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Alzheimer: ritardarlo con il lavoro

Alzheimer: ritardarlo con il lavoro

Continuare a lavorare anche dopo l’età pensionabile ritarda il rischio di ammalarsi di Alzheimer soprattutto grazie alle relazioni sociali che il lavoro consente di sviluppare

da in Alzheimer, Benessere, Cervello, Malattie, Psicologia, Ricerca Medica, Socializzazione
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    Un rimedio contro l’Alzheimer potrebbe essere continuare a lavorare anche quando si raggiunge l’età della pensione. E’ ciò che è emerso da una ricerca effettuata dall’Istituto di Psichiatria del King’s College di Londra e pubblicata sulla rivista “International Journal of Geriatric Psychiatry”. Per molti andare in pensione è un obiettivo fortemente desiderato per svolgere un tipo di vita più tranquilla e per potersi dedicare alle proprie passioni, ma dallo studio emerge chiaramente come ritardare il momento della pensione potrebbe avere un effetto positivo sul nostro cervello.

    In concreto si è visto come ad ogni anno di ritardo nei confronti della pensione corrispondono circa sei settimane di ritardo per quanto riguarda l’insorgenza di patologie come la demenza senile. Rimanendo sempre attiva per mezzo lo svolgimento dell’attività lavorativa la mente avrebbe la possibilità di continuare a determinare l’instaurarsi di connessioni fra i neuroni e questo costituirebbe un vero e proprio vantaggio per il nostro cervello.

    Nonostante tutto occorre essere prudenti nell’interpretare il risultato della ricerca, infatti i fattori che determinano il ritardo del declino cognitivo sono molti e fra di essi un ruolo molto importante spetta alle relazioni sociali, che sicuramente sono più favorite all’interno dell’ambito lavorativo, ma potrebbero trovare anche al di fuori di esso uno sviluppo considerevole.

    Più che il lavoro in se stesso quindi si dovrebbero prendere in considerazione tutte quelle condizioni di interazione che il lavoro consente di portare avanti e da queste si può partire per descrivere un percorso mentale adeguato per non incorrere nell’Alzheimer e nelle altre patologie connesse con il declino cognitivo.

    Immagine tratta da: dsc.discovery.com

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