Alzheimer: una buona forma fisica ne riduce i rischi

Alzheimer: una buona forma fisica ne riduce i rischi

Uno studio eseguito da un gruppo di ricercatori dell’Università di Pittsburgh ha evidenziato come una buona attività fisica riesca a mantenere il cervello in buone condizioni di volume e di memoria

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    Un gruppo di ricercatori dell’Università Pittsburgh ha condotto degli studi rilevando quanto una buona forma fisica riesca a ridurre i rischi di contrarre il Morbo di Alzheimer. Lo studio è stato condotto su 300 persone sane, senza nessun segno di demenza, facendogli seguire uno stile di vita sano e una buona attività fisica (come una passeggiata quotidiana). Il dottor Kirk Erickson, promotore della ricerca, ha evidenziato come persone anziane abituate a fare una passeggiata di circa sei miglia, ogni settimana, non abbiano nessun segno di demenza e come le loro capacità cognitive siano in buonissimo stato.

    Infatti, il dottor Erickson spiega, a proposito del suo studio, pubblicato sulla rivista Neurology, come il cervello, raggiunta una certa età, si riduca di volume, causando dei problemi a livello della memoria. Invece, sembrerebbe che una buona attività fisica, come appunto passeggiate quotidiane, riescano a mantenere nella norma il volume del cervello, e “giovani” le capacità della memoria.

    Lo studio sui volontari è durato circa quattro anni, dopo questo periodo i pazienti sono stati riesaminati, valutando come il rischio di demenza si sia dimezzato nei volontari che praticavano quotidianamente attività fisica.

    Come sappiamo, il Morbo di Alzheimer, è una patologia legata alla demenza ed alla perdita della memoria. Tutto ciò causato dalla morte delle cellule nervose, processo irreversibile e progressivo, che si espande a tutto il cervello. Il processo della malattia è progressivo e lento, man mano che progredisce i sintomi sono sempre più gravi, come la perdita della memoria, lo stato confusionale, il cambiamento del comportamento e della personalità, una riduzione della capacità di comunicare e di relazionarsi con gli altri.

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