chirurgico e ad un formidabile anestesista ( ero stato avvisato dell’esito incerto dell’operazione) mia moglie si stabilizza in coma, con drenaggio naturalmente. Mi scusi dimenticavo di dirle che mia moglie ha 42 anni e godeva del massimo della salute oltre a condurre una vita professionale e familiare intensa e stimolante, (donna commercialista con due figli di 11 e 13 anni). Passato il primo mese Stellina comincia lentamente a svegliarsi, sempre di più fino a raggiungere un livello di consapevolezza e concentrazione quasi normali. Purtroppo non può ancora parlare perchè tracheostomizzata e comunque ancora molto fluttuante in generale. Da circa 2 sett si trova al magnifico centro riabilitativo di Ud Gervasutta (siamo di TS)e ciò mi crea grande serenità ed enormi aspettive,e forse proprio questo mi crea ansia. Questo primo momento riabilitativo le crea grandi sofferenze fisiche e, correlate ad esse, anche psichiche dato che si sente impotente. Scusi se le chiedo, ma lei cosa pensa, quanto contano le cure mediche e la sua forza interiore,il danno cerebrale avuto e la capacità del cervello di creare nuovi percorsi connettivi, quanto tempo è utile per recuperare e quando poi esso invece diventa “cronico”. grazie cmq.

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Denise 7 giugno 2008 18:05

grazie per avermi risposto.vorrei porgerle qualche altra domand…nei primi due giornio di coma sembrava rispondere alle nostre richieste cn dei movimenti della mano destra.anzi,la muoveva molto spesso,tantoi da volersi togliere la mascherina.ma era coscente?ci sentiva?ha capito che stava soffrendo cosi tanto?grazie ancora

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Bruna 20 febbraio 2012 16:14

E che dire,.. difficile da saperlo, io il 13 agosto 2011, mi son sentita male, svenimento, vomito e tanto mal di testa, il mio compagno mi ha fatto il masssaggio cardiaco, la respirazione bocca a bocca, dopo di che, sono stata trasportata al pronto soccorso, a oggi, mi dicono che rispondevo come se fossi coscente, ma io non ricordo assolutamente nulla, mi è stata fatta una TAC ed è stato rilevato un Aneurisma che aveva sanguinato,
era URGENTE trasferirmi all’Osp. S.Croce di Cuneo , in questo Ospedale con l’angiografia sono stati scoperti 5 Aneurismi, mi son aggravata ancora di più, non era presente il medico che poteva curarmi, sono stata trasferita alle Molinette a Torino e il 15 Agosto questo Aneurisma è stato trattato con embolizzazione, sono stata in rianimazione, nuovamente riportata a Cuneo e il 28 Agosto provavo a camminare.
Il 19 settembre nuovamente in sala per un’altra embolizzazione e,
il 16 Novembre altro Intervento Chirurgico,con 9 ore di sala operatoria, qui oltretutto è stato scoperto che gli aneurismi in totale erano 6.
A oggi gli aneurismi “sistemati”, sono 3 e mezzo perchè con l’intervento chirurgico, 1 è stato sistemato e l’altro in quanto piccolo, gli è stato fatto una specie di muro di cinta.
Ora sono a casa lavoro 2/3 ore al giorno, faccio terapie per le braccia e le gambe che fanno male, quello che purtroppo non ha cure è la paura, forse è ancora presto.
All’Ospedale di Cuneo e alle Molinette in questo campo son molto bravi
P.S. dimenticavo ad agosto 2011 avevo 51 anni. e da quando son rientrataa casa non ho visto ne un abbracio o cmq nessun gesto gentile da parte del mio compagno

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Ste 20 settembre 2008 11:42

serena abbi fede un mese fa una mia amica era stata data per spacciata. i medici avevano detto che aveva poche speranze di uscire dalla sala operatoria viva e se avesse avuto una simile fortuna sarebbe rimasta offesa. E’ USCITA VIVA ED E’ TORNATA QUELLA DI PRIMA!!!

un augurio di pronta guarigione a tuo zio e un grosso abbraccio
ste

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28 settembre 2010 18:51

anche a mia mamma è successo!! un vero miracolo!! siamo felicissimi! non smettete mai di sperare e di avere fiducia nei medici!

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Marlene 26 settembre 2008 11:28

20 giorni fa una mia amica gli è scoppiato un aneurisma cerebrale è stata in coma farmacologico per 20 giorni, l’anno svegliata perche’ l’emerragia si è fermata ma continua ad avere ancora dei forti mal di testa sia con la risuonanza non riescono a capire da dove sia partita, i dottori dicono che sia una cosa congenita ma non è ancora fuori pericolo chiedo potrebbe ripartire l’emorragia? se non riescono a capire cosa possono fare i medici? ha solo 36 anni e ha due bambini piccoli sono molto preocuppata datemi una risposta sono molto preoccupata

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Giuliano
Giuliano 26 settembre 2008 12:08

Purtroppo nei casi di aneurisma cerebrale non è raro che si creino le condizioni per un’altra emorragia anche a distanza. Come ben le han detto i medici, probabilmente il problema è congenito ed in questi casi, generalmente, l’età d’esordio è intorno ai 30/40 anni ed oltre, c’è chi sviluppa tuttavia prima ancora la grave patologia.
E’ molto improbabile che i medici oggi non riescano a capire da dove parta l’emorragia, con i sofisticatissimi mezzi oggi in possesso della medicina, ad esempio la risonanza magnetica elicoidale e l’angiografia cerebrale, nei casi che gli altri sistemi siano risultati infruttuosi, si giunge quasi sempre alla diagnosi definitiva e si localizza il punto esatto da dove sia partita l’emorragia. Può invece darsi il caso che i medici stiano valutando l’opportunità di servirsi di altri esami diagnostici o che stiano studiando i rimedi sulla base di ciò che hanno in mano, provvedendo, in atto, nel possibile a curare la paziente per via delle serie conseguenze cui è andata incontro. Il fatto d’essere riusciti tutto sommato a fronteggiare l’emergenza è sicuramente positivo, se non’altro si sa che la sua amica presenta positività all’aneurisma e dunque per via del primo evento sarà monitorizzata anche per il futuro. E’ perfettamente normale che accusi i “mal di testa” per il semplice fatto che l’emorragia avrà formato un ematoma che occupa uno spazio che non dovrebbe invadere in ambito cerebrale ma anche in questo caso i neurochirurghi staranno agendo per il meglio provvedendo alla somministrazione di farmaci utili a riassorbire o meglio ad aiutare l’organismo a riassorbire l’ematoma. Così come bene sono a conoscenza della necessità di agire nel caso si rendesse necessario intervenire per provvedere alla rimozione chirurgica dell’ematoma stesso. Vista la giovane età della sua amica, le possibilità di recupero non dovrebbero mancare e, fatto importante, la paziente sarà messa quanto prima in grado di conoscere lo stato delle sue arterie cerebrali, in modo da prevenire, nei limiti delle umane possibilità, un accidente vascolare in futuro.
Cordialmente e auguri alla sua amica, Giuliano

