Alzheimer: sono state sviluppate nuove metodiche per sconfiggerlo

Alzheimer: sono state sviluppate nuove metodiche per sconfiggerlo

Uno studio statunitense ha scoperto come poter distruggere le proteine che sono alla base del Morbo di Alzheimer, e non solo; sviluppando nuove metodiche per creare degli anticorpi in grado di sconfiggerle

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    I risultati di una ricerca statunitense offrono nuove speranze per i pazienti colpiti dal Morbo di Alzheimer. Infatti, è stato scoperto un nuovo metodo per poter colpire e sconfiggere le proteine responsabili della patologia. Questo è un grande risultato cercato da molto tempo, ma anche di grossa difficoltà per gli studiosi che si stanno occupando di una futura cura per questa malattia. Sino ad oggi, infatti, sono stati veramente tanti gli studi che si sono occupati di ciò, ma senza risultati ottimali.

    Grazie a questo nuovo studio, sono state sviluppate delle nuove metodiche per creare degli anticorpi in grado di sconfiggere le proteine specifiche, come accennato sopra, le beta amiloidi, responsabili della formazione di placche che sono alla base sia dell’Alzheimer ma anche di altre gravi patologie del sistema nervoso centrale, come il Parkinson o il morbo della mucca pazza. La ricerca, che ha sviluppato questo grande ed importante risultato, è stata condotta dagli studiosi del Rensselaer Polytechnic Institute di Troy, in New York.

    Ma in cosa consiste precisamente questa scoperta?

    Gli studiosi hanno scoperto il metodo per creare degli anticorpi giusti e specifici (ricordiamo che sono grosse proteine prodotte dal sistema immunitario per difendere il nostro organismo da patologie ed infezioni in genere) per poter sconfiggere le beta amiloidi. La struttura degli anticorpi e quella di queste ultime rappresentava il vero ostacolo alla ricerca, ossia non si riusciva a capire quale zona delle proteine dovesse essere attaccata per distruggerle. Ciò è stato reso possibile copiando le connessioni che permettono a queste proteine di stare insieme e di formare le placche. Evidenziando questi punti di attacco, si sono potuti creare degli anticorpi specifici, con determinati punti di attacco. Un risultato importantissimo che ridà speranza a tutti i pazienti colpiti dalle numerose patologie a carico del sistema nervoso centrale.

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