Anestesia totale: rischi ed effetti collaterali

Anestesia totale: rischi ed effetti collaterali

L'anestesia totale è indispensabile per numerosi interventi chirurgici, ma spaventa

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    L’anestesia totale, o generale, è una condizione di perdita di coscienza, con assenza di dolore e di riflessi, amnesia e rilassamento muscolare, che viene determinata dalla somministrazione di farmaci anestetici per via respiratoria o endovenosa (o entrambe). Viene praticata prima di numerosi interventi chirurgici e, per quanto sia sempre più sicura (come in generale tutte le forme di anestesia), suscita sempre timori in chi vi si deve sottoporre. Del resto, come in ogni pratica medica, anche nel caso dell’anestesia totale esistono dei margini di rischio.

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    Quello che spesso si teme di più, anche perché non si può sempre sapere a priori, è la possibilità di una allergia ai farmaci anestetici. In genere, comunque, gli anestesisti, che monitorano costantemente il paziente durante tutta l’operazione, sono pronti a ogni evenienza e sono rari i casi in cui le reazioni allergiche hanno conseguenze gravi. Il rischio di morte durante l’anestesia generale, infatti, è sempre minore: secondo i dati più recenti riguarda 1 paziente ogni 300 mila.

    Eventuali rischi specifici sono poi legati alle condizioni generali di salute del paziente.

    La presenza di malattie croniche o molto invalidanti (come problemi cardiaci, al fegato, eccetera), così come l’assunzione di specifici medicinali, o altre sostanze (come droga, alcol), possono influenzare la risposta dell’organismo all’anestetico.

    Tutte queste informazioni devono essere comunicate al medico durante la visita anestesiologica che precede sempre l’intervento: l’anestesista valuterà, così, se procedere o meno e come e sarà pronto a gestire eventuali complicanze (anche se non si possono mai escludere completamente possibili errori medici).

    Anestesia effetti collaterali
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    Dopo il risveglio da un’anestesia generale si possono avvertire alcuni effetti collaterali: si tratta per lo più di disagi passeggeri, di lieve entità. Nelle prime 8-10 ore dopo l’intervento, per esempio, si può accusare un senso di nausea e conati di vomito: per questo motivo non viene permesso di mangiare e bere durante questo lasso di tempo, mentre vengono somministrati per via endovenosa dei liquidi, che evitano la disidratazione.

    Sempre nelle ore successive si può avere una sensazione di freddo, conseguenza dell’azione di vasocostrizione dei vasi sanguigni svolta dai farmaci anestetici, e percepire anche fastidio alla gola, dovuto all’intubazione (l’inserimento di un tubo per la respirazione artificiale nelle vie aeree). Inoltre, ci si può sentire non perfettamente lucidi, avere difficoltà nella messa a fuoco, avvertire un senso di sonnolenza e vertigini: per questo generalmente non ci si può alzare dal letto per qualche ora.

    Non è escluso, infine, che si possano avvertire dolori articolari e in particolare alla schiena, dovuti alla posizione in cui si è stati per tutta la durata dell’intervento (per quanto si cerchi di garantire il comfort al paziente): questo dipenderà chiaramente anche dalla durata e dal tipo di operazione chirurgica.

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