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7 ottobre 2008 17:47

Ciao a tutti, avrei bisogno di un consiglio. Mia madre 17 anni fà è stata operata ben 2 volte di aneurismi cerebrali(con rottura) è stata sottoposta a interventi chirurgici e da allora sofrre di fortissime cefalee; abbiamo girato tantissimi centri ma con nessun effetto per poter alleviare queste cefalee. Ad ogni modo, l’anno scorso si è sottoposta ad un angiografia dove hanno riscontrato una ditazione aneurismatiforme, consigliandole di eseguire dopo un anno una ancio-tac per poter tener sotto controllo e vedere se questa dilatazione ha subito cambiamenti.Il mio dubbio è: con l’angio tac si possono avere la dimensioni della dilatazione per fare il riscontro con l’angiografia? Avrei bisogno di questo chiarimento, grazie in anticipo. Cristina

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Margherita 20 ottobre 2008 12:26

Salve, mio padre di 57 anni, in data 10/08/2008 è stato ricoverato per episodio di amnesia, disorientamento S/T e aurea con gastralgia senza emesi. Da controlli (TAC, RM cerebrale e Angiografia)gli è stato diagnosticato un aneurisma gigante dell’arteria silviana di sinistra e un altro piccolo aneurisma sacciforme non rotto all’origine dell’arteria pericallosa di destra. In data 01/09/2008 si è eseguito l’intervento di clipping aneurisma di sx, il decorso operatorio si è complicato dalla comparsa di vasospasmo. Ad oggi è in riabilitazione, ci sono stati miglioramenti per quanto riguarda i movimenti e la porola ma ancora è molto disorientato e con molta probabilità non ha ricordi. Vi prego ditemi se mio padre tornerà quello di una volta.
Saluti Margherita

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Giuliano
Giuliano 20 ottobre 2008 20:58

Salve Margherita, i sintomi che accusa suo padre potrebbero esseri messi in relazione con il fatto ischemico che si è determinato per via della compressione cerebrale avvenuta a causa dell’ematoma provocato dall’aneurisma; il vomito encefalico o comunque una sintomatologia gastrica come quella descritta confermerebbe tutto ciò
Così come accade nei casi di ictus, magari complicati da un’emorragia cerebrale, il paziente nella fase della riabilitazione accusa gli stessi sintomi riferiti da suo padre, disartria, ovvero impossibilità di parlare, difficoltà di concentrazione, confusione mentale, disturbi della deambulazione e cambiamenti del comportamento. Nel caso del suo congiunto però io sarei ottimista, innanzitutto per il fatto che suo padre è molto giovane e, dunque la distruzione neuronale è tale che la riserva ancora a disposizione dovrebbe essere sufficiente per riprendere se non appieno almeno in maniera accettabile le normali funzioni e, pertanto, non mi sembrerebbe del tutta remota la possibilità che nel tempo suo padre riprenda, al proseguire dei programmi di riabilitazione, buona parte delle sue funzioni normali. Del resto mi pare che lei stessa ammetta di aver constatato dei miglioramenti, dunque, penso che possa nutrire ragionevoli speranze. Ci faccia sapere e auguri Margherita

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Margherita 30 ottobre 2008 10:53

Grazie innanzitutto per la risposta!!!
Domani mio padre verra’ sottoposto ad Angio Tac. Negli ultimi giorni, però ha avuto febbre; non si riesce a capire da dove provenga visto che gli esami di laboratorio sono nella norma e non si è trovato nulla neanche nell’urinocoltura. Penso che probabilmente si tratti di una febbre cerebrale, visto che gli è salita appena sospeso cortisone e antibiotico. Da 4 giorni hanno ripreso con la somminitrazione dei suddetti farmaci e la febbre è sparita. Vorrei sapere se tale situazione è grave e se potrebbbe provocare ulteriori danni .
Grazie Margherita

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Giuliano
Giuliano 31 ottobre 2008 11:29

Io non credo che la febbre accusata da suo padre sia grave; del resto proprio lei è riuscita a formulare un’ipotesi per’altro fondata circa le cause che l’abbiano potuta determinare. Se non si fosse sottoposto suo padre a quella batteria di esami, urinocultura per scongiurare infezioni urinarie da catetere, esami ematici i cui risultati potrebbero far propendere per un’infezione determinata da agenti patogeni opportunisti che approfittano della situazione di abbassamento delle difese immunitarie causate dalla malattia principale e dallo stato di allettato di suo padre, si sarebbe potuto pensare ad altro, ma stando così le cose, concordo con lei che debba esserci una causa a livello cerebrale.
Tale situazione potrebbe essersi determinata dal fatto che la compressione abbia interferito, forse, sulle funzioni dell’ipotalamo, una struttura che si trova nella zona centrale interna ai due emisferi cerebrali e che fra le diverse attività ha quella di regolare la temperatura corporea. Ne consegue che l’ematoma seguito all’ischemia cerebrale abbia interferito sull’organo perché localizzatosi a ridosso della struttura in questione. E’ un’ipotesi, visti i risultati negativi delle analisi eseguite, ma se così fosse, mi sembra che ci siano tutti gli elementi per poter pensare ad una situazione di reversibilità col ripristino delle funzioni fisiologiche, appena intervenuti per ridurre ulteriormente l’ematoma. Auguri per suo padre, un saluto

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Margherita 31 ottobre 2008 12:05

Come si deve intervenire per evitare l’espandersi dell’ematoma? Chirurgicamente o somministrando semplicemente farmaci?
Grazie Margherita

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Giuliano
Giuliano 31 ottobre 2008 12:30

Gentile Margherita, per ridurre l’ematoma si può intervenire in due modi, chirurgicamente, se il referto della Tac e/o della REM evidenziano particolari situazioni che ne consiglino il ricorso perchè da sola la terapia farmacologica non è sufficiente a dare risultati apprezzabili essendosi localizzata la sede dell’ematoma in strutture difficili da raggiungere. Il ricorso alla chirurgia, che poi è microchirurgia, è altresi indicato quando l’ematoma è di vaste proporzioni e interferisce in maniera sensibile sulle funzioni cerebrali. La terapia farmacologica a base di sostanze antiedemigene, in particolar modo, può essere la prima via intrapresa dai medici nei casi in cui l’ematoma non rappresenta un pericolo immediato per la vita, oppure nei casi di ematoma di ridotte proporzioni, o ancora, può essere un primo protocollo terapeutico in attesa di proseguire con un più energico trattamento in attesa di assistere alla progressione della patologia verso un’eventuale ripristino delle funzioni primarie.
C’è anche da considerare che spesso ci si orienta sui farmaci per rendere, successivamente, meno gravoso l’operato della chirurgia effettuata in secondo momento.Deve anche tenere presente che la terapia farmacologica accompagna sempre un paziente già trattato chirurgicamente

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Margherita 4 novembre 2008 10:16

Gentilissimo Giuliano, volevo informarla che giovedì prossimo mio padre verrà dimesso dal centro di riabilitazione. L’ultima Angio RM dice che la situazione è stabile e che l’edema non si è ancora riassorbito, occorrerà ancora un pò di tempo. Sono contenta che ritorni a casa, ma ho una gran paura che questa decisione possa essere pericolosa. Ovviamente continuerà a fare fisioterapia e logopedia a casa con l’aiuto di un esperto. La cosa che mi avvilisce di più e che nell’angiografia è stato visto un altro piccolo aneurisma sacciforme di 2,5 mm x 2 mm sull’arteria pericallosa di destra. Cosa pensa in merito? mi scusi se continuo ad assillarla, ho bisogno di sapere, di conforto! Grazie per la disponibilità

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2 novembre 2008 22:28

Ciao Serena, ti posso solo augurati infiniti auguri di cuore. Io sono Sandro e ti scrivo dalla provincia di pesaro-urbino. Nel giugno 2007 sono stato operato ad Ancona di aneurisma cerebrale, Sono stato im coma farmacologigico una decina di giorni e in rianimazione altri 10 giorni. Purtroppo dopo 5 mesi di ospedale e centri ri riabilitazione, ho perso l’uso del braccio sinistro e pure l’uso della mano sinistra. Quello che più mi manca è il lavoro, sono ragioniere. Ringrazio comunque DIO che mi tiene ancora in vita,anche se a volte ti devo ammetterere che è molto difficile ed ancora non l’ho accettata qesta mia menomazione fisica, ma poi penso a quelli che stanno peggio di me e mi faccio coraggio. Auguroni. Sandro di Fermignano.

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Sandro 2 novembre 2008 22:44

Mi chiamo Sandro e scrivo da una cittadina vicinissima ad URBINO. Nel giugno 2007, sono stato colpito da aneuisma cerebrale e dpo 5 mesi di ospedale e centri di riabilitazione, ho perso l’uso sia del braccio che della mano sinistra. Sono oramai invalido civile rinosciuto da una commissione medica al 100 per cento. Quanto è duro vivere in questa condizione. Io ancora faccio molta fatica ad accettarla. Facci a tutti infinitiauguri di cuore e se qualcuno credente, di pregare Dio e la Madonna, perchè state pure certi che ascolta le vostre preghiere. Abbiate fede.Se qualcuno puo’ o conosce invece come uscire dalla mia situazione ne sarei molto grato. Al momento, vi prometto che preghero’ per i vostri cari.

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Simonetta62 firenze 13 novembre 2009 22:11

ciao Sandro mi chiamo Simonetta e pure io nel sett 2005 sono stata colpita da aneurisma cerebrale operata e so quanto è dura convivere con le conseguenze ero in carrozzina la parte sx persa e ancora non ripresa del tutto,ti posso solo dire fisioterapia fisioterapia non smettere tieni duro il pensiero di come stavi bene rimarrà dentro di te. credi in te nelle tue possibilità farai passi piccoli ma importanti.

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Giuliano
Giuliano 4 novembre 2008 12:26

Mi pare di capire, Gentile Margherita, che i medici non hanno ritenuto, almeno in questo momento, di dover intervenire chirurgicamente su suo padre e che attendono che l’edema si assorba con il ricorso alla farmacologia. L’edema si riassorbirà nel tempo, di questo ne sono certo e, via,via, che diminuirà di volume eserciterà sempre una minor compressione nei tessuti ove è localizzato e questo consentirà un maggior recupero delle funzioni di suo padre.
Non credo che se i medici hanno ravvisato l’esigenza di dimettere suo padre l’abbiano fatto senza tenere conto di eventuali complicazioni; il fatto che suo padre potesse restare ricoverato ancora a lungo, senza motivo, serviva più a lei che a lui, perché la faceva stare più tranquilla ma con le dimissioni, come lei stessa riferisce, non significa per nulla abbandonare il paziente, stante il proseguimento di tutte quelle pratiche mediche e non, già iniziate in reparto. Anzi, il fatto che suo padre si riveda nel proprio ambiente accolto in casa col calore della propria famiglia e col suo grande affetto dimostrato, non può che fargli bene. Riguardo quanto riferito a proposito dell’esito dell’angiografia (piccolo aneurisma sacciforme di 2,5 mm x 2 mm sull’arteria pericallosa di destra ), generalmente questa condizione non è del tutto insolita, la predisposizione ad andare incontro ad aneurisma da parte di suo padre c’era e c’è, ma a differenza del primo accadimento che gli ha fatto rischiare la vita, oggi i medici sono a conoscenza di questo fatto clinico e le loro terapie sono orientate verso e non solo il monitoraggio di queste condizioni patologiche, ma mettendo in atto tutte quelle terapie, associate a stili di vita adeguati, al fine di prevenire nel tempo pericolose ricadute, tant’è che, a parte il proseguimento delle terapie farmacologiche da seguire al proprio domicilio, suo padre sarà fatto oggetto di controlli periodici al fine di poter essere sempre messo a conoscenza di qualsiasi variazione del suo stato fisico, anche alla luce del riscontro delle analisi e referti che andrà a compiere.
Io sarei ottimista, ciò non toglie che laddove dovesse notare qualche cambiamento dello stato generale del suo congiunto, sarà suo compito allertare subito i medici che l’hanno avuto in cura e insieme con loro si faccia seguire in questa fase importante del recupero delle funzioni.
Spero di esserle stato d’aiuto, mi piacerebbe conoscere il suo pensiero a proposito di questo sito e se ritiene di poterlo consigliare anche ad altri. La ringrazio, a presto, Giuliano

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Margherita 10 novembre 2008 16:08

Gentile Giuliano, mio padre è tornato a casa da giovedì, purtroppo continua ad avere forti problemi cognitivi e non fa altro che lamentarsi e piangere. Volevo raccontarle un episodio che si è verificato più volte in questi giorni: quando sente lo stimolo di andare in bagno lui va ai piedi del letto e la fà, poi si rende conto di quello che ha fatto e piange ripetendo all’infinito voglio morire! Come mai ha questo tipo di comportamento? Passerà quando l’edema si sarà riassorbito? C’è possibilità che non si riassorba? Grazie infinitamente.
Volevo risponderla a proposito del mio pensiero su questo sito: lo trovo davvero interessante ed esaustivo. Purtroppo non tutte le malattie si conoscono, ed è insufficiente l’informazione che si ha su questo tipo di patologia, devo dire che grazie a questo sito sono riuscita a darmi un pò di spiegazioni anche se ancora oggi non so come devo comportarmi di fronte a un paziente che conserva i postumi di un intervento così delicato quale l’aneurisma cerebrale.
Margherita

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Raffa 8 novembre 2008 16:26

salve mi chiamo raffaella ed ho un’amica che ha avuto un’aneurisma cerebrale da 10giorni.ora è a casa ed è fuori pericolo…il suo lavoro nel cinema non potrà per ora riprenderlo, troppo stress. la vita di una persona che ha subito questo tipo di “malattia”è sicuramente molto limitante, mi chiedo: gli è riconosciuta una forma di handicap?dipende da caso a caso?dove può rivolgersi per saperne di più su come tutelarsi e vivere meglio?grazie

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Giuliano
Giuliano 10 novembre 2008 17:01

Preg,ma Margherita,
al suo posto sarei oltremodo ottimista, suo padre non solo ha conservato lo stimolo ad urinare, si alza e urina, segno che, come vede, le facoltà principali sono preservate. I disturbi cognitivi diminuiranno al decrescere della consistenza dell’ematoma, stia serena. Piuttosto proprio perché comincia a prendere coscienza di una situazione del tutto diversa da quella vissuta prima della malattia, suo padre mostra i segni latenti di un probabile stato depressivo da mal’adattamento e la cosa mi pare del tutto ovvia,se come conseguenza a tutto ciò reagisce con il pianto e lo stato di prostrazione, mi sembra del tutto normale. Ne parli coi medici perché simili situazioni sono diffuse anche dopo un ictus, probabilmente adotteranno una terapia ad hoc anche di fronte a queste manifestazioni la cui causa è sempre quella ascritta all’ematoma che provoca dei veri e propri corto circuiti a livello neuronale istaurando sovente forme di tipo ansioso depressivo.. Ma anche il fatto che suo padre abbia tali risposte emotive è l’evidenza che fa ben sperare. Mi faccia ancora sapere.

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14 novembre 2008 18:38

ciao ho 17 anni e domenica 9-11-08 mio padre ha avuto un’emoragia celebrale causata da un aneurisma.
lo hanno addormentato in pospedale ed ora si è svegliato e parla…
spero che non abbia riportato danni celebrali

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larissa
Larissa 15 novembre 2008 21:33

questo articolo è stato a mio dire alquanto esaustivo…
è triste notare come ciascuno di noi, a nostra indsaputa, possa essere soggetto a questa patologia.
ho letto tute le risposte di giuliano, molto chiare e professionali. ho letto le vostre sotrie, quella di serena, di margherita, di sandro…
auguro a tutti voi tanta salute, proprio come il nome del sito…
e colgo l’ occasione per rivolgere a giuliano una domanda.
esiste una correlazione genetica della malattia?!

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Giuliano
Giuliano 15 novembre 2008 22:27

Ciao Larissa, sicuramente si, posto che la malattia se vogliamo considerarla tale è congenita, sembrerebbe potrebbe esserci una origine genetica ed una predisposizione familiare a questa sorta di malformazione che è quasi sempre ritenuta fin dalla nascita e che si manifesta nel tempo e nei termini descritti nell’articolo. Questo fatto può anche essere la futura strada diagnostica per intervenire prima che il fatto si manifesti in tutta la sua gravità

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Cinzia 1 dicembre 2008 19:50

Mia cugina Concetta, 39 anni, domenica scorsa ha iniziato ad avere dolori fortissimi di testa e vomitava spesso. Due giorni dopo non si reggeva in piedi e continuava a vomitare ed è stata condotta al pronto soccorso. Lì, da veri incompetenti, le hanno diagnosticato una semplice forma influenzale. Tornata a casa (sottolineo che non si reggeva in piedi e piangeva per i dolori) continuava a stare male e in tarda mattinata la situazione è degenerata. Le hanno diagnosticato un aneurisma celebrale e una trombosi alla vena centrale del cervello. I primi 2 giorni era in coma farmacologico, ma da 4 è in coma naturale! Siamo tutti disperati, soprattutto la sorella gemella. I medici non sono chiari e dicono che più passano i giorni e più c’è speranza che possa sopravvivere.Ma con quali conseguenze? Non reagisce ad alcuno stimolo e oramai è in coma da 6 giorni! Cosa ci dobbiamo aspettare? La situazione è disperata! Per favore, rispondetemi! Grazie. Cinzia.

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Marco 11 dicembre 2008 22:54

Un mio amico e collega oggi è stato ricoverato e operato d’urgenza per aneurisma cerebrale. Ora è stato messo in osservazione e si è in attesa di notizie.
Purtroppo, dalla sua separazione, ha cominciato a condurre una vita sempre più sregolata, malgrado i rimproveri (anche duri!) di tutti noi amici e colleghi. Fumava parecchio, beveva, era spesso fuori di notte e mangiava e dormiva ad orari sballati.
In questo caso mi sembra che la causa non sia genetica.
Scrivo questo perchè ho tanta rabbia dentro. Ha solo 44 anni. Perderà il lavoro? Riconoscerà suo figlio?
Non so nemmeno cosa chiedere.

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Lucia 15 dicembre 2008 14:27

Ciao, 3 giorni fà la sorella di una mia cara amica è entrata in coma naturale a seguito di un aneurisma cererale. E’ stata sottoposta ad un intervento chirurgico, ora è in rianimazione ed è senza calotta cranica. Come potrà vivere questa ragazza qualora riuscisse a uscire dal coma? Quale potrà essere il suo stato? Grazie.

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Giuliano
Giuliano 15 dicembre 2008 16:20

Gentile Lucia,
così è difficile ipotizzare qualsiasi cosa, occorre però dire che la necessità di lasciare la paziente priva della calotta cranica è dovuto al fatto di avere il campo operatorio pronto nel caso si manifestasse l’opportunità di agire tempestivamente. Il coma che lei riferisce inoltre potrebbe essere stato indotto farmacologicamente ed in questo caso la ripresa non verrebbe del tutto compromessa. Per il resto per parlare di vera e propria ripresa bisogna constatare i danni che la patologia ha arrecato al paziente, fermo il fatto che non è raro il caso in cui, al di là dell’iniziale stato clinico grave del malato, si possa assistere ad un lento, progressivo, sia pure parziale ripristino delle funzioni

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Cristina 3 gennaio 2009 12:56

Caro giuliano.. sn una ragazza di 18 anni.Sono molto ansiosa soprattutto ho molta paura delle malattie,sn stata da sempre una ragzzaemotiva infatti da qualche tempo orendo degli ansiolitici che adesso sto diminueno fino a toglierli. Ultimamente ho dei forti mal di testa a botti, nausea, tachicardia, stanchezza, e anche formicolio in testa ecc! ho fatto le analisi al sangue ma va tutto ok, ho fatto anch l’elettroencefalogramma e l’elettrocardiogramma e l visita neurologica ma non mi hano riscontrato assolutamente niente anzi i dottori mi hnjno dtt che sn in piena saluta è solo la mia solota patologia emotiva magari dovuta al farmaco k sto togliendo. Io però nonostante ciò ho molta paura per qst sintomi strani chge ho e vorrei un suo parere.. Magari fare una tac per l’encefalo.. mi dia unconsiglio. grazie mille
Cristina..

