Alzheimer, combatterlo con lo sport

Lo sport è un insostituibile alleato per allenare il corpo, ma anche la mente, contribuendo a contrastare malattie degenerative come l’Alzheimer

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    sport, contro l'alzheimer

    Sport e attività fisica contro il decadimento cognitivo negli adulti di mezza età e l’Alzheimer: proprio così, secondo i risultati di una recente sperimentazione, muoversi regolarmente non sarebbe l’allenamento perfetto solo per il corpo, ma anche per la mente e il cervello, che si terrebbero a debita distanza dall’Alzheimer.

    “La regolare attività fisica, il movimento migliorano la performance cognitiva negli adulti di mezza età e può ridurre lo sviluppo di decadimento cognitivo dell’età anziana.
 Gli scienziati ci insegnano che l’esercizio fisico moderato svolto almeno tre volte la settimana consente di ritardare fino a cinque anni l’esordio dei disturbi di memoria e della malattia di Alzheimer” Giovanni Frisoni, neurologo e ricercatore, Responsabile del Laboratorio di Neuroimaging all’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, Istituto scientifico che opera da oltre 15 anni a livello nazionale e internazionale per lo studio e la cura delle malattie neurodegenerative e psichiatriche.

    Il Centro bresciano sa riconoscere l’importanza del movimento per i pazienti affetti da malattie degenerative come l’Alzheimer. Infatti, dal 2003, oltre a portare avanti attività diagnostiche, terapeutiche e riabilitative per persone colpite da tali patologie, organizza, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, una manifestazione di informazione e di raccolta fondi a sostegno di progetti di ricerca, “Fitness e Solidarieta’“.

    I fondi raccolti fino a oggi, nelle precedenti edizioni della manifestazione, hanno reso possibile effettuare una serie di avanzatissime indagini diagnostiche sulle immagini di risonanza magnetica, PET e analisi del liquido cefalorachidiano per la diagnosi precoce della malattia di Alzheimer, attualmente non ancora riconosciute e rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale.