Alzheimer: vitamina D e movimento fanno bene

Alzheimer: vitamina D e movimento fanno bene

Attività fisica e adeguati livelli di vitamina D sono alleati nella prevenzione della malattia di Alzheimer: lo svelano due nuovi studi internazionali

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    Fare movimento riduce il rischio di alzheimer

    L’Alzheimer rappresenta un disturbo in crescita. Non esistono cure in grado di bloccare la degenerazione delle cellule nervose alla base della demenza, e quindi acquista sempre più importanza la prevenzione, attuata anche attraverso un miglioramento dello stile di vita.

    Due nuovi studi internazionali, presentati in occasione dell’ultima Conferenza sulla Malattia di Alzheimer, puntano l’attenzione proprio su due aspetti che sembrano ridurre il rischio di sviluppare la patologia: l’esercizio fisico e la vitamina D.

    Una prima ricerca, condotta dal Brigham and Women’s Hospital, ha confrontato i dati di 1200 persone e ha evidenziato che una regolare attività fisica riduce del 40% la probabilità di sviluppare l’Alzheimer, mentre una vita sedentaria arriva addirittura a incrementare il rischio del 45%. Il movimento è così prezioso che gli esperti suggeriscono di non interromperlo neppure in età avanzata, pur prediligendo attività fisiche adeguate alla propria condizione di salute generale.

    Il secondo studio, condotto da scienziati dell’University of Exeter Peninsula Medical School, ha invece coinvolto circa 3300 over 65, analizzando i loro livelli di vitamina D nell’organismo: livelli bassi di questa vitamina innalza il rischio di Alzheimer del 42%. Se parliamo di una vera e propria grave carenza, il rischio aumenta addirittura del 394%. La vitamina D si trova in piccole quantità negli alimenti (come il pesce grasso (come il salmone), il tuorlo d’uovo, il fegato), ma secondo gli esperti una buona soluzione per livelli adeguati è rappresentata dagli integratori.

    Non dimentichiamo, però, che questo nutriente viene sintetizzato grazie all’azione del sole, per cui è importante esporre tutti i giorni viso e braccia ai raggi solari, evitando le ore più calde (possono bastare anche 15 minuti).

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