Ana e Mia: troppi i siti setta

Ana e Mia: troppi i siti setta

L'anoressia e la bulimia sono delle malattie da cui solo un terzo dei malati guarisce completamente, un terzo sopravvive e gli altri muoiono, spesso per arresto cardiaco o per infezioni e malattie correlate

da in Alimentazione, Anoressia, Bulimia, Malattie, Primo Piano
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    Anoressia

    Internet e anoressia: i siti Pro – Ana pericolosamente attraggono gli interessati e li vincolano in una concezione della vita sbagliata e fortemente fuorviante, l’allarme per gli errori e i limiti della libera comunicazione in certi casi è davvero alto, questo è uno di quei gravi casi.

    Ma che cosa è un sito Pro Ana? Intanto che cosa è ANA: è una sigla che insieme a MIA è stata coniata dagli esperti di comunicazione per descrivere due gravi malattie, anoressia e bulimia, ma non basta, immediatamente i due acronimi hanno avuto successo non solo su chi delle malattie si occupa per lavoro, ma anche su chi delle malattie si fa scudo per creare il suo regime settario; ecco come sono stati fondati i siti Pro Ana e Pro Mia, ne avevamo parlato anche in passato sulle pagine di Tanta Salute, ma come spesso accade parlarne non è sufficiente.

    In questi siti le ragazzine che sono dubbiose sulla loro situazione fisica e si sentono meno attraenti delle altre trovano delle ragazze che sono trendy, una su tutte è sfruttata Paris Hilton, che in quanto donna ricca, bella e famosa riesce anche solo con la sua fotografia a far vendere un sito: ecco allora che insieme a lei si trovano poi modelle, ragazze magre e filiformi, e via via la ragazza dubbiosa inizia a pensare che per essere belli bisogna essere diversi, cambiare il proprio corpo: si insinua così il dubbio e nasce l’attrazione per la malattia.

    La malattia anoressica colpisce prevalentemente ma non solo, le donne, si stima che la donna anoressica sia stata prima una ragazza anoressica e una adolescente predisposta all’anoressia, in alcuni casi la malattia comincia a insinuarsi da bambine, addirittura avere delle madri che hanno sofferto di anoressia predispone a una errata concezione del cibo e della salute.

    Su questi siti si trova appagamento temporaneo per l’anima, che si sente cullata da una visione alterata della realtà: ecco che allora devono intervenire i medici e gli specialisti, dietisti, dietologi, psicologi, psichiatri, per parlare solo di quelle persone che affrontano la prima emergenza, perché la malattia, ben si sa, porta chi ne soffre a dover pedissequamente curare ogni parte del corpo: senza benzina la macchina si ferma.

    Ecco allora che è molto grave che esistano ben 300 mila siti tuttora on line senza censura che fanno pubblicità di anoressia e bulimia, non solo per il costo in termini di vite umane, solo un terzo delle ragazze guarisce pienamente, un terzo sopravvive e le altre muoiono, dati simili sono riportati nei maschi, ma anche è grave che una malattia con un costo sociale e economico così alto possa essere pubblicizzata.

    L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha realizzato il sito http://www.thinshell.it per aiutare i malati di anoressia e di bulimia a guarire, per parlare con loro, con i loro amici e con le loro famiglie di un male vecchio di secoli che non è ancora stato possibile arginare.

    Il problema di internet e la comunicazione in merito a questa malattia è che sono sfruttati per attirare i malati e che ne fanno poi dei veri e propri adepti al male, una sorta di setta, in cui solo chi è malato, cercando spiegazioni per la propria malattia, cade nella trappola di diventare dipendente delle comunità virtuali malate.

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