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Marì 6 gennaio 2009 16:59

ciao sono maria rita, da GIOIA TAURO,RC.
2 giorni fa mia cugina è svenuta dopo un forte mal di testa e vomito. aneurisma cerebrali dicono i dottori. da allora è in coma indotto per evitare qualsiasi tipo di stress esterno.
due ore fa è stata trasportata con l’elicottero a catanzaro perchè a reggio mancavano le attrezzature per sottoporla ad una specifica operazione.
siamo tutti in ansia e a quest’ora sarà già sotto i ferri dei dottori.
non sappiamo più cosa pensare…
è giovane ha una vita davanti…e due bambini di cui una piccolissima…
qualcuno mi dia almeno un conforto per poter continuare quest’agonia…..

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8 gennaio 2009 16:50

Ciao a tutti, mia zia qualche giorno fa ha avuto un aneurisma celebrale. la fuoriuscita di sangue è stata lieve ma a “spruzzo”, quindi il sangue comprime delle parti del cervello. I medici dicono che una “goccia” di sangue si è appoggiata sulla carotide e devono operarla, prima per chiudere definitivamente il vaso che ha subito l’aneurisma e poi c’è da sistemare la carotide…che conseguenze potrebbero esserci?
Infine una cosa importantissima due anni fa ho perso una zia a causa di un aneurisma celebrale, è stato così violento che è morta subito, adesso è toccato ad un altra sorella…Mi chiedo che esami posso far fare a mia madre dato che sono tutte sorelle e sono terrorizzata che possa capitare anche a lei.

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10 gennaio 2009 20:39

salve,mio marito di 48 anni mercoledi’ sera ha avuto una vasta emorragia cerebrale con rottura di un aneurisma congenito silente.e’ stato operato e clampato l’aneurisma.l’intervento e’ riuscito ma ora e’ la fase più critica .e’ in coma farmacologico e si speri che non subentri un vaso-spasmo.aiutatemi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Matteo 7 dicembre 2009 15:08

MIA NONNA HA LO STESSO PROBLEMA SOLO CHE NON E’ IN COMA SE TI PUO CONFORTARE SPERO CHE TUO MARITO GUARISCA PRESTO

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Pino 11 gennaio 2009 01:10

Un saluto a tutti, mia nipote una settimana fa, a ha avuto la lesione di un aneurisma celebrale, con conseguente perdita di conoscienza, da li intubata e conseguente coma farmacologico, dopo 48 ore è stata operata con radioneurochirugia non invasiva, dopo 24 ore di questi, ha subito un edema celebrale importante, fino a che la pressione celebrale e arrivata a toccare i 70(normalità 10-15), da qui si è fatto un tentativo estremo di salvarla optando per l’intervento chirurgico praticardo due grossi fori nella scatola della parte subfrontale, per dare sfogo alla pressione dell’edema. Adesso i medici parlano di una ischemia sulla parte frontale, quali saranno i danni e conseguenze? Ancora si parla di edema abbastanza importante, ce la possibilità di una ripresa? Considerando queste condizioni, quante possibilità ha di salvarsi? Chiunque, può aiutarmi a darmi una risposta a questi miei quesiti! Scusatemi, ma sono tanto triste, la mia nipote ha solo trent’anni e due bambini piccoli! Ringrazio anticipatamente……

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12 gennaio 2009 16:00

salve volevo una informazione su cosa potrebbe esser dovuta la presenza di una piccola ecchimosi 2 cm sopra il sopracciglio sinistro e continui mal di testa da premmettere che non c’è stata nessuna accidentale sbattitura di testa e che l’ecchimosi è presente già da tempo e sempre senza aver sbattuto e solo poco tempo dopo accompagnata da emicrania grazieee

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Roby 12 gennaio 2009 16:00

salve volevo una informazione su cosa potrebbe esser dovuta la presenza di una piccola ecchimosi 2 cm sopra il sopracciglio sinistro e continui mal di testa da premmettere che non c’è stata nessuna accidentale sbattitura di testa e che l’ecchimosi è presente già da tempo e sempre senza aver sbattuto e solo poco tempo dopo accompagnata da emicrania grazieee

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Giuliano
Giuliano 15 gennaio 2009 14:16

Difficile immaginare a cosa possa riferirsi la piccola ecchimosi di due centimetri posta sopra il sopracciglio sinistro; così, a spanne, sembrerebbe un piccolo ematoma dovuto ad una rottura di qualche capillare. Del resto Roby non specifichi da quanto tempo ti accorgi della sua presenza. Così come, potrebbe anche trattarsi di un piccolo emangioma capillare, ovvero una proliferazione dell’endotelio dei vasi, anche se per la verità questa manifestazione benigna solitamente è congenita. Nell’eventualità si trattasse invece di un ematoma causato da una rottura di vasi sanguigni capillari, in via ipotetica si potrebbe pensare ad eventuali sbalzi pressori che mostrano i loro effetti su qui vasi evidenziati e, sicuramente, più deboli ed esposti a questi traumi ed in questo caso il mal di testa cui ci si riferisce avrebbe motivo d’essere. Il consiglio è quello di farsi controllare dal proprio medico di famiglia

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Domy 20 gennaio 2009 01:02

Salve…sono 7 giorni che la mia dolce mogliettina mi ha lasciato, non riesco a capacitarmi..Aneurisma cerebrale..non ne sapevo nemmeno dell’esistenza di questo tipo di malattina…MA è MAI POSSIBILE CHE A 31 ANNI CON UNA SALUTE DI FERRO E MAI LAMENTATA DI NESSUN SINTOMO CHE CI POTESSE FAR ALLARMARMARE SCOMPARE COSì ALL’IMPROVVISO?? COSA POTEVO FARE????????? DATEMI UNA RISPOSTA VI PREGO………

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Laura 10 marzo 2009 00:14

NON CI SONO RISPOSTE….MIO MARITO 4 ANNI FA, AVEVA 30 ANNI E’ MORTO ALL’IMPROVVISO….LA CAUSA UN’ANEURISMA CELEBRALE.
IO ENTRAVO NEL QUINTO MESE DI GRAVIDANZA.
ANCHE QUESTA SERA CERCO UNA RISPOSTA CHE ANCORA NON HO TROVATO.

