Alzheimer: come riconoscerlo

Alzheimer: come riconoscerlo

La Malattia di Alzheimer porta gli anziani a uno stato di isolamento dovuto in parte alla incapacità di essere autonomi, in parte alla loro stessa mancanza di volontà per muoversi in autonomia, per via della incertezza che la malattia porta

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    La bussola

    L’Alzheimer è una malattia tipica dell’età verde, si manifesta con lenti e chiari sintomi, si riconosce poi attraverso analisi profonde dello stato di salute della mente umana, trasforma l’individuo togliendogli lentamente la capacità di essere autonomo, ma nonostante la sua ineluttabile gravità, se ci si scopre malati, non bisogna lasciarsi andare.

    A spiegare come può essere riconosicuta in anticipo la malattia di Alzheimer è il professor Roberto Bernabei, già membro della Tavola Alzheimer al Ministero della Salute.

    Grazie al suo contributo è stata stilata una lista delle dieci indicazioni da seguire per non sbagliarsi nella pre-diagnosi della malattia.

    Per un anziano certi segni passano senza essere recepiti, si tende a sdrammatizzare dando la colpa all’età che avanza e alla vecchiaia, ma questo è un errore gravissimo, che potrebbe portare alla non curabilità del malato, che nel caso dell’Alzheimer, se trascurato, non ha possibilità di recupero sulla mente. In questa malattia, infatti, la tempestiva diagnosi è indispensabile per la risposta terapeutica.

    Uno dei primi segni dell’Alzheimer sono gli episod di perdita della memoria: non sono fatti isolati, ma fatti ripetitivi a catena, al punto che l’anziano tendenzialmente si sente confuso, teme di avere un certo disordine mentale, fatica ad organizzare le sue azioni e a ricordare i suoi appuntamenti.

    Le mansioni quotidiane diventano difficili: può accadere di pensare di aver fatto delle cose e non è vero, mentre al contrario ci si scorda di quello che si è appena fatto o che si sta facendo, ad esempio l’acqua nella vasca da bagno, il gas acceso, il caffé sul fuoco, la porta di casa senza chiavistello.

    Si presentano delle difficoltà nel parlare: le parole possono venire cancellate dal vocabolario del cervello e reinterpretate o inventate o sostituite con altre, al che non è facile capire che cosa il malato davvero intende dire.

    Il tempo e lo spazio diventano un fatto effimero: le giornate scorroo identiche e veloci o lente allo stesso modo, la piazza del centro diventa un luogo qualsiasi che non dà risposte per tornare a casa.

    Manca la coordinazione tra quello che si fa e quello che serve: magari piove ma non si prende l’ombrello, oppure si va a fare la spesa ma non si porta il borsellino per pagare gli acquisti.

    Senza un dato di fatto non c’è la capacità di pensare e di ragionare, le ipotesi non esistono più e esistono solo le contingenze, presenti, sotto gli occhi e chiare.

    La casa diventa un posto disorganizzato perché il malato non ha più la presenza di spirito di usare utensili e oggetti nel giusto modo: perquesto può sentirsi anche demotivato ad agire e propenso a rimanere fermo nell’attesa che la mente riesca a schiarirsi.

    Il carattere può cambiare, non essere più organizzati e precisi porta a non stare bene, per questo anche senza motivo l’umore può cambiare anche in fretta, insieme al fatto che possono scomparire dei pensieri e comparirne altri all’improvviso, trasformando una situazione di quiete in un momento di rabbia.

    Se almeno 4 di queste situazioni sono tipiche della vostra giornata, secondo l’esperto, conviene fare una visita, perché sono disturbi che si associano a molte malattie, singolarmente, ma messi insieme sono indice di un disturbo che, se non è proprio l’Alzheimer, è comunque tipico delle malattie degeerative del sistema nervoso.

    Foto di Alessandro Forestiero

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