Alzheimer: il succo di mela migliora l’umore

Alzheimer: il succo di mela migliora l’umore

Il succo di mela non dovrebbe mai mancare nella dieta di un malato di Alzheimer: due bicchieri al giorno non lo guariscono, ma ne attenuano i disturbi comportamentali, come rabbia e ansia

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    Il succo di mela alleato per i malati di Alzheimer

    Non si tratta di una “pozione magica”, capace di guarire anche malattie, come il morbo di Alzheimer per le quali la medicina non ha ancora trovato una cura efficace, ma di un valido alleato per la convivenza giornaliera: il succo di mela migliora l’umore e il comportamento dei pazienti affetti da Alzheimer.

    Un buon bicchiere di succo di mela non è in grado di tenere alla larga questa terribile malattia degenerativa, di prevenirla o di sconfiggerla, ma, se bevuto con regolarità giornaliera, può aiutare a migliorarne la gestione quotidiana. Ecco quanto emerge da uno studio, recentemente pubblicato sull’American Journal of Alzheimer Disease and Other Dementias, AJADD, condotto da un gruppo di ricercatori statunitensi, della University of Massachusetts.

    La demenza e il declino, condizioni degenerative che caratterizzano la malattia, non subiscono alcuna frenata o contraccolpo, il consumo giornaliero di circa due bicchieri di succo di mela non incide in nessun modo sul decorso della patologia. Nessun effetto terapeutico, quindi, ma il succo di mela sembra avere altri pregi da non sottovalutare: è in grado di migliorare, fino al 27%, quegli stati d’animo, come ansia, agitazione e delirio, che nella maggior parte dei casi accompagnano il peggioramento quotidiano della malattia.


    I malati di Alzheimer, spesso, oltre a perdere gran parte delle proprie capacità cognitive, relazionali e di memoria, tendono a essere preda di veri e propri stati di delirio, caratterizzati anche da ansia e rabbia. Il nettare delle mele sembra avere una sorta di benefico potere calmante sui pazienti affetti dal morbo di Alzheimer, attenuandone le manifestazioni psicotiche e i disturbi comportamentali.

    Immagine tratta da: famiglienumerose.org

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