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Antonella 14 maggio 2010 01:55

ciao…. mi dispiace leggere queste cose,anche io non sapevo dell’esistenza di questa malattia fino al 2oo6 quando mia sorella a soli trent’anni ci ha lasciti…….se solo avesse avuto dei sintomi………

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ketty
Ketty 10 giugno 2010 13:10

anche mio marito il 5 06 2010 si e addormentato e non si e svegliato piu di colpo la mia vita e distrutta abbiamo 2 bambini si controllava sempre non sanno spiegarmelo neanche i medici forse aneurisma aveva 35 anni

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Giuliano
Giuliano 20 gennaio 2009 17:11

Gentile Domy,
che dirle, devo raccogliere un po’ di forze anche per risponderle, immagino il suo stato d’animo e capisco l’enorme disperazione che un fatto come quello accadutoLe possa arrecarle. Ha ragione quando dice che non riesce a capitarsi e chi mai potrebbe. Morire tragicamente all’età che aveva sua moglie, nel periodo dei sogni e dei progetti è drammaticamente difficile da accettare, per lo più quando non riusciamo neanche a dare una spiegazione all’accaduto. Mi auguro che Lei possa trovare quella forza che è in ognuno di noi e che vien fuori nel ricordo di chi si è amato facendole col tempo elaborare un così dolorosissimo lutto.

Riguardo alle sue domande sull’accidente vascolare riferito in questo caso all’aneurisma cerebrale, purtroppo tale grave patologia, anche se poi non si potrebbe neanche del tutto definire tale, è spesso priva di avvisaglie ed è perfettamente compatibile con la “salute di ferro” da Lei ricordata, anche perché, se mai avvisaglie ci fossero, in pochi casi, sono così sfumate e riferite a ben altra causa che è per lo più impossibile andarle a diagnosticarle in tempo se non con una serie di esami che generalmente non si fanno senza precise indicazioni cliniche.

Nel caso di Sua moglie, il problema che ha determinato, purtroppo, l’exitus, è stato estremamente rapido, concretizzandosi, quasi sicuramente, in una copiosa emorragia intracranica e conseguente ematoma che ha finito per toglierle la vita. Inutile dirLe che in questi casi nessun medico avrebbe potuto fare di più di quanto sarà stato fatto presso l’ospedale in cui si è ricoverata la sua compagna. Parliamo quasi sempre, nel caso di un aneurisma cerebrale di una condizione congenita, ciò significa che sua moglie si portava dalla nascita questo serio problema che è rimasto silente fino a quando una qualsiasi situazione insorta ha causato la rottura dell’arteria che ha determinato il peggio.

Gli eventuali piccoli e spesso impercettibili o quasi, sintomi a cui sarà andata la persona interessata, saranno stati riferiti, forse, a qualche mal di testa, a qualche capogiro sporadico che di certo non potevano presagire ciò che poi si è drammaticamente verificato.

In alcuni casi, quando l’emorragia è meno violenta ed abbondante, è possibile intervenire chirurgicamente o con l’impiego di quei farmaci in grado di arrestare l’emorragia e di ridurre, assorbendolo, l’ematoma, anche se c’è da dire che non sempre in questi casi i danni sofferti dal paziente lo conducono ad una qualità della vita del tutto accettabile, visto che c’è chi non si sveglia più dal coma, o chi soffrirà permanentemente di gravi handicap motori o relazionali.

Pertanto, gentile Domy, non si scervelli più di tanto e, soprattutto, non abbia sensi di colpa, l’aneurisma cerebrale è una condizione clinica fra le più gravi e le più subdole ed insidiose e molto difficili da diagnosticare quando si sta bene.

Per qualunque cosa, siamo qui tutti a rispondere a ciò che vuol chiederci e intanto le rinnovo il mio cordoglio per quanto di così grave accadutole.

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Sabrina 27 gennaio 2009 10:55

salve, anche a mio marito è successa la stessa.aveva solo 48 anni, salute di ferro ,una giornata come tante…tornato dal lavoro ad ora di pranzo,usciti insieme con i bambini, di solo 11 e 3 anni…tutti e quattro insieme a fare la spesa…dopo cena all’improviso si è sentito male.di corsa in ospedale e trasferiti al policlinico umberto I° dove è stato operato…ed è rientrato in sala operatoria per ben due volte a causa di un aggravamento al settimo giorno post intervento…ma dieci fiorni fa…non ce l’ha fatta…ci ha lasciati…ed io mi sento persa a 38 anni.non lo vedo, non lo sento…come devo fare??

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Gian 13 ottobre 2009 10:07

ciao a tutti io sono stato operato per aneurisma cerebrale 7 mesi fà mi davano per spacciato ma ne sono uscito con i miei piedi dall’ospedale solo che non mi sento la persona di prima non riesco a stare allungo tempo in piedi sento affaticamento anche salendo le scale midomando e possibile che il mio corpo ne abbia risentito?

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10 giugno 2010 16:16

ciao giuliano sono ketty volevo domandarti se con questo problema si puo morire in 5 minuti senza capire cosa stia succedendo senza avere il tempo di arrivare in ospedale solo chiudere gli occhi diventare subito cianotico stringere i denti e non svegliarsi piu a 35 anni rispondimi grazie

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Lina 22 gennaio 2009 21:23

mio cugino di anni 46…ha avuto un aneurisma celebrale ke l’ha costretto ad un coma farmacologico ormai da 42 gg. I dottori han tentato di risvegliarlo più volte ma sono stati costretti a riprendere il coma per nuove complicazioni come l’aumento eccessivo della pressione arteriosa.
successivamente alla manifestazione dell’aneurisma ke lo ha portato alla totale perdita di conoscenza sono giunti nuovi problemi, sia al polmone ke al fegato e al rene con una forte presenza di sangue nelle feci.ci sono possibilità di guarigione? le cose sono correlate? c’è un centro medico specialmente idoneo in queste circostanze? Le sarei molto grata nel ricevere una sua risposta al + presto visto ke siamo in uno stato di disperazione visto che è la prima volta che ci capita di trovarci in una situazione del genere.

