Alzheimer: il ruolo dell’allenamento mentale nella prevenzione

Alzheimer: il ruolo dell’allenamento mentale nella prevenzione

Uno studio condotto negli Stati Uniti ha affermato che l'allenamento mentale basato sul brain training non farebbe altro che rendere più veloce la progressione della malattia nei soggetti affetti dall'Alzheimer

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    L’allenamento mentale è efficace per prevenire l’insorgenza dell’Alzheimer? Diversi studi si sono occupati dell’argomento, mettendo in evidenza come gli esercizi di brain training possano svolgere una funzione importante nell’allontanare il rischio di incorrere nell’Alzheimer. Una ricerca svolta dagli studiosi del Rush University Medical Center di Chicago ha fatto il punto sulla questione.

    La ricerca in questione ha messo in evidenza che l’allenamento mentale basato sul brain training non è efficace nella prevenzione dell’Alzheimer. Secondo i risultati dello studio queste strategie di allenamento mentale non farebbero altro che nascondere i sintomi della malattia e porterebbero ad un peggioramento delle condizioni di salute dei pazienti, una volta che si manifesta la patologia. I ricercatori sono arrivati a questa conclusione, dopo aver preso in considerazione le attività cognitive di alcuni soggetti.

    In questo modo hanno potuto riscontrare che coloro che avevano una mente più allenata avevano anche un minor rischio di incorrere nell’Alzheimer, ma tra i soggetti che erano affetti dalla malattia la progressione della patologia era più veloce in coloro che si erano dedicati maggiormente all’allenamento cognitivo. In questi pazienti la malattia progrediva con una velocità maggiore, pari al 42% in più rispetto agli altri.

    Secondo gli esperti il tutto sarebbe causato da lesioni neurodegenerative, che, accumulatesi nel cervello dei soggetti, svolgerebbero un ruolo determinante nel declino delle facoltà mentali, una volta che si manifesta l’Alzheimer. Un’ipotesi che è destinata certamente a far discutere.

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