Amianto: in Italia diffuso lungo il territorio per miliardi di metri quadrati

Amianto: in Italia diffuso lungo il territorio per miliardi di metri quadrati

Le quattro Regioni maggiormente colpite sono la Liguria, Venezia-Giulia, Piemonte e Lombardia

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    E’ da anni ormai che si conoscono molto bene i rischi derivanti dall’esposizione dell’organismo all’amianto, ne deriverebbe dunque che fossimo non solo consapevoli della pericolosità sociale di questo metallo per la salute, ma che avessimo posto in atto ogni accorgimento volto a scongiurare il pericolo ed, invece, così non è. Lo dimostra il dato reso pubblico dal CNR che quantifica l’estensione del pericoloso metallo in due miliardi e mezzo di metri quadri di amianto in Italia per un totale di 32 tonnellate di questo materiale presente lungo tutto il territorio, un dato sconcertante che si fa fatica a commentare se solo si pensa che l’amianto è causa della morte di ben 3.000 persone affette da asbestosi, delle mille decedute per mesotelioma e delle 1.500 affette da tumore polmonare; un numero enorme di persone che non si sarebbero ammalate in assenza di tutto l’amianto presente nella nostra penisola e che, per di più, è destinato a far aumentare le vittime nel tempo, aggiungendosi ogni anno sempre nuovi casi.

    Ecco il significato del registro che attenziona il numero di morti di mesotelioma correlato ad asbestosi che, se più elevato rispetto al numero di decessi soliti di anno in anno, indica chiaramente che in quella zona vi sia presenza di amianto.

    Le quattro Regioni maggiormente colpite sono la Liguria, Venezia-Giulia, Piemonte e Lombardia. Ma desta allarme la situazione in Emilia Romagna e Toscana. “Le Istituzioni dovrebbero riflettere su questi dati e agire tempestivamente – commenta Valentina Coppola Resp.

    Naz. Settore Ambiente del CODICI-Centro per i Diritti del Cittadino – i rischi per la salute non sono solo per i lavoratori lungamente esposti all’amianto ma anche per quei cittadini per cui l’esposizione al materiale non è stata massiva e prolungata nel tempo”. “Non esiste, infatti – aggiunge Coppola – una soglia di rischio al di sotto della quale le fibre di amianto non siano nocive”.

    Il CODICI auspica quindi che, “vista la gravità e l’urgenza della situazione le Istituzioni, in primis i Comuni, mettano in campo un programma straordinario per lo smaltimento del materiale e la bonifica dell’ambiente, prevedendo ad esempio la concessione di fondi utili perché il comune cittadino possa provvedere autonomamente al risanamento e bonifica dei propri immobili e territori, senza che ciò possa gravare pesantemente sul suo budget economico”.

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