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Giuliano
Giuliano 23 gennaio 2009 10:16

Gentile Lina,
lo stato di allettamento cui versa Suo cugino potrebbe avere determinato i problemi manifestati al polmone, in primis, anche se non specifica l’eventuale danno subito dall’organo, ma sovente la posizione costretta per giorni finisce con il limitare la funzionalità di questi organi che si predispongono, anche solo per questo, ad eventuali infezioni, quali, ad esempio polmoniti e/o broncopolmoniti. Il danno renale, probabilmente ascrivibile a quadri di nefropatie vascolari o insufficienza renale potrebbe essere la conseguenza diretta dell’ipertensione arteriosa determinatasi a seguito dell’aneurisma cerebrale esacerbatosi, a Suo dire, durante il ricovero stesso. Il danno al fegato, infine, potrebbe essere stato provocato in forma indiretta dallo stesso aneurisma a seguito della liberazione di tutti quegli enzimi epatici seguiti al fatto ipertensivo e alla conseguente emorragia cerebrale che si è determinata.
Ne consegue che il quadro clinico non sembra molto tranquillizzante, non tanto per gli effetti riflessi agli organi appena citati, quanto invece per il fatto di non aver potuto fino adesso stabilizzare i paziente da un punto di vista neurologico dove parrebbe sussistere un grado di sofferenza cerebrale impegnativo che non consente, fino adesso, la scelta di un trattamento adatto per affrontare al meglio il quadro clinico.
Non resta che aspettare gli eventi, sicuri che i medici si stanno adoperando al meglio per cercare di risolvere la situazione, azzardare un’ipotesi di guarigione è davvero arduo, tant’è che mi pare di capire che neanche i medici che hanno in cura il Suo congiunto riescono a formulare fino adesso una prognosi definitiva circa il decorso clinico del paziente.
In linea generale si puo’ dire che se l’ematoma non ha danneggiato in maniera irreversibile particolari aree cerebrali il danno potrebbe essere circoscritto e il paziente riprendere una vita qualitativamente accettabile, ma ciò si vedrà in seguito così come saranno esami come Tac e RM a poter delineare un quadro più preciso della situazione venutasi a determinare.
Centri medici idonei a fronteggiare tali situazioni sono afferenti al danno subito dal paziente; tenga presente che al reparto di neurochirurgia, dove sicuramente sarà ricoverato il Suo congiunto, conoscono molto bene il trattamento da adottare in acuto ed è quello che stanno facendo e a quanto pare al meglio, oltre a indirizzarla domani presso un centro di riabilitazione idoneo per fronteggiare tutte quelle situazioni insorte e sperare così in un recupero, sia pure parziale, a volte, delle funzioni compromesse.
Ci faccia sapere e auguri per Suo cugino.

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Titti 24 gennaio 2009 13:02

Salve, un ragazzo di ventuno anni è stato colpito da aneurisma cerebrale 5gg fa. All’inizio accusava forte mal di testa e vomito. È stato operato e si trova in coma farmacologico, ma da ieri ha un’emorragia continua. Questo è quanto mi è stato detto da un familiare. Come mai non si riesce a fermare l’emorragia? E questa secondo lei quali danni può causare? So che le informazioni sono poche, ma spero che possa dirmi qualcosa in merito. Spero con tutto il cuore che si possa salvare!…Grazie.

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29 gennaio 2009 15:48

Stanotte purtroppo dopo quasi 50 gg di coma farmacologico conseguente ad un aneurisma cerebrale…mio cugino è venuto a mancare!

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Roberto 29 gennaio 2009 16:33

Ho hatto una risonanza magnetica alla testa per un problema diverso. Mi hanno trovato un sospetto piccolo aneurisma. il 3 febbraio faccio la TAC. Ho 42 anni. Se fosse un aneurisma posso curarlo. Che prospettive di vita ho. Ho una bimba di 7 anni la vedrò crescere. Potrò lavorare?

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Mirko 29 gennaio 2009 16:47

Salve,mia cugina all’incirca ha 17 anni e 8 mesi fa,è stata operata a causa della improvvisa rottura di un aneurisma cerebrale.L’intervento è riuscito ottimamente,ma purtroppo il braccio e la gamba sinistra erano rimasti paralizzati.A distanza di otto mesi,la situazione è migliorata in quanto ora cammina anche se molto lentamente e con un passo falciante.Per quanto riguarda il braccio la situazione è simile,ovvero riesce a fare sopo piccoli movimenti,riesce a chiuderla(un po) ma non ad aprirla.La domanda che mi pongo quotidianamente è se tornerà la ragazza vivace e piena di vita che era fino a prima dell’operazione.Tutti dicono che essendo molto giovane si risolverà tutto…ma fino a quanto tempo dopo si possono ottenere miglioramenti?sono gia passati 8 mesi.Vi prego di rispondere nel modo piu sincero possibile.Colgo l’occasione per fare i miei piu sinceri auguri di una pronta guarigione a tutte le persone che si trovano a dover combattere con questa maledetta malattia.Grazie

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Giuliano
Giuliano 29 gennaio 2009 18:14

Gentile Roberto,
non specifica l’indicazione clinica che ha reso necessario il ricorso alla RM, in ogni caso l’individuazione del “ sospetto piccolo aneurisma” si può rivelare preziosa, perché a questo punto i medici saranno in grado di agire per tempo, potendo scongiurare l’eventualità di un’emorragia intracranica. Si affidi con fiducia a loro, dunque e seguendo le loro indicazioni avrà le normali prospettive di vita che avrebbe avuto senza la presenza di questa patologia, potrà lavorare e vedrà crescere la propria bambina. Ma ripeto, non trascuri mai per nessuna ragione i consigli e le indicazioni tutte che le daranno i medici che la seguiranno!
Un saluto

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Sabrina 5 febbraio 2009 15:56

ciao giuliano…come vedi ho scritto qualcosa gia’ in precedenza e quindi gia’ saprai cosa è successo a mio marito.a me ed i nostri bimbi è crollato il mondo addosso….un saluto…sabry

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Maria 30 gennaio 2009 11:24

salve a tutti mi chiamo Maria e il 17 Gennaio ho perso mio marito per un aneurisma, aveva 34 anni,una salute di ferro eppure se ne andato in un atimo senza accorgersi di nulla. La mia vita da quella sera è distrutta,non riesco a darmi pace del perchè sia successo propio a lui.

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Sabrina 30 gennaio 2009 15:57

carissima maria chi ti scrive è sabrina.non sai quanto io ti possa capire perchè in quello stesso giorno anche io purtroppo ho perso mio marito di solo 48 anni……per lo stesso maledetto motivo.io ho 38 anni ed abbiamo due bambini di 11 e 3 anni…un maschio ed una femmina…la pace non me la do’ neanche io…mi sembra di vivere in un incubo…ma questo incubo è successo proprio a me…o meglio a lui!!!ti abbraccio forte …non sai quanto…ma la vita è proprio un terno al lotto!!!baci sabry!!!

