Anemia sideropenica: sintomi, diagnosi, terapia e dieta

L’anemia sideropenica consiste in una prolungata carenza di ferro

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    L’anemia sideropenica è determinata dalla carenza di ferro. I sintomi all’inizio possono anche non manifestarsi. La situazione invece si complica, quando i valori dell’emoglobina si allontanano dal limite di 10 g/dl. In questo caso, infatti, il nostro organismo tende a portare avanti un processo di compensazione aumentando la portata sanguigna. Compaiono quindi a questo punto delle precise manifestazioni sintomatiche, che vanno dall’affaticabilità al pallore, dalla tachicardia ai disturbi del comportamento, specialmente quando il disturbo diventa grave. Dopo un’attenta diagnosi, bisogna stare attenti alla dieta e rimediare con una specifica terapia.

    I sintomi

    Nelle prime fasi della patologia possono anche non presentarsi sintomi particolari. Man mano che si procede, cominciano a rendersi visibili alcuni segnali. Il paziente si sente affaticato, ha una difficoltà a respirare, anche quando compie sforzi non particolarmente intensi, è pallido e presenta un aumento della frequenza cardiaca.

    Le unghie e i capelli diventano fragili, non ci si riesce a concentrare bene e si può incorrere anche in disturbi del comportamento. Questi ultimi consistono di solito in una maggiore irritabilità, ma in certi casi si può arrivare a degli atteggiamenti più complessi, come la pica, un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dall’ingestione di sostanze varie, come la terra o la carta.

    Nei bambini campanelli d’allarme possono essere costituiti dalla mancanza di vivacità, dall’inappetenza, dal mal di testa. Inoltre si possono presentare delle irritazioni alla mucosa della bocca o agli angoli delle labbra.

    La diagnosi

    La diagnosi dell’anemia sideropenica si basa sulle analisi del sangue, per verificare la quantità di globuli bianchi, di quelli rossi e delle piastrine. Inoltre vengono presi in considerazione l’ematocrito, l’emoglobina e la sideremia. Anche un aumento dei reticolociti o della ferritina può essere indicativo.

    Di solito, in relazione a questo disturbo, si parla di diagnosi differenziale, perché l’anemia da carenza di ferro deve essere differenziata dalle altre condizioni rapportabili all’anemia microcitica. Queste sono rappresentate dalla talassemia e dalle carenze di ferro provocate da malattie croniche.

    La terapia

    La terapia per l’anemia sideropenica consiste essenzialmente nel portare avanti un trattamento a base di ferro, anche se non si deve trascurare di rintracciare la causa che determina il problema, in modo da provvedere ad una sua risoluzione. Il ferro può essere somministrato per via orale sotto forma di una serie di sali, come il solfato, il gluconato e il fumarato ferroso. Utile anche il saccarato di ferro, da assumere mezz’ora prima dei pasti.

    In certi pazienti si deve ricorrere alla somministrazione per via parenterale, perché quella orale non è efficace o perché tendono a perdere spesso del sangue a causa di malattie vascolari.

    La dieta

    La dieta contro l’anemia sideropenica è costituita dal consumo di cibi specifici che assicurino un apporto giornaliero di ferro di 10 milligrammi per gli uomini e 18 milligrammi per le donne. In questo senso è molto importante mangiare la carne, il fegato, i legumi, i crostacei, i vegetali a foglia verde e la frutta secca. L’assorbimento più veloce è garantito soprattutto dagli alimenti di origine animale.

    In generale, per non incorrere nel problema, si dovrebbe evitare il vegetarianismo e un regime alimentare troppo rigido e monotono. Non dimentichiamo che la vitamina C, presente nella frutta e nella verdura e in particolare negli agrumi, migliora l’assorbimento delle sostanze nutritive e quindi anche del ferro.