Ambiente: la lotta all’inquinamento riguarda tutti

Anche solo così ragionando si potrebbero trarre delle buone occasioni per immaginare che la lotta all’inquinamento debba riguardare non solo i Paesi più industrializzati, ma anche noi a livello personale

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    Inquinamento

    Un tempo quando si guardava all’altra parte del mondo ed a tutti i problemi che essa aveva, al di là di un soggettivo disagio ed una sorta di fugace commiserazione per la triste sorte di intere popolazioni attanagliate dalla fame, dalle carestie e dalle malattie, null’altro si provava se non una sorta di pietà che durava, generalmente, lo stesso tempo necessario per apprendere la notizia che poi era bella che dimenticata.

    Oggi le cose non sono più così e non certo perché siamo più buoni di una volta, tutt’altro, ma perché il tempo e le vicende della vita ci hanno insegnato che le vicende che accadono anche in luoghi lontanissimi da noi ci riguardano eccome. Un esempio in tal senso ce lo danno le grandi infezioni virali, chi credeva che un virus che uccideva nel Terzo Mondo non potesse mai giungere da noi si è dovuto ricredere eccome e non solo, che dire dell’inquinamento e del surriscaldamento del pianeta che, se è vero che in larga parte è stato prodotto dai Paesi sviluppati ha presto avuto effetti diretti anche nei Paesi in via di sviluppo e le conseguenze sono molteplici e devastanti. Carestie, diffusioni di malattie e soprattutto pandemie che, prima o poi, riguarderanno anche noi.

    Anche solo così ragionando si potrebbero trarre delle buone occasioni per immaginare che la lotta all’inquinamento debba riguardare non solo i Paesi più industrializzati, ma anche noi a livello personale. Così come lo stesso effetto serra non è più solo un problema, indipendentemente da chi l’abbia provocato, che riguarda un quarto del pianeta, ma l’intero globo, perché le malattie che ad esso sono connesse riguardano l’europeo come l’africano, l’asiatico etc.

    È questo, in sintesi, il messaggio che viene da una serie di articoli raccolti ad hoc dalla rivista “Lancet” sul tema della salute in rapporto al cambiamento climatico, presentati in una conferenza stampa il 25 novembre scorso. Gli studi hanno tracciato una serie di scenari possibili, in diversi luoghi del mondo, simulando quale sarebbe l’effetto di particolari strategie di mitigazione delle emissioni di CO2 sulla salute umana.

    Gli esempi che gli studiosi hanno fatto in tal senso sono tanti, uno di questi consiste nella sostituzione delle stufe in India a basse emissioni inquinanti a tutto vantaggio degli abitanti meno afflitti in questo modo da malattie respiratorie e malattie cardiache e tutto perché diminuirebbe l’inquinamento atmosferico.

    Dalle nostri parti invece, in Europa, se quando possibile si facesse a meno dell’auto significherebbe diminuire l’inquinamento ed assisteremmo ad una diminuzione quantificata anche nel 20% delle malattie cardiache, così come potrebbe diminuire la demenza dell’8% e la depressione del 5 . Non solo, guardiamo anche all’alimentazione, una riduzione dei consumi di carne produrrebbe una diminuzione delle emissioni di CO2, così come un taglio del 30% di tali consumi abbasserebbe del 15% il numero delle malattie di natura cardiaca. Lo studio è stato condotto dai ricercatori: Andy Haines, della London School of Hygiene and Tropical Medicine, alla conferenza stampa del 25 novembre.