Alzheimer: studio italiano brevetta un possibile vaccino

Uno studio tutto italiano ha scoperto un possibile vaccino in grado di prevenire e curare l’Alzheimer

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    Buone notizie per i pazienti affetti dal morbo di Alzheimer: uno studio italiano ha brevettato il possibile vaccino. Quest’ultimo è costituito da una sostanza ottenuta dopo anni di ricerche. Infatti, è da circa 10 anni che gli studiosi cercano una soluzione, come un vaccino, che riesca a combattere e a prevenire l’Alzheimer. La necessità tempestiva è data dalla diffusione e gravità di questa patologia, che purtroppo, è invalidante e, in alcuni casi, anche letale.

    La scoperta della molecola in questione si deve ad un gruppo di scienziati italiani che hanno depositato il brevetto all’Istituto di Genetica e Biofisica (Igb-Cnr) e all’Istituto di Biochimica delle Proteine (Ibp-Cnr) del Cnr. Questa sostanza è stata ottenuta unendo un piccolo frammento di proteina beta-amiloide (peptide che si accumula nel cervello delle persone affette dalla patologia) insieme a una proteina antibatterica. Questi due elementi si uniscono formando una struttura molto simile a un virus. Dopo di che gli studiosi hanno aumentato l’efficacia terapeutica e ridotto i possibili effetti collaterali. L’azione di questa sostanza, caratteristica del vaccino, è quella di innescare la risposta immunitaria nei confronti della proteina beta-amiloide.

    Per ora lo studio è nella fase pre-clinica, e si sta conducendo sugli animali (i topi) normali. A questi ultimi, in questa prima fase, si somministra il vaccino; dopo di che, in topi transgenici, si testeranno l’efficacia terapeutica ed eventuali effetti collaterali. Grazie a questo studio si potrà ottenere il vaccino finale per prevenire l’Alzheimer. Le ricerche successive si baseranno sul perfezionamento della terapia, ossia diretta su bersagli specifici.