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Sabrina 20 febbraio 2010 12:50

Save Marie e Sabrina, io lo scorso mese ho perso improvvisamente mio marito a causa di un aneurisma celebrale. Stavamo scherzando dopo aver messo a letto i bimbi e… hai!! Tutto e’ successo improvvisamente, dopo 3 ore era in coma, dopo 12 giorni di agonia ci ha lasciato. Ho due bimbi di 4 e 7 anni. Credo che Dio avesse un grande progetto e ha vuluto un uomo un padre e un marito speciale come lo e’ stato Lui. Dobbiamo andare avanti, con speranza fiducia e tenacia, solo cosi’ i nostri figli raggiungeranno la serenita’. Vi abbraccio, Sabrina

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Maria 31 gennaio 2009 09:32

Ciao sabrina,sono Maria ho letto adesso la email,mi dispiace per quello che ti è anzi che vi è sucesso,ti capisco bene anche io ho due figli un maschio di 7 anni e una femmina di 16 mesi, ed io ne ho 30 e quando li guardo mi viene un magone allo stomaco perchè penso che cresceranno senza l’amore di un padre e perchè con tante persone maledette sia toccato propio a lui, questa è una domanda che mi faccio è continuamente ma la risposta non c’è e vivi giorno per giorno con l’angoscia ed il dolore. Be ora devo andare se ti fa piacere puoi scrivermi un bacio grande grande ciaoooo….

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Sabrina 31 gennaio 2009 15:08

ciao maria…certo che mi fa piacere scriverti e se vuoi rimarremo in contatto qui fino a quando lo vorrai.questa e’ la domanda che ci facciamo tutti e soprattutto io e te:perchè proprio a lui?anche io guardo in viso i nostri figli e mi faccio la stessa domanda…ma allo stesso tempo devo e devi anche tu dare la forza a loro facendogli capire che hanno una mamma che sar’ anche un ottimo papa’!!!un bacio grande…a presto…quando vuoi!!!sabry!!!

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Maria 3 febbraio 2009 12:30

Ciao Sabry, sono Maria, come sta andando? A me male, non riesco a capacitarmi, anche questa mattina sono andata al cimitero,ormai è diventato un chiodo fisso.Non so per te ma per me è l’unico momento per stare un po insieme con lui, anche se non è come avrei voluto esserci.Ti mando la mia email cosi puoi scrivermi quando vuoi.teoenanna@alice.it ti mando un grosso bacio e un forte abbraccio, mi raccomando srivimi preso…….

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3 febbraio 2009 18:26

ciao maria…a me va male…punto!!!a differenza di te… non mi aiuta l’andare al cimitero…perchè per me non è lì che si trova!!!oggi ho ricominciato il lavoro…ed anche qui non va bene affatto…la mia email è sab.dic@virgilio.it.a presto

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Sabrina 28 aprile 2010 18:33

Ciao mi chiamo Sabrina, leggo quello che avete scritto e mi scendono le lecrime. Ho 34 anni mamma di due bimbi 4 e otto anni, il 19 febbraio dopo due malori con perdita di coscienza, il secondo davanti ai miei figli, vengo ricoverata e operata di un aneurisma cerebrale all’arteria media di sx. I medici erano molto preoccupati era grande e polilobato, il dolore più grande è stato quando prima dell’intervento ho salutato i miei figli, (non erano sicuri che l’intevento andasse bene), mio figlio più grande mi chiese se potevo morire, quella è stata una cosa attroce. E’ andato tutto bene, mi godo ogni piccolo momento che la vita mi offre, ho qualche problema ma vado avanti, con il terrore che ne possa uscire un’altro. Mi dispiace molto per i vosti cari, vi sono molto vicina perchè anche per me poteva andare male. I vostri cari vi sono vicini perchè in quei momenti si pensa solo alle persone che lasciamo e non a noi che stiamo male. Fatevi forza, non è facile lo sò, un abbraccio.

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Sabrina 5 febbraio 2009 15:58

ciao giuliano, come vedi ho gia’ scritto in precedenza quello che è successo a mio marito ed io e i nostri due bambini abbiamo avuto il mondo che ci è crollato addosso.un saluto…sabry

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maryy
Maryy 7 febbraio 2009 17:44

salve sono mary e il 25 gennaio mio fratello mi ha lasciato x un emoragia cerebrale …volevo sapere come è possibile che è morto ,lui aveva superato bene l’intervento aveva iniziato a mangiare e parlare quasi bene anche se non muoveva la gamba destra..io mi faccio delle colpe xkè non mi sono presa la responsabilità x portarlo a roma , qua a viterbo mi dissero che non c’era bisogno e che c’erano dottori bravi che venivano da roma , l’hanno operato il giorno dopo e il giorno seguente l’hanno portato subito in reparto , aveva sempre febbre e pressione alta e loro dicevano che era normale gli facevano le punture finito l’effetto riprendeva e dopo 2 settimane va in coma dicono che ha la ronco polmonite e il giorno dopo dicono che gli si è gonfiato il cervello e che morirà e dopo 2 settimane muore io non mi do pace xkè x me l’hanno fatto morire loro mi sveglio con gli incubi;dopo un intervento così grave non si può portare subito in reparto e farlo subito mangiare ….vi prego rispondetemi datemi delle spiegazioni

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Anna 15 febbraio 2009 09:48

A mio marito. 39 anni e 5 figli, e’ appena stato diagnosticato un aneurisma nel tronco encefalico, a seguito di un’emorraggia che ha portato lievi danni. A vicenza dicono che non si può fare nulla, domando se per caso a livello mondiale c’e’ qualche altra possibilità

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Anna 15 febbraio 2009 09:50

a MIO MARITO, 39 ANNI E 5 FIGLI, E’ STATO DIAGNOSTICATO UN ANEURISMA NEL TRONCO ENCEFALICO IN SEGUITO AD UN’EMORAGGIA CHE HA PORTATO LIEVI DANNI. A VICENZA DICONO CHE NON C’E’ NESSUNA POSSIBILITà DI INTERVENIRE. DOMANDO SE IN ALTRE PARTI, A LIVELLO MONDIALE, C’E’ QUALCHE POSSSIBILIT’ IN PIU’

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Roberta 21 febbraio 2009 11:21

Ciao a tutti, ho mio padre ricoverato da cinque mesi in ospedale in seguito a 2 emorragie cerebrali.
è uscito dal coma e comunica attraverso gli occhi e le sopracciglia, purtroppo a parte qualche movimento delle dita delle mani e degli scatti del polso sinistro nulla di più. i medidici rimangono vaghi sul suo status ame sembra una mente cosciete in un corpo bloccato dalla troppa stasi. son certa he micapisca anche perchè questo i medici lo confermano volev sapere se qualcuno sa dirmi di casi aaloghi e cosa devo aspettarmi in seguito. grazie a tutti

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Vincenzo 3 dicembre 2009 20:13

ciao mi chiamo rosa ho 36 anni e anke a me e venuta l aneourisma celebrale cn emoreggia sono stata operata o passato dei brutti momenti…ma adesso sto meglio spero k tuo padre si riprenda al piu presto nn perdere le speranze ciao

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