Alzheimer: impulsi elettrici per “fermare” la malattia

Alzheimer: impulsi elettrici per “fermare” la malattia

Nuove speranze per la cura di una delle demenze che fanno più paura, l’Alzheimer, da una ricerca canadese, che ha verificato gli effetti positivi di lievi scariche elettriche al cervello

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    Impulsi elettrici contro l'Alzheimer

    Lievi scariche elettriche in direzione cervello, per combattere l’Alzheimer? Forse, secondo i risultati di una recente sperimentazione canadese, potrebbe essere questa la strategia vincente per combattere, a colpi di piccoli e brevi impulsi elettrici, la terribile malattia degenerativa, che toglie progressivamente autonomia, memoria e funzioni cognitive.

    Alcune lievi scariche elettriche potrebbero aiutare il cervello a resistere ai danni provocati dalla comparsa e dallo sviluppo dell’Alzheimer, dalla perdita della memoria a breve termine fino a quella delle funzioni cognitive: ecco quanto è emerso dalla ricerca, condotta su piccola scala, da un gruppo di scienziati del Toronto Western Hospital.

    Gli impulsi elettrici, di breve intensità e durata, hanno dimostrato di riuscire a interrompere i danni progressivi a carico del cervello causati da questa patologia, ma non solo. A colpi di stimolazioni elettriche, brevi e mirate, sarebbe possibile anche prevenire la perdita di funzionalità ed efficienza di alcune zone del cervello, di alcune aree cerebrali dal ruolo fondamentale.


    Attualmente, l’Alzheimer è una forma di demenza senile che non lascia scampo, che spegne lentamente le persone colpite, che progressivamente, finiscono per perdere indipendenza, autonomia, ma anche identità e capacità. Esistono solo alcuni farmaci per tenere sotto controllo i primi sintomi all’esordio della malattia, ma che non funzionano per tutti e non hanno effetti duraturi.

    Uno studio alle prime fasi, preliminare, non in grado, quindi, di offrire la formula della terapia contro l’Alzheimer infallibile, ma che apre buone prospettive per il futuro, per approfondimenti e ricerche ulteriori.

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